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Credito Emiliano (CE)

- Modificato il 01/5/2017 11:59
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
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81 di 84 - 26/12/2018 15:40
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #80 - 08/Mar/2018 14:42Credem, nel mirino c'è Banco Desio

Il Dg Gregori vede affinità con la banca lombarda, che precisa di non avere al momento dossier aperti. Esclusa categoricamente un'aggregazione con Carige o Creval, dubbi anche su Pop Sondrio

di Stefano Meri

"Se ci fosse una banca in emergenza, e solo qualora ci fossero le condizioni giuste, come abbiamo a esempio visto nel caso delle due banche venete, potremmo prendere in esame il dossier. Certo questa non è la nostra prima opzione". Così il Direttore generale del Credem , Nazzareno Gregori, in un'intervista al Sole 24 Ore.

Il Credem è considerato come uno degli istituti italiani dai bilanci più sani e per questo frequentemente associato a possibili mosse di consolidamento nel settore. Poi era stato lo stesso Gregori nello scorso gennaio a far sapere che il Credem è interessato a piccole acquisizioni.

Gregori spiega ora che la prima opzione della banca di Reggio Emilia controllata dalla famiglia Maramotti (quella di "Max Mara") è "fare un'aggregazione che produca un effetto serio in termini dimensionali. Di sicuro non guardiamo a una banca più grande di noi o con grandi esposizioni a crediti deteriorati". Sul mercato si parla di Banca Carige e Creval come target potenziali di Credem. A questo proposito Gregori sottolinea come "entrambe le banche stanno vivendo una fase di profonda trasformazione. Carige ha un piano da realizzare, Creval sta facendo un aumento di capitale. A oggi entrambe le banche non sono nel nostro radar".

Quanto alla Banca Popolare di Sondrio, "è una banca interessante, ma anche in questo caso c'è una trasformazione in Spa che è un tema aperto", ha sottolineato il Dg, aggiungendo che invece con Banco Desio "ci sono tante analogie e abbiamo un ottimo rapporto. un istituto che ha fatto buoni risultati e un piano, presentato in giugno, che valorizzerà ancora di più il loro modello di business. Per noi non sarebbe un game changer, ma nel caso potrebbe avere un senso, benché non ci sia alcune dossier aperto. Qualora volessero aprirsi al mercato, saremmo aperti al dialogo. Nessuna forzatura insomma".

Se non emergessero altre opzioni, ha concluso Gregori, "non abbiamo alcuna urgenza di aggregarci. Quando al ballo non trovi il partner giusto, puoi anche stare bene da solo".

Da parte sua Banco Desio ha diffuso una nota precisando di non avere alcun dossier aperto con Credem per eventuali operazioni di M&A.

http://www.finanzareport.it

6v7-r



9mbre
83 di 84 - 30/3/2020 08:52
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Dividendi: nessuna banca potrà distribuirli in Europa fino a ottobre

L’ha stabilito la Bce: non è un divieto (non potrebbe esserlo) ma una sollecitazione. Possibili effetti in Borsa OGGI, LUNEDI' 30 MARZO.

La decisione è stata annunciata ieri sera dopo la chiusura delle Borse: la Bce e quindi Bankitalia di rimando hanno sollecitato le banche dell’area di competenza a non distribuire dividendi. Questa in sintesi la sollecitazione:

1°) l’invito ha una durata limitata: almeno fino al prossimo mese di ottobre;

2°) stessa pressione per quanto riguarda i “buy back”;

3°) l’intervento riguarda i dividendi non ancora distribuiti e anche quelli messi all’ordine del giorno di assemblee degli azionisti (è il caso per esempio di Banca Intesa);

4°) occorre che gli istituti di credito guardino con oculatezza agli effetti della pandemia in corso, intervenendo il più possibile nei confronti dell’economia reale.

Il verdetto, che non è espresso in termini di obbligo ma di sollecitazione (da cui nessuna banca potrà inevitabilmente esimersi), cancella il rischio di una politica a macchia di leopardo relativamente alla distribuzione di dividendi, come già si stava delineando da qualche giorno, con annunci del tutto contradditori.

La decisione è più che corretta, data la gravità del momento, ma porterà immancabilmente a pressioni ribassiste per le azioni del settore. Resta poi da capire se quel “fino a ottobre” sarà interpretato come rinuncia definitiva per il dividendo 2019 oppure come rinvio di alcuni mesi, con magari l’erogazione a partire dall’autunno di una quota parte rispetto a quanto inizialmente previsto.

LORENZO RAFFO di LOMBARDREPORT

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