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Credito Emiliano (CE)

- Modificato il 01/5/2017 11:59
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Grafico Intraday: Credito EmilianGrafico Storico: Credito Emilian
Grafico IntradayGrafico Storico

 

 

Il Credito Emiliano è presente in 19 regioni italiane, in Svizzera ed in Lussemburgo. E' un Gruppo attivo anche nell'asset management e nel bancassurance con i marchi Euromobiliare e Credemvita.

 

 





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84 Commenti
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21 di 84 - 16/2/2015 15:43
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Dopo la diffusione dei dati preliminari del 2014, gli analisti di Exane hanno tagliato da 7,5 euro a 7,1 euro il prezzo obiettivo sul Credem, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Al contrario, la stessa banca d’affari ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sul Creval, portandolo da 1,2 euro a 1,3 euro, come conseguenza al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).
22 di 84 - 16/2/2015 15:48
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: fix gain 1 - Post #18 - 02/Feb/2015 17:36
Quotando: giola - Post #17 - 02/Feb/2015 08:22
Quotando: fix gain 1 - Post #15 - 30/Gen/2015 18:26
Quotando: giola - Post #12 - 30/Jan/2015 08:29Credem è debole a 6,67 euro.

Stamattina Exane BNP Paribas ha deciso di tagliare la raccomandazione a Neutral da Outperform, ritoccando il target price a 7,50 euro da 7,40 euro.

Dal primo gennaio alla seduta di ieri il titolo ha guadagnato il 9,4% e ha chiuso in profitto i tre anni precedenti.

Su 10 analisti censiti da Bloomberg che seguono il titolo, 6 raccomandano l'acquisto con un prezzo obiettivo medio di 7,50 euro.


Giola, che intendi il "Metodo delle Tartarughe"?


http://www.investireonline.it/investire/main.nsf/all/756161801FE0897AC125738500521698/$file/077_079_Grandi%20Investitori.pdf


Grazie Giola, di BB.MI (BB.BIOTECH) che ne pensi? Dove può arrivare? Tu come la vedi? Grazie



Ciao FixGain, scusa il ritardo nella risposta. L'unico consiglio che posso darti è questo: "Non esiste una direzione rialzista o ribassista del mercato (o di un titolo), esiste solo una direzione. Non è il mercato che ci fa perdere ma è la NOSTRA visione sbagliata di esso. Se esso decide di prendere una direzione, quella sarà la direzione giusta e noi non dobbiamo contraddirlo. DOBBIAMO ASSECONDARLO!!!". Un saluto.
23 di 84 - 20/2/2015 09:15
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Secondo quanto riportato dal Sole24Ore, il Credito Emiliano avrebbe escluso la volontà di partecipare ad un eventuale processo di consolidamento del settore, confermando la volontà di crescere per linee interne acquisendo volumi di buona qualità. L'unica apertura è verso partnership con istituti esteri, che abbiano la stessa natura del Credem, per sviluppare l'export delle imprese. Tra gli obiettivi del Credem di aumentare la propria quota di mercato dall'1,35% attuale all'1,5%. Focus anche sugli investimenti con una previsione di crescita dei costi del 5% nel 2015 anche grazie all'assunzione di 230/250 persone. Infine il livello di capitale dovrebbe essere rafforzato nei prossimi mesi dalla validazione dei modelli interni (+150 punti base, portando il CET1 ratio fully phased al 12% circa) e il total capital ratio dovrebbe beneficiare dall'emissione prevista per marzo di un subordinato a 10 anni per 150 milioni di euro (270 milioni di emissioni del gruppo non sono più computabili a causa della nuova interpretazione sulle regole sui Tier2).

Le indicazioni sono in linea con quanto già detto in passato dalla società, nelle nostre stime per il 2015 incorporiamo una crescita dei volumi e dei costi per circa il 3%.

Confermiamo il giudizio NEUTRALE, target a 7,6 euro. (WEBSIM)
p.php?pid=chartscreenshot&u=8HHetjkcIUSnjS79paxKpJlC9JjwLPxo&kslash=s
24 di 84 - 16/3/2015 09:42
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credito Emiliano ha chiuso il 2014 con un utile netto di 152 milioni di euro. Nel comunicato stampa sono contenute alcune indicazioni per il 2015 dove il focus rimane sullo sviluppo commerciale con previsione di un andamento positivo delle commissioni e una crescita dei costi anche per supportare gli investimenti.

Credem ha inoltre comunicato di aver cambiato il mix del portafoglio di titoli di Stato in questi primi mesi dell'anno, procedendo con la sostituzione dei titoli di Stato italiani con titoli di Stato europei "core" e sovranazionali: la società si aspetta quindi di realizzare un capital gain nel primo trimestre 2015 molto superiore alle attese iniziali. Nel 2015 il contributo del trading dovrebbe quindi essere superiore a fronte di una penalizzazione del margine di interesse che comunque dovrebbe beneficiare delle crescita attesa dei volumi.

La banca a fine 2014 aveva una riserva Afs (riserva di patrimonio netto riferita ad attività finanziarie disponibili per la vendita) positiva per circa 120 milioni di euro. Ci aspettiamo quindi che la nostra stima di 68 milioni di utili da trading nel 2015 (contro i 61 milioni del 2014) possa essere rivista al rialzo. Il ridotto contributo atteso a margine di interesse del portafoglio titoli governativi, che nelle nostre stime per il 2015 era di circa 40 milioni, dovrebbe essere compensato in parte dalla crescita dei volumi (nelle nostre stime circa +3%). Per quanto riguarda i costi, prevediamo una crescita nel 2015 del 3%.

La nostra raccomandazione è NEUTRALE, target price a 7,60 euro. (WEBSIM)
p.php?pid=chartscreenshot&u=sQ%2F9ACGOhUxzMPmSkwBgG%2BcVm8R4%2B%2F8k&kslash=s
25 di 84 - 30/3/2015 15:16
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Nuovo strappo rialzista per Credem , che nelle battute iniziali della seduta odierna ha trovato un immediato di allungo, superando di slancio la soglia psicologica degli 8 euro e segnando così i nuovi massimi da quasi 7 anni. Il quadro tecnico è chiaramente costruttivo e la stessa correzione di venerdì, che ha permesso al titolo di convalidare il precedente breakout di quota 7,80, ha creato i presupposti ideali per un’ulteriore estensione del trend rialzista. Gli indicatori di tendenza si sono di nuovo girati in posizione long, mentre gli oscillatori di forza relativa stazionano all’interno delle rispettive aree d’ipercomprato. Anche in ragione di quest’ultimo aspetto, nell’immediato sarebbe lecito attendersi una breve pausa di consolidamento, ma solo una discesa sotto 7,50 euro potrà intaccare l’attuale dinamica positiva.

(MILANO FINANZA)


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26 di 84 - 01/4/2015 10:29
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Dopo un anno e mezzo di trattative e due scioperi nazionali, è stata siglata alle cinque di questa mattina da Abi e le 8 sigle sindacali del credito l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori bancari, che sarà valido fino al 31 dicembre 2018 e che verrà sottoposto all'approvazione delle assemblee dei lavoratori. Previsto un aumento medio di 85 euro a regime nel triennio. L'incremento sarà suddiviso in tre momenti: 25 euro dal 1° ottobre 2016, 30 euro dal 1° ottobre 2017 e 30 euro dal 1° ottobre 2018.

L'accordo ribadisce la centralità della contrattazione nazionale, difende le normative sull’area contrattuale, non interviene sugli scatti d`anzianità. Sono stati inseriti strumenti per sostenere la nuova occupazione, la ricollocazione dei lavoratori in esubero e gestire le prossime riorganizzazioni di settore in una prospettiva di solidarietà intergenerazionale.

L'ipotesi di accordo prevede per i neo-assunti un incremento dell'8% del salario di inserimento e la conferma della contribuzione aziendale sulla previdenza integrativa al 4%. Diminuisce, così, il differenziale tra salario d'ingresso e tabelle retributive nazionali.

Viene confermata la validità del Fondo per la nuova occupazione, già istituito nella precedente tornata contrattuale, e la sua validità sarà prorogata fino al 31 dicembre 2018, con le attuali modalità di finanziamento, che coinvolgono anche i top manager, chiamati a contribuire versando una quota del proprio stipendio. Il Fondo servirà a finanziarie nuove assunzioni stabili di giovani. Entro tre mesi le parti costituiranno un gruppo paritetico per la gestione del Fondo stesso.

Per chi perde il posto di lavoro: si prevede il mantenimento delle condizioni contrattuali attuali per i lavoratori che confluiscono in nuove società a seguito di processi di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale, oppure in casi di cessioni individuali e collettive dei contratti di lavoro, senza che venga, quindi, applicato loro il nuovo contratto a tutele crescenti.

Viene inoltre istituita per la prima volta una piattaforma dei bancari che hanno perso il posto di lavoro, in modo da far incontrare domanda e offerta di occupazione nelle imprese di settore. Inoltre, in caso di nuove assunzioni, le banche valuteranno prioritariamente le posizioni dei dipendenti confluiti nel Fondo emergenziale.
27 di 84 - 18/5/2015 13:18
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
BANCHE - VALUTAZIONI RELATIVE

I livelli di valutazione di mercato delle banche italiane quotate in rapporto al patrimonio netto tangibile (P/Tbv) spaziano dal valore di 0,64x di Bmps fino al valore di 1,38x di Intesa Sanpaolo. Un valore piu' elevato di P/Tbv e' prevalentemente giustificato da una maggiore redditivita' del capitale, per cui un modo per capire quali siano i livelli di valutazione relativi delle banche e' quello di creare un grafico in cui ciascun istituto e' rappresentato da un punto che corrisponde all' intersezione tra il suo Rote (asse delle X) ed il suo P/Tbv (asse delle Y). La regressione lineare di tutti i punti cosi' ottenuti ci dice quale dovrebbe essere il livello di P/Tbv coerente con la redditivita' del capitale della banca: gli istituti che si posizionano al di sopra di questa linea quotano a premio rispetto al settore e quelli che si posizionano al di sotto quotano a sconto. Il passo successivo e' quello di analizzare i premi e gli sconti in funzione dei rischi e delle opportunita' che caratterizzano i singoli istituti allo scopo di capire quanto essi possano essere giustificati. Allo scopo di dare all' analisi una valenza prospettica il Rote a cui si fa riferimento e' quello previsto dal consenso per il 2016.

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Come si puo' osservare dal grafico, benche' i livelli di valutazione dei singoli istituti in termini di P/Tbv siano prevalentemente giustificati dalla loro redditivita' del capitale, e' possibile suddividere il settore in 3 gruppi in funzione delle valutazioni relative dei titoli. Un primo gruppo comprende quei titoli che si posizionano lungo la retta di regressione o che si discostano dalla stessa di pochi punti percentuali: Bmps, Ubi, Banco Popolare e Bper. Un secondo gruppo comprende quei titoli che quotano a premio rispetto al settore, posizionandosi al di sopra della retta di regressione: Creval, Bpm, Credem e Intesa Sanpaolo. Un terzo gruppo comprende i titoli che quotano a sconto rispetto al settore, posizionandosi al di sotto della retta di regressione: UniCredit, Banca Popolare di Sondrio e Mediobanca. Tra i titoli appartenenti al primo gruppo, dunque allineati sostanzialmente ai livelli medi di valutazione del comparto, Bmps meriterebbe a nostro avviso di quotare invece a sconto in funzione del maggiore profilo di rischio che caratterizza l' istitituto, della minore qualita' dei suoi attivi e della inferiore solidita' patrimoniale. Ubi, Banco Popolare e Bper potrebbero invece meritare un premio, dovuto alle aspettative di M&A nel settore delle banche popolari, con conseguente miglioramento della redditivita' del capitale nel m/l termine. Tra i titoli appartenenti al secondo gruppo, riteniamo che il premio che li caratterizza sia pienamente giustificato. Creval quota a premio di circa il 14% e Bpm di circa il 12%, beneficiando a nostro avviso delle aspettative di M&A nel comparto delle popolari, il Credem quota a premio di circa l' 8% beneficiando dell' elevata qualita' dei suoi attivi ed Intesa Sanpaolo quota a premio di circa il 10%, grazie al suo elevato capitale in eccesso. Tra i titoli appartenenti al terzo gruppo UniCredit quota il 15% al di sotto rispetto ai valori giustificati dalla retta di regressione, uno sconto che potrebbe trovare giustificazione nella sua minore solidita' patrimoniale, in una qualita' degli attivi ancora inferiore alla media e nel maggiore profilo di rischio che caratterizza l' attivita' nell' Est Europa. La Banca Popolare di Sondrio quota a sconto del 16% rispetto al settore, risentendo della inferiore qualita' dei suoi attivi e della minore solidita' patrimoniale, che dovrebbero pero' essere bilanciati da un premio per le aspettative di M&A. Mediobanca quota a sconto del 7% rispetto alla media risentendo a nostro avviso della maggiore rischiosita' che caratterizza l' attivita' di corporate e investment bank rispetto all' attivita' di commercial bank. Tirando le somme sembrerebbe che le migliori opportunita' di investimento nel comparto bancario si trovino ancora nel comparto delle popolari, con l' esclusione di Bpm che parrebbe gia' scontare un premio da M&A. I maggiori rischi al ribasso caratterizzerebbero invece il titolo Bmps, alla vigilia di un aumento di capitale da 3 miliardi che potrebbe portare i livelli di valutazione a sconto rispetto al settore, come sarebbe giustificato dai fondamentali.
28 di 84 - 26/5/2015 10:52
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: verso un delicato test di 7,25 euro

La correzione delle ultime sedute ha deteriorato il quadro tecnico di Credem , che nella mattinata odierna ha ceduto anche il supporto a 7,50 euro, confermando la svolta ribassista. Il titolo rischia ora un rapido approdo verso il successivo sostegno posto a quota 7,25, che rappresenta l’ultimo baluardo a difesa della tendenza positiva partita a fine 2014. Il cedimento anche di questo livello imporrà infatti un’ulteriore battuta d’arresto, con un primo target naturale verso l’area 7-6,95. Al rialzo, un pronto recupero di 7,50 potrà allentare la pressione ribassista, ma solo un ritorno sopra 7,80-7,90 potrà rilanciare la tendenza rialzista.

(MILANO FINANZA)

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29 di 84 - 08/6/2015 10:01
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: pericolosa una discesa sotto 7,25 euro

Quadro tecnico sotto pressione per Credem , che nelle ultime sedute ha raggiunto il supporto di breve a 7,25 euro minacciando un pericoloso breakout ribassista. Proprio il cedimento di questo livello fornirebbe un chiaro segnale di debolezza, aprendo le porte a un’ulteriore battuta d’arresto verso la soglia psicologica dei 7 euro. Anche l’analisi quantitativa conferma questa prospettiva, con i principali indicatori di tendenza allineati in posizione short e gli oscillatori di forza relativa in ritirata al di sotto delle rispettive soglie di equilibrio. Al rialzo, un primo spunto positivo si avrà sul recupero di 7,50 euro, ma solo il breakout di 7,70 potrà ripristinare uno scenario costruttivo.

(MILANO FINANZA)

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30 di 84 - Modificato il 08/6/2015 10:05
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #29 - 08/Giu/2015 08:01Credem: pericolosa una discesa sotto 7,25 euro

Quadro tecnico sotto pressione per Credem , che nelle ultime sedute ha raggiunto il supporto di breve a 7,25 euro minacciando un pericoloso breakout ribassista. Proprio il cedimento di questo livello fornirebbe un chiaro segnale di debolezza, aprendo le porte a un’ulteriore battuta d’arresto verso la soglia psicologica dei 7 euro. Anche l’analisi quantitativa conferma questa prospettiva, con i principali indicatori di tendenza allineati in posizione short e gli oscillatori di forza relativa in ritirata al di sotto delle rispettive soglie di equilibrio. Al rialzo, un primo spunto positivo si avrà sul recupero di 7,50 euro, ma solo il breakout di 7,70 potrà ripristinare uno scenario costruttivo.

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31 di 84 - 18/6/2015 10:19
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: pericolosa una conferma sotto 7 euro

Nuova battuta d’arresto per Credem , che aveva provato un veloce rimbalzo dopo il test della soglia psicologica a 7 euro, ma che nelle ultime sedute ha poi ripreso la fase correttiva compromettendo anche tale supporto statico. Una conferma sotto 7 euro convaliderebbe il segnale ribassista, favorendo un’ulteriore discesa dei prezzi verso l’area 6,80-6,75. Anche l’analisi algoritmica descrive uno scenario fragile, con gli indicatori di tendenza saldamente allineati in posizione short e gli oscillatori di momentum che testimoniano una grave deficit di forza relativa. Un pronto recupero dei 7 euro potrebbe rallentare la dinamica correttiva, ma solo un deciso allungo oltre 7,25 potrà convalidare il tentativo di rimbalzo.

(MILANO FINANZA)

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32 di 84 - Modificato il 19/6/2015 11:33
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credito Emiliano ha annunciato l'intenzione di promuovere un'offerta pubblica volontaria di riacquisto di alcuni prestiti obbligazionari subordinati.

Il periodo di adesione all'offerta avrà inizio il 22 giugno 2015 (incluso) alle ore 8:30 e si concluderà il giorno 10 luglio 2015 (incluso) alle ore 16:00, salvo chiusura anticipata. I Titoli oggetto dell'offerta sono:

- “Credito Emiliano Obbligazioni Subordinate a Tasso Misto 30/03/2012–30/03/2018” (Isin IT0004803158);

- “Credito Emiliano Obbligazioni Subordinate a Tasso Misto 15/06/2012–15/06/2018” (Isin IT0004819006);

- “Credito Emiliano Obbligazioni Subordinate a Tasso Fisso 28/12/2012–28/12/2018” (Isin IT0004870926).

I prezzi di riacquisto sono pari rispettivamente a 101,18%, 102,25% e 102,45%. L’offerta consentirà a Credem di ottimizzare la composizione delle proprie passività.

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33 di 84 - 29/6/2015 11:48
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
BANCHE - FORTI VENDITE SUL COMPARTO

Il comparto bancario a meta' mattinata cede il 4,1% in linea con l' Eurostoxx Banche. Il panic selling e' scattato a seguito della decisione inaspettata del governo ellenico, presa nella notte tra venerdi' e sabato, di abbandonare i negoziati con i suoi creditori internazionali. Forti vendite sui titoli del Ftse Mib: Bper, -2,8% a 8,23 euro, Mediobanca, -3,4% a 9,13 euro, Ubi, -3,7% a 7,45 euro, Intesa Sanpaolo, -3,7% a 3,35 euro, Unicredit, -4,2% a 6,19 euro, Banco Popolare, -4,3% a 15,09 euro, Bpm, -4,4% a 0,96 euro, Bmps, -5,5% a 1,86 euro. Segno negativo anche per le mid cap: Fineco Bank, -2% a 6,74 euro, Credem, -2,5% a 7,47 euro, Carige, -3,6% a 1,69 euro, Banca Popolare di Sondrio, -4,4% a 4,38 euro, Credito Valtellinese, -4,6% a 1,22 euro. Vendite pure sulle small cap: Banca Finnat, -3,5% a 0,49 euro, Banco di Desio e Brianza, -3,6% a 3,25 euro, Banca Profilo, -4,6% a 0,28 euro. Ricordiamo che, viste le caratteristiche fortemente cicliche del settore, nei prossimi giorni possiamo attenderci una forte volatilita' sul comparto.

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34 di 84 - 03/7/2015 12:26
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Giornata negativa per Credem e Popolare di Sondrio

In forte ribasso il Credem (-2,47% a 7,305 euro) e la Popolare di Sondrio (-1,9% a 4,346 euro). L'agenzia Fitch ha migliorato le prospettive sul rating delle due banche, portandole da “Negative” a “Stabili”. Gli esperti hanno confermato il rating sulle solidità patrimoniale delle due banche, fissato rispettivamente a “BBB+” e a “BBB”.



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35 di 84 - 06/7/2015 12:14
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Banche italiane: apertura sui supporti chiave, ultima difesa prima di un nuovo ribasso

La linea del Piave passa a quota 16.296 punti, tracciata sul doppio minimo di metà aprile e metà giugno dell’indice Ftse Banks Italia, che sintetizza l’andamento delle quotazioni degli istituti di piazza Affari. Cederla significa innescare una raffica di stop-loss che affosserebbe velocemente le banche fino al supporto individuabile a 15.700 punti (-3,6%), a cui si attribuirebbe a quel punto una scarsa capacità di tenuta: poco sotto rimarrebbe infatti aperto il gap rialzista del 18 febbraio che si estende fino a 15.442 punti (-5,2%) e i venditori difficilmente si lascerebbero scappare una simile occasione di facile ribasso una volta rotti gli argini, non escludendo un coda di volatilità capace di spingere il Ftse Banks fino alla soglia di 15.000 punti (-8%).

Molto dipenderà ovviamente dalla dinamica dello spread: la capacità di mantenersi sotto quota 175 porrebbe un freno a un simile scenario ribassista, mentre il passaggio al di sopra di questo livello aumenterebbe la pressione delle vendite: sopra quota 190-200 centesimi si assisterebbe poi a un veloce sell-off che metterebbe in forse la tenuta di quota 15.000, potendo il Ftse Banks Italia estendere la discesa fino a 14.000 punti.

(MILANO FINANZA)

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36 di 84 - Modificato il 09/7/2015 10:23
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: nuovo rimbalzo dal supporto a 6,85 euro

Il rimbalzo di ieri ha parzialmente allentato la pressione ribassista su Credem , che sta provando a rilanciarsi dal supporto di breve a 6,88-6,85 euro: lo scenario rimane però sotto pressione e anche stamattina le quotazioni hanno dovuto gestire un nuovo test del precedente livello, prima di risalire oltre la parità. Un primo segnale di ripresa si avrebbe solo con il recupero di 7,25 euro, che potrebbe favorire un’accelerazione verso 7,48-7,50. Al ribasso, una discesa sotto 6,88-6,85 euro finirà invece per imporre una rapida estensione della dinamica correttiva, con un possibile approdo verso l’area 6,50-6,45. Al momento l’analisi algoritmica sostiene proprio quest’ultimo scenario, con gli indicatori di tendenza che si sono girati in posizione short e gli oscillatori di forza relativa in caduta sotto le rispettive soglie di equilibrio.

(MILANO FINANZA)

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37 di 84 - 22/9/2015 11:00
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: pericolosa una conferma sotto 6,65-6,62 euro

Nuovo segnale di debolezza per Credem , che ha ceduto anche il supporto di breve a 6,65-6,62 euro, minacciando un’ulteriore accelerazione negativa. Proprio la conferma di questo breakout favorirà infatti un rapido approdo verso la soglia psicologica a 6,50 euro, con una seconda possibile proiezione a 6,42-6,40. Gli indicatori di tendenza sono allineati in posizione short, così come gli oscillatori di forza relativa stazionano al di sotto delle rispettive soglie di equilibrio. Al rialzo, solo un difficile ritorno sopra 6,85-6,88 euro potrà fornire un primo segnale di tenuta, allentando la pressione ribassista.

(MILANO FINANZA)

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38 di 84 - 15/10/2015 17:09
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Che cosa c’è dietro il triste autunno delle banche europee

The Wall Street Journal Europe

E' stato un triste ottobre per il settore bancario europeo. Deutsche Bank ha iscritto perdite per 5,8 miliardi di euro sulle attività di bilancio della sua investment banking e della banca retail. Il Credit Suisse sta preparando un'altra riorganizzazione e un nuovo aumento di capitale che potrebbe arrivare a 8 miliardi di franchi svizzeri. Standard Chartered eliminerà 1.000 dei suoi 4.000 dipendenti di alto livello. E c’è da attendersi altre cattive notizie alla vigilia della stagione degli utili trimestrali, in cui altre banche renderanno note perdite e carenze strategiche.

Tutte queste banche hanno un nuovo management che sta mettendo ordine in casa, spesso in ritardo. Ma il fattore più importante è l'interazione tossica tra i bassissimi tassi di interesse teoricamente destinati a stimolare la crescita economica in Europa e le severe normative bancarie intese a prevenire un altro panico finanziario.

Requisiti patrimoniali più onerosi e nuovi limiti alla capacità di leva finanziaria e ad altre attività di trading sono la causa della maggior parte delle recenti ristrutturazioni in Deutsche Bank e Credit Suisse. Standard Chartered potrebbe far emergere un deficit di capitale in un test di stress che la Bank of England dovrebbe rendere noto il prossimo dicembre. Standard di capitale più elevati sono necessari per rendere le banche meno vulnerabili a una crisi, ma il percorso verso quegli standard ha un impatto negativo sui profitti per un bel po’ di tempo.

Un altro problema delle banche europee è la scorsa profittabilità che emerge dal contrasto tra tassi bassissimi e i modelli di business delle banche. Il modo tradizionale di guadagnarsi da vivere non funziona più, le banche sono sotto pressione per aumentare i loro profitti con l'investment banking, anche se risulta meno redditizio grazie alle nuove regole di capitale.

Si prenda l’esempio di Postbank, che la Deutsche Bank ha acquisito nel 2010 e che ora spera di vendere. Essa raccoglie depositi a risparmio dai privati e presta soprattutto alle piccole e medie imprese. L'acquisizione di cinque anni fa avrebbe dovuto diversificare i guadagni di Deutsche Bank . Ma i tassi di interesse bassi hanno ridotto le opportunità di Postbank di ottenere un ritorno sui depositi che detiene e i regolamenti prudenziali divenuti più rigorosi ostacolano la sua capacità di finanziare prestiti più rischiosi per le piccole imprese. Come Postbank, le banche più piccole della Germania si aspettano una discesa del 25% dei profitti al lordo delle imposte entro il 2019 se i tassi attuali bassi persisteranno, secondo una recente indagine della Bundesbank e del regolatore bancario tedesco.

Il caos monetario aiuta anche a spiegare il caso Standard Chartered. La banca è particolarmente esposta alle economie emergenti in Asia e alle materie prime: entrambi i mercati hanno sperimentato un boom in seguito agli investimenti alimentati da capitali a basso costo provenienti da economie sviluppate. Ora che la marea si è ritirata, la banca deve prepararsi a soddisfare i nuovi requisiti di capitale nel momento in cui i suoi core business sono in tensione.

Il risultato è un sistema bancario europeo alle prese con le sue contraddizioni, che non è molto più sicuro che in passato, ma è molto più limitato nella sua funzione di distribuzione alle imprese dei capitali raccolti dai risparmiatori. Più tradizionali, e stabili, le banche commerciali non stanno generando profitti in modo consistente. Potrebbero farlo le Investment bank, ma devono fare i conti con le norme più severe sul capitale.

Ora alcuni banchieri, come John McFarlane di Barclays's e Frédéric Oudéa di Société Générale , stanno suggerendo che una soluzione sia quella di creare mega-banche europee per rivaleggiare con le grandi istituzioni americane. Ciò consentirebbe di superare gli effetti negativi economici della bassa redditività producendo più banche troppo grandi per fallire. Cavolo, grazie.

Alcuni saluteranno questa stretta sui profitti delle banche come una buona cosa: le regole sul capitale dovrebbero scoraggiare l'assunzione di rischi eccessivi, dopo tutto. Ma le banche devono campare in qualche modo. La migliore soluzione a favore della crescita e della stabilità arriverà quando le banche centrali torneranno a fissare un prezzo normale per il capitale.

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39 di 84 - 20/10/2015 11:47
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: pericolosa una discesa sotto 6,45 euro

Quadro tecnico fragile per Credem , che nelle ultime sedute ha perso anche lo slancio positivo di inizio mese e rischia ora una nuova fase correttiva. Le quotazioni stanno testando il supporto di breve a 6,45 euro e un eventuale breakout ribassista avrebbe un chiaro impatto negativo. Un movimento di questo tipo finirebbe per spingere le quotazioni verso i minimi a ridosso della soglia psicologica a quota 6, con uno step intermedio posto attorno a 6,25 euro. Per il momento gli indicatori di tendenza sono ancora allineati in posizione long, ma gli oscillatori di momentum hanno già recepito il calo della forza relativa cedendo le rispettive soglie di equilibrio. Al rialzo, positivo solo il breakout di 6,85-6,90 euro.

(MILANO FINANZA)

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40 di 84 - 05/11/2015 13:00
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: pericolosa una discesa sotto 6,25 euro

Quadro tecnico sotto pressione per Credem , che ha pagato ieri una brusca battuta d’arresto, compromettendo il supporto di breve a 6,40 euro: il titolo sta di fatto sconfessando il tentativo di recupero di inizio ottobre, minacciando un pericoloso ritorno verso i minimi posti a ridosso della soglia psicologica a quota 6. L’ulteriore cedimento di 6,25 euro potrà convalidare tale prospettiva, esponendo le quotazioni anche al rischio di una battuta d’arresto molto più ampia. Gli oscillatori di momentum sono stati respinti dalle rispettive soglie di equilibrio e segnalano la fragilità della forza relativa, così come gli indicatori di tendenza si stanno allineando in posizione short. Solo un deciso allungo oltre 6,62-6,65 euro potrà rilanciare lo scenario di breve.

(MILANO FINANZA)


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