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Credito Emiliano (CE)

- Modificato il 01/5/2017 11:59
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Grafico Intraday: Credito EmilianGrafico Storico: Credito Emilian
Grafico IntradayGrafico Storico

 

 

Il Credito Emiliano è presente in 19 regioni italiane, in Svizzera ed in Lussemburgo. E' un Gruppo attivo anche nell'asset management e nel bancassurance con i marchi Euromobiliare e Credemvita.

 

 





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84 Commenti
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41 di 84 - 05/11/2015 15:21
davem78 N° messaggi: 131 - Iscritto da: 30/7/2014
Quotando: giola - Post #40 - 05/Nov/2015 12:00Credem: pericolosa una discesa sotto 6,25 euro

Quadro tecnico sotto pressione per Credem , che ha pagato ieri una brusca battuta d’arresto, compromettendo il supporto di breve a 6,40 euro: il titolo sta di fatto sconfessando il tentativo di recupero di inizio ottobre, minacciando un pericoloso ritorno verso i minimi posti a ridosso della soglia psicologica a quota 6. L’ulteriore cedimento di 6,25 euro potrà convalidare tale prospettiva, esponendo le quotazioni anche al rischio di una battuta d’arresto molto più ampia. Gli oscillatori di momentum sono stati respinti dalle rispettive soglie di equilibrio e segnalano la fragilità della forza relativa, così come gli indicatori di tendenza si stanno allineando in posizione short. Solo un deciso allungo oltre 6,62-6,65 euro potrà rilanciare lo scenario di breve.

(MILANO FINANZA)
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Ma io oggi ho comprato a 6.28 vicino a sta fascia di supporto 6.25. Speriamo bene perchè se scende ben sotto i 6 euro. Comunque io sono positivo, per me ha toccato una linea di tendenza rialzista partita a metà 2012
42 di 84 - 01/12/2015 12:04
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: segnale rialzista con il breakout di 6,87-6,90

Quadro tecnico promettente per Credem , che sta pressando la resistenza chiave a 6,87-6,90 euro, prospettando un interessante breakout rialzista. Il superamento di tale barriera darà nuovo slancio al recupero delle ultime settimane, convalidando il tentativo d’inversione e creando i presupposti per un ambizioso allungo verso quota 7,25 con step intermedio attorno a 7,05. Gli indicatori di tendenza sono allineati in posizione long, mentre gli oscillatori di forza relativa stazionano al di sopra delle rispettive soglie di equilibrio. Al ribasso, fondamentale invece la tenuta del supporto a 6,65-6,62 euro, che dovrà contenere un eventuale nuovo pullback.

(MILANO FINANZA)

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43 di 84 - 28/12/2015 09:37
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem, i risultati dello SREP


Credem ha ricevuto da Banca d’Italia la comunicazione sui requisiti patrimoniali da rispettare nell’ambito del processo di revisione prudenziale (SREP).

In particolare il CET1 Ratio minimo assegnato è pari al 7%, ampiamente superato dal CET1 Ratio registrato dall'istituto a fine settembre e pari a 13,64%. Il margine di sicurezza di oltre 6,5 punti percentuali è il più elevato tra le banche italiane che hanno preso parte agli stress test della BCE dello scorso 2014, in cui Credem è inoltre risultata la migliore nello scenario “avverso”.

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44 di 84 - 28/12/2015 11:44
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem, il Cet1 supera di oltre 6,5 punti la richiesta di Banca d'Italia


Credem, il Cet1 supera di oltre 6,5 punti la richiesta di Banca d'Italia
Il Cet1 del Credito Emiliano supera di oltre 6,5 punti la richiesta di Banca d'Italia. Il gruppo lo scorso 24 dicembre ha ricevuto da via Nazionale la comunicazione sui requisiti patrimoniali da rispettare nell'ambito del processo di revisione prudenziale (Srep). In particolare, il Cet1 ratio minimo assegnato è pari al 7%, ampiamente superato dal Cet1 registrato dall'istituto a fine settembre pari al 13,64%.

Il margine di sicurezza di oltre 6,5 punti percentuali è il più elevato tra le banche italiane che hanno preso parte agli stress test della Bce dello scorso 2014, in cui Credem è inoltre risultata la migliore nello scenario avverso. Banca d'Italia ha inoltre comunicato i livelli minimi di Tier1 ratio all'8,5% e Total Capital ratio al 10,5%. Anche in questo caso i coefficienti patrimoniali del gruppo a fine settembre sono ampiamente superiori alle richieste, con un Tier 1 ratio al 13,64% e un Total Capital ratio al 14,92%.

Tale risultato, ha sottolineato il Credem , esprime il livello di affidabilità e solidità del gruppo bancario ed è tutela nei confronti di tutti coloro che hanno rapporti con l'istituto: clienti con depositi o investimenti, imprese, obbligazionisti, azionisti, dipendenti e più in generale tutti i portatori di interessi.

"Questo traguardo è un ulteriore motivo di orgoglio per tutti noi e giunge dopo i risultati degli stress test del 2014 in cui siamo risultati la migliore banca italiana nello scenario avverso e dopo l'autorizzazione ricevuta a ottobre di quest'anno all'utilizzo del modello interno avanzato per il calcolo dei coefficienti patrimoniali", ha dichiarato il direttore generale, Adolfo Bizzocchi.

"Questo importante risultato conferma il nostro posizionamento tra le banche commerciali più patrimonializzate del sistema ed è il frutto della strategia di crescita sana che stiamo seguendo da anni, sempre con l'obiettivo di creare valore sostenibile nel tempo", ha aggiunto Bizzocchi.

"La solidità patrimoniale da un lato conferma ai nostri clienti di aver affidato i propri risparmi e i propri investimenti in mani sicure, dall'altro ci consente di avere risorse a disposizione per proseguire con decisione nella nostra strategia di crescita, continuando a sostenere famiglie e imprese, ad assumere giovani, a investire e a creare valore per noi e per il nostro Paese", ha concluso il direttore generale del Credem .

Tali margini confermano i giudizi delle tre principali agenzie di rating internazionali (Fitch, Moody's e Standard & Poor's) che pongono il gruppo al livello dei titoli governativi italiani. A Piazza Affari il titolo Credem spunta al momento contro corrente rispetto al mercato un progresso dello 0,30% a 6,79 euro.

Credem si contraddistingue per essere una delle banche che ha meglio resistito alla crisi del settore partita nel 2007. In base ai risultati dei primi nove mesi, per la fine dell'anno gli analisti si aspettano ricavi in crescita a 1,135 miliardi da 1,068 miliardi, con un utile operativo netto in aumento a 419 milioni da 375 milioni e un utile netto previsto a 198 milioni da 152 milioni. Il dividendo è così visto aumentare a 0,19 euro per azione (yield del 2,8%) dai 0,15 euro distribuiti quest'anno.

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45 di 84 - 28/12/2015 18:36
fernanda26 N° messaggi: 590 - Iscritto da: 02/9/2014
arriva presto a 7 euro ne ho comprate 5000 a 6,79 oggi
46 di 84 - 29/12/2015 09:47
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
CREDEM - La più solida, tra le grandi banche italiane


Bankitalia ha fissato per il Credem un target minimo di Core Tier 1 ratio (Cet1) pari al 7%. La banca con sede a Reggio Emilia ha sottolineato ieri nel comunicato che a fine settembre il Cet 1 era al 13,64%.

Il cuscinetto di capitale di cui dispone Credem è il più alto tra le banche italiane.

Raccomandazione NEUTRALE con target price a 7,60 euro.

(WEBSIM)

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47 di 84 - 02/1/2016 09:47
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
129 LE BANCHE SORVEGLIATE DALLA BCE, 15 ITALIANE


La Bance centrale europea ha reso noto la nuova lista delle banche di importanza significativa per il sistema finanziario europeo e dunque soggette a vigilanza diretta da parte dell'Eurotower. Il numero sale di 6 unità a 129 istituti, il risultato di 8 aggiunte e di 2 eliminazioni.

La pattuglia della banche italiane sottoposte a vigilanza diretta è di 15 unità. Si tratta di Banca Carige , Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare , Banca Popolare dell'Emilia Romagna , Banca Popolare di Milano , Banca Popolare di Sondrio , Banca Popolare di Vicenza, Barclays Italia, CREDITO EMILIANO (era stato tolto dalla lista e ora rientra con un attivo di bilancio su base consolidata a fine 2014 superiore alla soglia di 30 miliardi di euro), Iccrea Holding, Intesa Sanpaolo , Mediobanca , Unicredit , Unione di Banche Italiane e Veneto Banca.

La Bce inizierà la supervisione diretta delle otto nuove banche tra il 1 gennaio e il 1 febbraio, a seconda di quando è stata presa la decisione sul nuovo status dell'istituto in questione. Ma, a parte i condizionamenti sull'Italia per quanto riguarda il salvataggio dei 4 istituti creditizi in difficoltà, la Bce starebbe anche accentuando il pressing sui dividendi, nell'ottica di puntellare il più possibile i livelli di capitale delle banche.

Tanto che ieri, secondo fonti di stampa, l'Istituto centrale avrebbe inviato alle banche europee sottoposte alla Vigilanza unica, comprese quelle italiane, una lettera, firmata personalmente dal presidente, Mario Draghi, con la quale punta il dito sulla distribuzione dei dividendi, invitando tutte a considerare l'evoluzione attesa del capitale nel momento in cui
saranno decise le cedole.

Gli analisti di Equita non vedono ripercussioni sulle tre banche che hanno il dividend yield più significativo, ovvero Intesa Sanpaolo , Mediobanca e CREDEM. Mentre Unicredit (yield del 2,5%) potrebbe decidere di pagare solo lo scrip dividend anziché lasciare la scelta all'azionista tra dividendo cash o in azioni.



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48 di 84 - 07/1/2016 11:08
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: pericolosa una discesa sotto 6,40 euro

Mattinata pesante per Credem , che sta mettendo in discussione il supporto a 6,43-6,40 euro, in scia alla brusca correzione dell’intero mercato. Il cedimento di questo livello esporrebbe il titolo a un’ulteriore battuta d’arresto, con una prima proiezione verso 6,20-6,18 e un seconda posta a ridosso della soglia psicologica a quota 6. L’analisi algoritmica descrive uno scenario contrastato, anche se gli oscillatori di momentum hanno ceduto le rispettive soglie di equilibrio e segnalano il deterioramento della forza relativa. Solo un rimbalzo oltre 6,62-6,65 euro potrà ripristinare uno scenario costruttivo.

(MILANO FINANZA)


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49 di 84 - 07/1/2016 11:12
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
CREDITO EMILIANO -2,78% a 6,46 € ORE 11:12


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50 di 84 - 11/1/2016 09:17
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
CREDITO EMILIANO - L'a.d. Bizzocchi : "nessun dossier sulle aggregazioni"

Credito Emiliano sotto i riflettori.

In un'intervista rilasciata ad Affari&Finanza l'amministratore delegato e direttore generale, Adolfo Bizzocchi ha dichiarato che il gruppo non ha dossier aperti e non è interessata a entrare nel risiko delle aggregazioni bancarie, pur restando flessibile e reattivo.

Bizocchi preannuncia per il 2015 un risultato superiore al 2014 e un dividendo "non simbolico".

(WEBSIM)

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51 di 84 - 18/1/2016 12:11
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
BANCHE-LO TSUNAMI PORTOGHESE



Il tracollo delle banche italiane puo' essere giustificato con quanto riportato dal Financial Times relativo alla vicenda del Novo Banco, istituto portoghese nato nell' agosto 2015 dalle ceneri del Banco Espirito Santo.

Secondo quanto riportato dalla stampa, la banca centrale del Portogallo, contravvenendo alle regole della Bce, avrebbe arbitrariamente preso e confiscato con effetto retroattivo 2 miliardi di bond senior del Novo Banco, la banca nata dalla risoluzione del Banco Espirito Santo.

Tali bond erano in mano degli istituzionali. Questa operazione rappresenta una forte discriminazione tra i titolari dei bond portoghesi e quelli stranieri. La soluzione, in base alla normativa in vigore, sarebbe dovuta essere una confisca pro-rata e su tutti i bond.

La Bce dovrebbe stornare il provvedimento ma nel frattempo si e' abbattuto un pesante sell-off sugli istituti bancari, in particolare quelli dei paesi periferici: Ftse Italia Banche -5,02% a fronte di un FtseMib che arretra del 2,2%.
52 di 84 - 18/1/2016 13:52
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Le banche trascinano al ribasso Piazza Affari, Mps in testa

E' durato ben poco il tentativo di rimbalzo di Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha virato in territorio negativo e accelerato al ribasso con un -2,31% a 18.752 punti. Ora è l'indice peggiore in Europa. Le altre borse europee registrano, infatti, perdite più contenute con il Dax in calo dello 0,29%, il Cac40 dello 0,67% e il Ftse100 dello 0,17%.

A spingere al ribasso l'indice italiano i titoli bancari, Mps in primis, sospesa per eccesso di ribasso (-10,91% teorico). Sospese anche la Banca popolare Emilia Romagna (-8,49% teorico), Intesa Sanpaolo (-4,50% teorico) e Ubi Banca (-8,30% teorico), mentre Carige cede il 6,13%, la Banca popolare di Milano il -5,49%, il Banco Popolare il -5,92%. Giù pure Unicredit (-4%).

"Sia Mps sia Banca Carige rimangono sotto 1 euro e stanno alimentando le vendite sul mercato e sugli altri titoli bancari", sottolinea un trader a milanofinanza.it. Ad alimentare il nervosismo sono anche alcune voci, a cui gli operatori però non danno credito, "secondo cui Mps potrebbe saltare. Ma mi domando perché ora? Non ha senso. Avrei giustificato questa voce un anno fa, non oggi", aggiunge un altro esperto.

In effetti le cose per il settore bancario italiano sembravano aver preso la giusta piega, anche a livello di M&A con il Banco Popolare e la Banca popolare di Milano che si stanno corteggiando ma non sono ancora arrivate a fissare la data del matrimonio. Oggi, in occasione di una riunione straordinaria del consiglio di gestione di Bpm , l'amministratore delegato, Giuseppe Castagna, potrebbe fornire aggiornamenti sulle trattative in corso.

In più il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha confermato di aver inviato alla Commissione europea un nuovo progetto per la gestione dei crediti in sofferenza delle banche italiane. Il precedente schema prevedeva un'unica grande bad bank, quest'ultimo invece si basa su piccole bad bank create dalle singole banche italiane. A queste ultime sarebbe concessa, a richiesta, la garanzia sul debito da parte del Tesoro.

Ci sono già delle indiscrezioni sul valore di quest'assicurazione, la garanzia che potrebbe avere un costo intorno all'8,5-9%. Secondo indiscrezioni di stampa, la vigilanza della Bce avrebbe convocato per la settimana prossima le principali banche italiane per discutere dei criteri della Supervisory Review and Evaluation Process, la verifica sulla capacità delle banche di resistere a forti stress di natura macroeconomica.

Fra una decina di giorni partiranno le ispezioni sulla classificazione dei crediti in sofferenza e sul valore dei collaterali al prestito. La Bce punta a promuovere una corretta classificazione dei crediti problematici, primo passo in vista della loro cessione.

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53 di 84 - 19/1/2016 11:49
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
ATTACCO ALLE BANCHE Brusca frenata di Piazza Affari

Brusca frenata di Piazza Affari. Il forte rialzo iniziale (+2,5%) è già svanito e lascia il posto a una corrente di vendite sulle banche. L'indice Ftse Mib, per un attimo passato in territorio negativo, ora segna un +0,20% a 18.724 punti. Tutto tranquillo, invece, sul mercato obbligazionario con lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi a 108 punti, leggermente sotto i 110 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è all'1,57%.

Come ieri le vendite investono le banche dopo che la Bce ha chiesto ad alcune banche italiane chiarimenti sul processo di verifica dei crediti dubbi. Mps è sospesa per eccesso di ribasso con un teorico -7,25%, come la Banca popolare Emilia Romagna (-6,38% teorico). Il Banco Popolare perde il -6,25%, la Banca popolare di Milano il 4,47%, Banca Carige il 9,29%.

Anche Unicredit arretra del 3%. Quest'ultima, il Banco Popolare , Bpm , Bper, Mps e Carige hanno ricevuto dal regolatore europeo un questionario di domande sulla situazione delle sofferenze in bilancio e sui piani di emergenza da far scattare in caso di peggioramento degli indici sulla qualità dell'attivo.

Secondo le ultime indiscrezioni, il Consiglio di vigilanza della Bce si è limitato a presentare richieste generiche sulle pratiche delle banche vigilate e non sono arrivate per il momento domande di chiarimenti sulle cifre in gioco, soprattutto sui livelli di copertura delle sofferenze.

In occasione degli stress test condotti in tandem da Banca d'Italia e Bce nel 2014, le banche erano state sollecitate ad adeguare i valori dei collaterali ai valori di realizzo. Nel corso dell'ultimo anno e mezzo, le banche italiane hanno aumentato le coperture sui crediti e rafforzato i capital ratio.

Complessivamente, "il sistema italiano delle banche dispone oggi di un ampio cuscinetto di capitale, è in grado di sostenere un ulteriore innalzamento delle coperture sulle sofferenze che agevoli la loro cessione nel corso del 2016", afferma un analista. "Non ci aspettiamo, quindi, che l'ispezione della Bce, destinata a concludersi entro fine febbraio, porti a ulteriori svalutazioni nei bilanci 2015".

E' comunque un dato di fatto che "il settore bancario domestico rimane altamente vulnerabile al tema della qualità dell'attivo, soprattutto in assenza di una soluzione di sistema chiara e definitiva al problema del peso delle sofferenze pari a 201 miliardi di euro a fine novembre", commentano gli analisti di Icbpi. Le voci recenti hanno suggerito l'avvio di una "bad bank light" con una garanzia di Stato remunerata a condizioni di mercato.

"Questo meccanismo, finalizzato, nelle intenzioni della Commissione europea, a mantenere l'equilibrio del contesto competitivo, ridurrebbe il peso dei non performing loans nei bilanci delle banche. Ma la remunerazione della garanzia di Stato potrebbe avere un impatto sulla già modesta redditività delle banche italiane, sotto pressione per i bassi/negativi tassi di interesse a breve termine", osservano ancora a Icbpi.

Per cui, visto il sell-off di ieri e di oggi sulle banche italiane, gli esperti di Icbpi consigliano agli investitori di posizionarsi sui nomi più difensivi, con un peso minimo delle sofferenze nette sul tangible book value come Intesa Sanpaolo , Credem, la Banca popolare di Sondrio o su quei nomi non interessati dall'analisi della Bce ma gravemente puniti dal sell-off, come Ubi Banca .

(MILANO FINANZA)

Renzi-Juncker-1024x635-1452855220.jpg
54 di 84 - 20/1/2016 11:13
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
CREDITO EMILIANO -4,52% A 5,805 € ORE 11:13

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55 di 84 - 20/1/2016 11:16
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: dinamica ribassista più forte dopo il nuovo breakout

Nuova battuta d’arresto per Credem , che nelle battute iniziali della seduta odierna ha ceduto anche il supporto chiave a 6,03-6 euro, trovando un immediato spazio di caduta fino a quota 5,80-5,77. Lo scenario grafico si è ulteriormente deteriorato e proprio quest’ultimo breakout rende ancora più forte la dinamica ribassista. Anche l’analisi algoritmica conferma l’estrema fragilità della dinamica di breve, con gli indicatori di tendenza allineati in posizione short e gli oscillatori di momentum all’interno delle rispettive aree d’ipervenduto. Solo un pronto recupero di 6-6,03 euro potrà offrire un appiglio per un difficile rimbalzo.

(MILANO FINANZA)

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56 di 84 - 27/1/2016 10:44
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #54 - 20/Gen/2016 10:13

CREDITO EMILIANO -4,52% A 5,805 € ORE 11:13

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CREDITO EMILIANO +0,16% a 6,195 € ORE 10:44





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57 di 84 - 24/4/2016 19:16
fernanda26 N° messaggi: 590 - Iscritto da: 02/9/2014
dopo un breve storno a 6,30 il titolo ripartirà per i sette euro
58 di 84 - 04/7/2016 16:15
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #56 - 27/Gen/2016 09:44
Quotando: giola - Post #54 - 20/Gen/2016 10:13

CREDITO EMILIANO -4,52% A 5,805 € ORE 11:13

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CREDITO EMILIANO +0,16% a 6,195 € ORE 10:44


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"Il pubblico vuole sempre dei suggerimenti e delle spiegazioni. Questo è ció che fa del dare e ricevere "dritte", una pratica universale. E' giusto che i brokers e gli intermediari forniscano ricerca ai propri clienti.

[Tuttavia] lo speculatore deve guardare lontano, mentre il broker si deve preoccupare delle commissioni che puó incassare oggi. [...]

Il pubblico dovrebbe sempre tener presente i principi fondamentali del trading. Quando un'azione sale, non c'è bisogno di elaborate spiegazioni del perchè sale. Sale perchè c'è una continua domanda di quell'azione. Fino a che continua a salire con solo delle piccole reazioni al ribasso di tanto in tanto, si puó ritenere sia abbastanza sicuro seguirla nella sua ascesa.

Ma se dopo una lunga salita un'azione si gira e comincia gradualmente a scendere, presentando solo occasionalmente dei rally limitati, è ovvio che la linea di minore resistenza è mutata da rialzista a ribassista. Se questo è il caso, perchè uno dovrebbe chiedere spiegazioni?

Forse esistono delle ottime ragioni che spiegano questo accadimento, ma queste ragioni sono probabilmente conosciute solo da pochissime persone che, o non le dicono, o anzi dicono che l'azione è conveniente. La natura del gioco è tale che il pubblico dovrebbe capire che la verità non puó essere detta dai pochi che la conoscono."

JESSE LIVERMORE

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59 di 84 - 12/11/2016 15:55
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem, i numeri dei primi nove mesi del 2016

Il Credem ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2016, periodo chiuso con un utile netto di 103,15 milioni di euro, in calo del 31,4% rispetto ai 150,3 milioni di euro dello stesso arco di tempo dell’anno precedente, valore quest’ultimo influenzato positivamente da un’importante componente non ricorrente per il riposizionamento del portafoglio titoli governativi di proprietà.

Il risultato di gestione si è ridotto da 347,9 milioni a 268,5 milioni di euro. In contrazione anche il margine di intermediazione, passato da 859,2 milioni a 800,4 milioni di euro (-6,8%).

A fine settembre il Common Equity Tier 1 si era attestato al 13,51% (12,33% fully phased), ampiamente sopra al valore assegnato dalla Banca d’Italia lo scorso 28 dicembre pari a 7%. Sempre a fine settembre gli impieghi alla clientela ammontavano a 21,97 miliardi di euro (+3,2% a/a), mentre i crediti problematici netti erano pari a 821,5 milioni di euro.

Alla stessa data le sofferenze nette su impieghi netti erano pari all’1,65%, in calo rispetto all’1,69% nello stesso periodo del 2015; la percentuale di copertura delle sofferenze era del 61,4%. Il management ha segnalato che nell’attuale contesto è possibile prevedere per l’istituto un andamento lineare delle componenti stabili dei ricavi, sia di natura finanziaria sia commissionale.

2qyux
60 di 84 - 19/3/2017 10:36
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Credem: all'attacco della resistenza a 6,30-6,33 euro

di Alberto Micheli

Quadro tecnico costruttivo per Credem , che ieri ha forzato anche la resistenza di breve a 6,15 euro, trovando un immediato spazio di allungo verso la barriera chiave a quota 6,30-6,33: proprio l’ulteriore breakout di quest’ultimo livello potrà dare lo slancio decisivo al titolo, aprendo le porte a un possibile allungo verso un target potenziale in area 6,43-6,45 euro.

Anche l’analisi quantitativa descrive uno scenario costruttivo, con gli indicatori di tendenza che si sono girati in posizione short e gli oscillatori di forza relativa che stazionano al di sopra delle rispettive soglie di equilibrio. Al ribasso, i principali supporti da monitorare sono individuabili a 5,98-5,95 prima e a 5,80-5,78 in un secondo momento.


Credem-998802.jpg
http://www.milanofinanza.it
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P: V: D:20220813 14:50:16