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La recensione della settimana: Il prezzo da pagare - di Agnoli e Pireddu |
| Data: | 04/07/2008 @ 10:13 |
| Fonte: | TFN Italia |
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 4 lug - Il prezzo del petrolio arrivera'
'prossimamente' a 250 dollari al barile, quello del gas potrebbe salire a 500
dollari ogni 1.000 metri cubi entro fine anno - 130 in piu' rispetto ai livelli
attuali - per arrampicarsi in un prossimo futuro addirittura fino a quota 1000.
Previsioni da incubo quella avanzate giovedi' 3 luglio dal presidente di
Gazprom, Alexej Miller. Da incubo perche' i prezzi di greggio e gas sono gia'
oggi su livelli talmente alti da far preoccupare non poco economisti e banchieri
centrali per gli evidenti contraccolpi su inflazione e crescita. E da incubo
anche perche' quei prezzi potremmo pagarli sul serio in un futuro poi neanche
tanto lontano dal momento che non e' alle viste un affrancamento dall'energia
prodotta dal petrolio e dalle altre fonti fossili (carbone e gas) e che anzi la
richiesta di greggio sara' sempre piu' vorace tanto da rendere possibile un
nuovo brusco shock nel 2015. Motivi seri per chiedersi - noi italiani prima
degli altri, dal momento che importiamo il 90% dell'energia che consumiamo - se,
e quanto a lungo, possiamo permetterci il lusso di rinviare scelte, per quanto
coraggiose, che possano ridurre tale dipendenza. Una di queste scelte non piu'
rinviabili e' quella che riguarda il ritorno del nostro paese alla produzione di
energia nucleare. Cosi' la pensano almeno Stefano Agnoli e Giancarlo Pireddu che
spiegano il loro punto di vista nel volume 'Il prezzo da pagare' mandato in
libreria dall'editore Baldini Castoldi Dalai. Secondo i due autori -
caposervizio Economia al Corriere della Sera il primo, docente di Economia
dell'Energia ed Economia dell'ambiente all'Universita' Bicocca il secondo -
ritardare ulteriormente il ritorno al nucleare farebbe pagare al nostro Paese un
prezzo sempre piu' salato. Nat
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