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Aquafil

- Modificato il 05/11/2017 08:57
GIOLA N° messaggi: 20942 - Iscritto da: 03/9/2014

 

LEADER NELLA PRODUZIONE DI NYLON6

 

DA PIU' DI 50 ANNI AQUAFIL E' UNO DEI PRINCIPALI ATTORI, IN ITALIA E NEL MONDO, NELLA PRODUZIONE DI FIBRE SINTETICHE.

 

 

 





http://www.aquafil.com/it/



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12 Commenti
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1 di 12 - 05/11/2017 08:59
GIOLA N° messaggi: 20942 - Iscritto da: 03/9/2014
Aquafil, una Star che vale 615 milioni

II 13 novembre sbarca in Borsa. Il filato «verde» tira i ricavi: + 7% nel 2017

di FRANCESCO TERRERI

L'industria trentina torna in Borsa e si espande a livello nazionale e internazionale. Aquafil sbarcherà a Piazza Affari, segmento Star, il prossimo 13 novembre. L'azienda di Arco leader nei filati sintetici vale 615 milioni di euro tra capitale, 450 milioni, e debiti, 156 milioni l'indebitamento netto 2016. Per il 2017 il fatturato previsto si attesta tra 515 e 540 milioni, con un incremento di almeno il 1% rispetto ai 483 milioni del 2016 (5% dai volumi, il resto dipenderà dai prezzi) e un utile netto che potrebbe salire dai 21
milioni dell'anno scorso a 24 milioni.

L'operazione che porterà Aquafil sul segmento Star di Borsa Italiana è stata presentata ieri a Milano con Space3, la spac (veicolo di investimento) già quotata sul segmento Miv che vede tra i principali azionisti Sergio Erede e Gianni Mion e che si fonderà con Aquafil per portarla alla quotazione.

L'integrazione è stata approvata dai cda il 15 giugno. Il 27 luglio l'assemblea straordinaria di Space3 è chiamata ad approvare l'accordo. L'ultimo semaforo verde dovrà arrivare dai creditori di Aquafil, che potranno opporsi alle nozze
entro il 30 ottobre. Il cda della nuova realtà, che continuerà a chiamarsi Aquafil, sarà composto da 9 membri, di cui due nominati da Space Holding e tre indipendenti.

L'attuale numero uno del gruppo trentino, Giulio Bonazzi, rimarrà presidente e amministratore delegato. Bonazzi conferma che Aquafil cerca buone aziende da acquisire: «Se ci saranno opportunità le coglieremo. Investiremo per sviluppare Econyl», ossia i filati riciclabili, che oggi rappresentano il 30% del giro d'affari e, nell'arco dei prossimi 5-7 anni, diventeranno la totalità dei ricavi. «Aquafil è un'azienda4.0- affernia Mion - che ha ancora grandissime prospettive di crescita e di valorizzazione».

Tra i soci della nuova realtà anche Quaestio Capital Management, con una quota intorno all'1%. Lasgr guidata da Alessandro Penati si è impegnata per 20 milioni. Space3 acquisterà il 24% di Aquafil per 108 milioni. Dei proventi, 60 milioni saranno utilizzati per far scendere la quota di ThIV, che fa capo al fondo Three Hills Capital Partners, e 18 milioni per far uscire dal capitale Th Fides e La Finanziaria Trentina.

Space3 apporterà in Aquafil liquidità per 45 milioni. Aquafil impiega 2.700 dipendenti.

Quest'anno l'azienda investirà 40-45 milioni rispetto ai 32,7 del 2016.

aquafil-950673.jpg
2 di 12 - 05/11/2017 09:01
dibbo1 N° messaggi: 1566 - Iscritto da: 08/10/2013
Mi sembri positivo sullo sbarco ....
3 di 12 - 05/11/2017 09:02
GIOLA N° messaggi: 20942 - Iscritto da: 03/9/2014
Giulio Bonazzi dà il benvenuto al Governatore repubblicano della Georgia, sede di due stabilimenti Aquafil.

Aquafil ha avuto l’onore di ricevere la visita di John Nathan Deal, il Governatore repubblicano della Georgia, stato americano dove Aquafil ha due stabilimenti nei pressi di Atlanta. Il Governatore della Georgia ha visitato l’azienda di Arco e il presidente Giulio Bonazzi gli ha presentato l’ambizioso e importantissimo progetto del Carpet Recycling, al quale saranno dedicati ben 10 milioni di investimenti a partire dal 2018.

Aquafil ha scelto Phoenix, in Arizona, per aprire il primo stabilimento per la raccolta e il riciclo della moquette e l’intenzione «è di aprirne molti altri – spiega Bonazzi – in particolare negli Stati Uniti dove il prodotto moquette è molto usato e ogni anno ci sono quasi 2 miliardi di chili di tappeto e moquette che vengono depositati in discarica”.


L’equivalente di più di 6000 balene! Una mole impressionante di Nylon 6 gettato e sprecato, ma un patrimonio preziosissimo per il nostro Sistema di Rigenererazione.

Dopo la visita di Aquafil ad Arco con la sua delegazione, il Governatore Deal ha commentato: «Un tour molto interessante, come è stato interessante avviare una discussione con il presidente Bonazzi su temi come la possibilità del riciclo dei materiali, perché è chiaro che sempre di più la necessità di adottare politiche attente all’ambiente è preminente, e lo spirito è arrivare a poter riciclare tutto quello che usiamo”. Il Governatore della Georgia ha sottolineato che Aquafil è un’industria di successo in Georgia e ha aggiunto “mi auguro che continui nella sua crescita, certamente è la benvenuta».

Mancano poche settimane: l’entrata in borsa di Aquafil è prevista per il 13 novembre prossimo. Lo sbarco in America di Aquafil ed ECONYL® invece è ormai un fatto concreto e sempre più apprezzato anche oltreoceano. Guardate la Gallery per scoprire le immagini della visita in Trentino del Governatore americano.
4FG0611-AQUAFIL-500x500.jpg
4 di 12 - 05/11/2017 09:11
GIOLA N° messaggi: 20942 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: dibbo1 - Post #2 - 05/Nov/2017 08:01Mi sembri positivo sullo sbarco ....



Visto i ritorni di Bio on meglio tenere d'occhio! Soprattutto i warrant.

Le predenti operazioni hanno portato buoni ritorni:

SPACE 1 --> FILA

SPASE 2 --> AVIO

ed ora:

SPACE 3 --> AQUAFIL


5 di 12 - 05/11/2017 09:17
nellounic N° messaggi: 485 - Iscritto da: 14/4/2011
seguo grazie Giola
6 di 12 - 05/11/2017 09:19
rampani N° messaggi: 65201 - Iscritto da: 03/9/2007
io seguile cinese… ahahah
7 di 12 - 05/11/2017 09:43
GIOLA N° messaggi: 20942 - Iscritto da: 03/9/2014
La buona plastica

Gli oceani sono minacciati da milioni di tonnellate di rifiuti che non si degradano. Alcune aziende italiane stanno trovando una soluzione.

di Guido Fontanelli

Quale filo unisce i 150 milioni di tonnellate di materie plastiche finite nei mari di tutto il mondo e il rialzo del 139 per cento messo a segno in Borsa nel 2017 dalla società italiana Bio-on? Il collegamento sta nella proprietà della tecnologia di trovare le soluzioni ai guai che noi umani continuiamo a combinare. E a trasformare queste soluzioni in un business. Nel caso della quasi sconosciuta Bio-on, o della AQUAFIL o ancora della Novamont, si tratta di aziende italiane impegnate a inventare materiali o nuovi procedimenti per ridurre l’uso della plastica tradizionale, quella fatta con idrocarburi, e di conseguenza i danni all’ambiente marino.

Un problema enorme: secondo la Ellen MacArthur Foundation di Chicago ogni anno nei mari di tutto il mondo finiscono più di 8 milioni di tonnellate di plastica. Se non ci sarà un cambio di rotta, nel 2050 gli oceani potrebbero contenere più pezzi di plastica che pesci. Nel Mediterraneo circa il 96 per cento dei rifiuti galleggianti è composto da plastica e il problema non interessa solo la superficie: i rifiuti sono stati ritrovati anche a più di tremila metri di profondità.

Ma non bisogna pensare solo alle bottigliette e ai sacchetti: in realtà la maggior parte della plastica che sporca i mari è invisibile, o quasi. Come sottolinea una relazione dell’associazione romana Marevivo, presieduta da Rosalba Giugni, oltre il 90 per cento della plastica che soffoca gli oceani si trova in forma di microplastica: frammenti minuscoli che abbondano nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale (come creme, bagnoschiuma, dentifrici, maschere, rossetti, schiume da barba). Un'altra fonte inaspettata sono i tessuti sintetici che rilasciano microplastica quando vengono lavati: un singolo capo di vestiario produce più di 1.900 fibre di microplastica durante un lavaggio. Risultato: chi consuma abitualmente pesce ingerisce più di 11mila frammenti di plastica ogni anno, come denunciano gli scienziati dell’Università di Gand in Belgio. E polimeri di origine chimica finiscono anche nell’acqua che beviamo. Insomma, la plastica è entrata nel nostro ciclo vitale.

Ormai in Occidente è scattata la guerra alla microplastica e in Italia la Camera ha approvato un anno fa una legge, promossa dall’associazione Marevivo, che ne vieta l’utilizzo nei cosmetici. Ma il provvedimento è fermo al Senato: la sua approvazione, spiegano a Marevivo, sarebbe un passo importante visto il primato nei cosmetici dell’Italia, che produce oltre il 60 per cento del make-up mondiale.

ECONYL_Chart_LifeCycle-1200x600_b.png
8 di 12 - 05/11/2017 09:58
GIOLA N° messaggi: 20942 - Iscritto da: 03/9/2014
Aquafil, stato di agitazione. ''La nuova politica di Bonazzi è quella di non parlare né con lavoratori né con sindacati"

Un fronte unico di tutte le sigle sindacali contro il presidente di Confindustria: "Contratto fermo da due anni, fiducia tradita e molta preoccupazione tra i dipendenti". Nei prossimi giorni iniziative di contrasto: "Ultima carta lo sciopero"

“E pensare che è il capo di Confindustria, dovrebbe dare l'esempio...”. Mario Cerutti della Cgil del Trentino ci pensa un attimo: “Ma forse è proprio questo l'esempio che Giulio Bonazzi vuole dare a tutti gli imprenditori, che senza sindacati in azienda è molto meglio”.

Il sindacalista commenta così lo stato di agitazione che da giovedì scorso è stato indetto all'Aquafil di Arco. “Da due anni c'è una pressoché totale incomunicabilità con l'azienda, quello che sappiamo del gruppo lo apprendiamo dai giornali, nessun rapporto, niente di niente”.

E' questo che porta Cerruti a queste considerazioni. “Sembra che questa sia una nuova politica: con i sindacati non parlo, di loro non c'è necessità”. Nemmeno se le cose da dire sono importanti, come la quotazione in Borsa che partirà dal prossimo 13 novembre, come le decisioni di delocalizzare.

“Il silenzio tenuto dall'azienda fa arrabbiare gli operai ma soprattutto li fa preoccupare”. Perché le voci corrono e il timore di rimanere senza lavoro, se non ci si parla, diventa paura. “Il nuovo filato si produce in Slovenia, negli Usa, in Cina: l'azienda vuole puntare su questo prodotto innovativo ma lo stabilimento di Arco non è all'altezza tecnologica per produrlo”.

Poi si sa che uno stabilimento gemello a quello arcense ha sede in Germania, e il dubbio che uno dei due possa un giorno saltare è una sensazione che aleggia nei reparti. “Vorremmo vedere il piano industriale, capire quali sono le prospettive per il futuro. Così non si può andare avanti, i lavoratori hanno diritto di sapere e l'azienda il dovere di confrontarsi”.

Di mezzo c'è anche il contratto aziendale da rinnovare. “E qui c'è anche il tradimento della fiducia di sindacati e lavoratori. Tre anni fa accettammo un contratto che in qualche modo faceva pagare ai dipendenti la crisi che il gruppo stava attraversando. Per far fronte all'aumento dei costi di produzione si agiva sull'aumento della forza lavoro”.

Non fu facile accettare questo ma in ballo c'erano 80 esuberi. Ora – spiega Cerutti – apprendiamo dai giornali che il gruppo è in netta ripresa, che i conti sono floridi, che le assunzioni addirittura aumentano. Per questo abbiamo presentato una piattaforma su cui ragionare del rinnovo che era in rialzo. Chiusura totale”.

“Ne abbiamo presentata un'altra su cui c'è stata apertura – afferma – ma poi il silenzio. Anzi, una controproposta che era peggiore di quella di tre anni fa quando c'era la crisi e ci chiedevano sacrifici. Ma la questione – spiega il sindacalista – non è solo economica: veramente, qui l'importante sono i rapporti che dovrebbero essere sereni e diretti, come sempre è avvenuto nel settore chimico”.

Da qui la proclamazione dello stato di agitazione. Nella notte sono state posizionate le bandiere dei sindacati sui cancelli: “Possiamo dire che Bonazzi ci ha fatto i regalo dell'unità sindacale: tutte le sigle sono in comune accordo, nessuna spaccatura, tutti i sindacati trattati a pesci in faccia. Questo – osserva Cerutti – unisce anche i lavoratori".

Lavoratori che nelle prossime ore decideranno quali forme di contrasto mettere in atto. Toccherà infatti alla Rsu capire come meglio organizzare lo stato di agitazione. “L'Aquafil (600 dipendenti) è uno stabilimento complesso, a ciclo continuo, con reparti che lavorano su ritmi diversi. Non è semplice nemmeno fare sciopero, anche se questo strumento lo teniamo come ultima carta da giocare”.

“L'obiettivo è quello di far sedere l'azienda al tavolo del confronto, perché capisca che il confronto è fondamentale, anche se dialettico e a volte di scontro. La nostra preoccupazione è per il futuro di questa azienda, per le delocalizzazioni e le chiusure che anche in passato l'azienda ha deciso senza nemmeno comunicarlo ai lavoratori e ai sindacati”.

E' successo a Bargolon in provincia di Novara. Macchinari spenti, stabilimento chiuso. Una sindacalista della Uil, che seguiva da vicino le sorti dei lavoratori lombardi, aveva accusato Giulio Bonazzi di comportamento antisindacale: “E' inaccettabile che questo succeda a un'azienda che fa capo al presidente di Confindustria Trento".

P.S.: questo per amor della verità!


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9 di 12 - 07/11/2017 00:21
THAITANIUM N° messaggi: 398 - Iscritto da: 06/5/2015

Quindi bisognerà comprare azioni o warrant di Space3 per avere azioni di Aquafil dal 13 Novembre?

10 di 12 - 09/11/2017 11:49
nellounic N° messaggi: 485 - Iscritto da: 14/4/2011
Quotando: thaitanium - Post #9 - 06/Nov/2017 23:21

Quindi bisognerà comprare azioni o warrant di Space3 per avere azioni di Aquafil dal 13 Novembre?



ti ha risposto qualcuno?
11 di 12 - 22/11/2017 16:24
nellounic N° messaggi: 485 - Iscritto da: 14/4/2011
e allora ? novità?
12 di 12 - 22/11/2017 23:31
THAITANIUM N° messaggi: 398 - Iscritto da: 06/5/2015

Nessuno,io comunque vedo ancora quotate sia le azioni che i warrants di Space 3,mentre di Aquafil nemmeno l'ombra

12 Commenti
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P:30 V: D:20171123 01:40:43