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Spigolature

- 11/2/2013 13:15
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010

e di tutto un po'.

gocce di saggezza, briciole di buone letture,

poesia e musica indimenticabile e chi più ne ha più ne metta.

Buona giornata!



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320 Commenti
1     ... 
1 di 320 - Modificato il 11/2/2013 22:20
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
La sottile differenza


Dopo un po' impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è una sicurezza.
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte
a testa alta e con gli occhi aperti
e la grazia di un adulto,
non con il dolore di un bambino.
E impari a costruire le tue strade oggi
perchè il terreno di domani
è troppo incerto per fare piani.
E impari che il sole scotta se ne prendi troppo
perciò pianta il tuo giardino
e decora la tua anima
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori .
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei forte davvero
che vali davvero.

(Guru indiano)
2 di 320 - Modificato il 11/2/2013 19:43
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
Plus je pense a toi


http://www.youtube.com/watch?v=ekkPDzacUl4
3 di 320 - 11/2/2013 20:15
Donnasummer N° messaggi: 321 - Iscritto da: 18/5/2012

this_thread_rocks.jpg
4 di 320 - 12/2/2013 22:46
protomega N° messaggi: 23982 - Iscritto da: 02/3/2007
http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&v=k1ljpLQ1V6Y&NR=1
5 di 320 - Modificato il 14/2/2013 13:05
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
CE LA SI PUO' FARE...non sempre ma qualche volta si

Un piccolo bruco camminava verso una grande
montagna.
Lungo la strada incontrò una coccinellache gli
chiese: “Dove vai?”.
Il bruco rispose: “Ieri ho fatto un sogno nel
quale mi trovavo sulla cima di una montagna e
da lì potevo vedere tutta la valle. Oggi voglio
realizzare il mio sogno”.
Sorpresa, la coccinella gli disse: “Devi essere pazzo! Tu sei solo un
piccolo bruco. Per te, un sassolino sarà una montagna, una
pozzanghera sarà un mare e ogni cespuglio sarà una barriera
impossibile da oltrepassare”.
Ma il piccolo bruco era già lontano e non la sentì.
Incontrò poi un coniglio: “Dove vai con tanto sforzo?”.
Il piccolo bruco rispose: “Ieri sera ho fatto un sogno, ho sognato di
essere sulla cima della montagna e da lì potevo ammirare tutta la
valle. Mi è piaciuto quello che ho visto e oggi voglio realizzare il mio
sogno”.
Il coniglio si mise a ridere e disse: “Nemmeno io, con le mie grandi
zampe e con i miei grandi salti, affronterei un’impresa così
difficile”.
E, ridendo, rimase a osservare il piccolo bruco mentre procedeva
per la sua strada.
La stessa cosa accadde con la rana, la talpa e il topo. Tutti gli
consigliarono di fermarsi, dicendo: “Non arriverai mai…!”.
Ma il piccolo bruco, determinato e coraggioso, continuò a
camminare. Stremato e senza forze, ad un tratto decise di fermarsi
a riposare. Con un ultimo sforzo si preparò un posto per dormire
quella notte.
“Così mi sentirò meglio” disse il piccolo bruco. Ma morì.
Per giorni, gli animali si avvicinarono a vedere i suoi resti. Lì c’era
l’animale più pazzo del mondo, lì c’era l’ultimo rifugio di un piccolo
bruco morto per aver inseguito un sogno.
All’improvviso, però, quel bocciolo grigiastro si ruppe. Comparvero
due occhioni, due antenne e due bellissime ali dai colori stupendi.
Era una farfalla!
Gli animali restarono senza parole, meravigliati da quella stupenda
creatura che in un istante prese il volo e
raggiunse la cima della montagna.
Il sogno del bruco, diventato farfalla, si era
realizzato. Il sogno per il quale aveva vissuto,
per il quale aveva lottato, era finalmente
diventato realtà
.
http://www.youtube.com/watch?v=f1oEgZSFXeI
6 di 320 - 14/2/2013 20:22
remolcador N° messaggi: 8719 - Iscritto da: 03/5/2009
Quando tu sarai vecchia, tentennante
tra fuoco e veglia prendi questo libro,
leggilo senza fretta e sogna la dolcezza
dei tuoi occhi d'un tempo e le loro ombre.

Quanti hanno amato la tua dolce grazia
di allora e la bellezza di un vero o falso amore.
Ma uno solo ha amato l'anima tua pellegrina
e la tortura del tuo trascolorante volto.

Cùrvati dunque su questa tua griglia di brace
e di' a te stessa a bassa voce Amore
ecco come tu fuggi alto sulle montagne
e nascondi il tuo pianto in uno sciame di stelle.

(When You Are Old, di W. B. Yeats, versione di Eugenio Montale)
7 di 320 - 15/2/2013 00:24
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
CIO' CHE HO SCRITTO DI NOI

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

http://www.dailymotion.com/video/xcfucq_tristesse-chopin_music




8 di 320 - Modificato il 15/2/2013 08:57
remolcador N° messaggi: 8719 - Iscritto da: 03/5/2009
Cara spigolatrice, con il tuo titolo mi hai fatto tornare in mente, oltre all'indimenticabile rubrichetta della Settimana Enigmistica su cui si fonda gran parte della mia modesta erudizione,
una poesia scritta nel 1857 dal patriota Luigi Mercantini in onore della sfortunata spedizione di carlo Pisacane nel Regno delle due Sicilie, componimento che i perfidi preti del collegio
mi costrinsero a mandare a memoria e che ora mi par persino bella, come tutte le cose della passata gioventù.
9 di 320 - 15/2/2013 08:57
remolcador N° messaggi: 8719 - Iscritto da: 03/5/2009
LA SPIGOLATRICE DI SAPRI

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.

All'isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi si è ritornata;
s'è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra,
ma s'inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.

Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: - dove vai, bel capitano? -
Guardommi e mi rispose: - O mia sorella,
vado a morir per la mia patria bella. -
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: - V'aiuti 'l Signore! -

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontraron con li gendarmi,
e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.

Ma quando fur della Certosa ai muri,
s'udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra 'l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Eran trecento non voller fuggire,
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a lor correa sangue il piano;
fin che pugnar vid'io per lor pregai,

ma un tratto venni men, né più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d'oro.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
10 di 320 - Modificato il 15/2/2013 09:55
gurubuldufufurutu N° messaggi: 374 - Iscritto da: 29/6/2011
Ah, il buon Mercantini. Come dimenticare quel pur lontanto 19 dicembre 1858 e la riunione nella casa del patriota bergamasco Gabriele Camozzi, sulle alture di Genova,
dove Nino Bixio, Mercantini, la mia Anitona e io discutemmo sulla formazione del corpo di volontari poi chiamato "Cacciatori delle Alpi"? Ricordo come fosse adesso
quando dissi al poeta marchigiano: "Voi mi dovreste scrivere un inno per i miei volontari! Lo canteremo andando alla carica, e lo ricanteremo tornando vincitori!"
e Mercantini rispose laconico: "Ci proverò."
Il risultato fu questa pappardella che i miei valorosi dovettero imparare a memoria e io per primo, cantando a squarciagola, qualche volta m'inciampai, e non solo sulle rime.
Segue testo ufficiale.
11 di 320 - 15/2/2013 09:52
gurubuldufufurutu N° messaggi: 374 - Iscritto da: 29/6/2011
INNO DI GUERRA DI GARIBALDI

All’armi! All’armi!

Si scopron le tombe, si levano i morti;
I martiri nostri son tutti risorti:
Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,
La fiamma ed il nome — d’Italia sul cor.
Veniamo! Veniamo! Su, o giovani schiere,
Su al vento per tutto le nostre bandiere,
Su tutti col ferro, su tutti col fuoco,
Su tutti col fuoco — d’Italia nel cor.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

La terra dei fiori, dei suoni e dei carmi,
Ritorni, qual era, la terra dell’armi;
Di cento catene ci avvinser la mano,
Ma ancor di Legnano — sa i ferri brandir.
Bastone Tedesco l’Italia non doma,
Non crescon al giogo le stirpi di Roma;
Più Italia non vuole stranieri e tiranni:
Già troppi son gli anni — che dura il servir.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Le case d’Italia son fatte per noi,
È là sul Danubio la casa de’ tuoi;
Tu i campi ci guasti; tu il pane c’involi;
I nostri figliuoli — per noi li vogliam.
Son l’Alpi e i due mari d’Italia i confini;
Col carro di fuoco rompiam gli Apennini,
Distrutto ogni segno di vecchia frontiera,
La nostra bandiera — per tutto innalziam.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Sien mute le lingue, sien pronte le braccia;
Soltanto al nemico volgiamo la faccia,
E tosto oltre i monti n’andrà lo straniero
Se tutta un pensiero — l’Italia sarà.
Non basta il trionfo di barbare spoglie;
Si chiudan ai ladri d’Italia le soglie;
Le genti d’Italia son tutte una sola,
Son tutte una sola — le cento città.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Se ancora dell’Alpi tentasser gli spaldi,
Il grido d’all’armi darà Garibaldi:
E s’arma allo squillo, che vien da Caprera,
Dei mille la schiera — che l’Etna assaltò.
E dietro alla rossa vanguardia dei bravi
Si muovon d’Italia le tende e le navi:
Già ratto sull’orma del fido guerriero
L’ardente destriero — Vittorio spronò.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Per sempre è caduto degli empi l’orgoglio;
A dir — Viva Italia! — va il Re in Campidoglio;
La Senna e il Tamigi saluta ed onora
L’antica signora — che torna a regnar.
Contenta del regno fra l’isole e i monti,
Soltanto ai tiranni minaccia le fronti:
Dovunque le genti percuota un tiranno
Suoi figli usciranno — per terra e per mar.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Inno di Garibaldi, di Luigi Mercantini, musiche di Alessio Olivieri, 1858
http://youtu.be/eYWxc_AxA7o
12 di 320 - Modificato il 17/2/2013 18:59
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
Il canto popolare è l'espressione di un popolo e ne interpreta i sentimenti e le aspirazioni; in esso si rispecchiano i vari fattori ambientali , le tradizioni e tutto ciò che esprime il patrimonio comune di una "gente”. Tra i canti che io ricordo con maggior nostalgia vi è “Stelutis alpinis” che amo ascoltare sia nella versione originale che nella versione più “leggera” tra virgolette di De Gregori


http://www.youtube.com/watch?v=edFC5oMnYx4
13 di 320 - Modificato il 17/2/2013 18:31
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
--
14 di 320 - 17/2/2013 18:33
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
La versione più "leggera di De Gregori
http://www.youtube.com/watch?v=cRsSxwDbYWM
15 di 320 - 17/2/2013 20:07
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
Per collegarmi allo spirito patriottico del nostro caro remolcador (che ringrazio per la sua gradita partecipazione) mi sono venute alla mente altre canzoni popolari che ricordano molte battaglie degli alpini nella prima guerra mondiale anni 15/18, battaglie famose purtroppo per il numero di vittime, uno di questi scontri terribili avvenne sull'altopiano di Asiago dal 10 al 25 di giugno, ai piedi del monte Ortigara per la conquista del quale perirono ben 23000 ragazzi di cui circa cinquemila l'ultimo giorno di combattimento il 25 giugno, una sconfitta pesante, una carneficina, dovuta al comando inadeguato
ed insipiente, che portò al macello giovani di vent'anni e forse meno(le guerre chirurgiche non erano ancora state inventate!)


http://www.youtube.com/watch?v=rFMC7O0VfS8
16 di 320 - 17/2/2013 20:17
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
Un saluto a Donna Summer, diventata preziosa come tutte le sue simpatiche amiche, grazie comunque per la visita....
http://www.youtube.com/watch?v=MMWR-LvgtFA
17 di 320 - Modificato il 17/2/2013 21:17
remolcador N° messaggi: 8719 - Iscritto da: 03/5/2009
Forse sono più garibaldino che patriottico, insomma sempre pronto alla guerriglia.
Purtroppo questa è una nazione dove la gente è disposta a fare la rivoluzione
solo con il permesso dei preti, della polizia e dei carabinieri, perciò diamoci
tranquillamente alla letteratura, tanto qui non cambierà mai niente.
18 di 320 - 17/2/2013 21:13
remolcador N° messaggi: 8719 - Iscritto da: 03/5/2009
Ecco il manoscritto della celebre "Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale".
L'avrebbe tanto voluta scrivere un certo Eugenio Mollezza, invece fu composta da un altro Eugenio,
il nostro miglior poeta del secolo scorso, perciò il Mollezza se n'è dovuto fare una ragione.
19 di 320 - 17/2/2013 21:14
remolcador N° messaggi: 8719 - Iscritto da: 03/5/2009

12_montale-manoscritto_672-458_resize.jpg
20 di 320 - 19/2/2013 01:03
lella6 N° messaggi: 1444 - Iscritto da: 01/2/2010
SOGNI

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
intessuto dell'oro e dell'argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
dai mezzi colori dell'alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.

William Butler Yeats,
http://www.youtube.com/watch?v=jlC3otqX8bc
320 Commenti
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P:31 V: D:20171121 02:37:11