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Gabetti E La Marce... (GAB)

- 11/12/2012 17:38
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

Ero indeciso fra la Beni Stabili e la Gabetti ...e ho comprato ancora Gabetti ...Mi intriga la Emma ...



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2887 Commenti
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21 di 2887 - 14/3/2013 21:09
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
Quotando: davide69Sei ottimista?





.....mo"RL"to, mi preparo a mediare a 0,047-48 non so perchè ma aspetto che parli l'azioncina
loc255.jpg
22 di 2887 - 14/3/2013 22:10
davide69 N° messaggi: 1905 - Iscritto da: 28/1/2013
???? Eh???
23 di 2887 - 14/3/2013 22:11
davide69 N° messaggi: 1905 - Iscritto da: 28/1/2013
A quanto le hai?
24 di 2887 - 14/3/2013 22:55
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
Quotando: davide69???? Eh???




sono ottimista....e le ho a 0,053
25 di 2887 - 15/3/2013 07:18
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

IL settore immobiliare è in forte recessione , ma qui dentro si stanno preparando i fuochi d'artificio per la fine della crisi ...TUTTO PASSERA' dalle politiche per la casa ...

bisogno avere MOOOOOOOOOOOLTA pazienza, ma il prezzo della Silviettina è anche il mio ...anche se sono troppo "scarico" ...vorrei incrementare, ma la fretta fa fare i bambini ...
26 di 2887 - 22/3/2013 10:58
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
vogliono risanare la Gabetti riducendo gli stipendi?....che gentaglia!!!!!





Il Pd scarica la Fiom e si allea con Marcegaglia: “Stipendio ridotto ai neo assunti”

Cisl e Uil hanno firmato l'accordo. Il partito di Bersani lascia sola la Fiom in quello che viene definito un "ricatto modello Marchionne". Ogni lavoratore perderà 26 mila 900 euro


di Giovanni Stinco | Forlì | 19 marzo 2012
Commenti (292)




Più informazioni su: bulgarelli, Cgil, Emma Marcegaglia, Fiom, Forlì, forlimpopoli, Massimo Bulbi, Maurizio Landini, mirco rota, Pomigliano, Province, Ravenna, Roberto Balzani, Sergio Marchionne, Sindaci, zoffoli.









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Il Pd benedice il salario di ingresso nella fabbrica di Forlì del gruppo Marcegaglia, e subito dopo Cisl e Uil firmano un accordo separato isolando la Fiom. Per il sindacato di Landini bisogna leggere in questo modo il comunicato dei sindaci di Forlì e di Forlimpopoli, i democratici Balzani e Zoffoli, che sabato hanno preso posizione sul braccio di ferro che ormai da mesi contrappone la Fiom locale all’azienda di famiglia della numero uno di Confindustria.

Oggetto del contendere l’introduzione del salario d’ingresso. Nella sostanza l’azienda chiede che per sei anni i nuovi assunti percepiscano una retribuzione inferiore di 300 euro rispetto agli standard aziendali. Tra indennità che spariscono e altre riduzioni, una perdita complessiva ad assunto di 26mila e 900 euro in sei anni. “Un ricatto”, l’ha definito la Fiom, che da oltre un mese presidia i cancelli della fabbrica e ha promosso uno sciopero di tutto il gruppo in solidarietà a 12 lavoratori interinali che non si sono visti rinnovare il contratto in attesa di un accordo proprio sul salario di ingresso.

La firma di Cisl e Uil sull’ipotesi di accordo è arrivata, a nemmeno 48 ore di distanza dal comunicato dei sindaci di Forlì e di Forlimpopoli, che assieme al presidente della Provincia Massimo Bulbi (anche lui Pd), hanno chiesto a tutti una “presa di responsabilità”.

Nel concreto il comunicato si è tradotto in un appoggio alla proposta aziendale, avversata dalle tute blu di Landini che in fabbrica hanno la maggioranza. “Per quel che riguarda le forze sindacali – recita la lettera delle tre cariche istituzionali – serve l’adesione al salario d’ingresso, da intendersi come contributo alla tenuta di una forza lavoro stabile ed efficiente, in un contesto di parità e non di competizione interna con gli altri stabilimenti del gruppo”. La paura delle istituzioni è che lo stabilimento di Forlì possa essere chiuso o sotto utilizzato, magari per trasferire la produzione a Ravenna, dove accordi sul salario di ingresso sono già stati raggiunti, o a Parma, dove gli operai Marcegaglia percepiscono un salario nettamente inferiore. “Dumping infra-regionale”, lo chiama il documento, auspicando che l’azienda, una volta firmato l’accordo, tenga fede ai patti, riassuma i dipendenti internali lasciati per ora a casa e proceda con nuove assunzioni.

Scandalizzata è stata la risposta della Cgil, arrivata già sabato sera. “Quel che sta accadendo ha dell’incredibile – spiega Mirco Rota, che per la Fiom segue il gruppo Marcegagli – Eravamo abituati al fatto che le istituzioni intervenissero per favorire soluzioni tra le parti. Invece Comune e Provincia di Forlì, guidati dal Partito Democratico, stanno facendo l’esatto contrario”. Ora che è stato firmato l’accordo separato il segretario della Fiom di Forlì, Michele Bulgarelli, alza ancora di più il tiro, e parla di “ricatto tipico di quello che noi definiamo modello Marchionne”.

In realtà il Pd aveva già preso posizione sulla vicenda, con un comunicato ben visibile nella home page del proprio sito provinciale, in cui si parlava di “economia di guerra” e si invita la Fiom, pur senza mai nominarla, a più miti consigli. La lettera di sabato dei due sindaci e del presidente della provincia ha però con ogni evidenza sbloccato la trattativa, convincendo in qualche modo Cisl e Uil a firmare quello che fino ad ora non avevano firmato. Ora i due sindacati annunciano un referendum, che però la Fiom non riconosce. “Ci opporremo a questo ricatto con tutta la nostra forza, sia con iniziative sindacali che attraverso una battaglia legale”, spiega Michele Bulgarelli. “Abbiamo già presentato delle controproposte che l’azienda ha respinto evidentemente perché aveva fiutato l’aria. Ora però – conclude il sindacalista – diremo no a quello che ci sembra in piccolo la riproposizione di quanto è accaduto nello stabilimento Fiat di Pomigliano”.
27 di 2887 - Modificato il 22/3/2013 11:53
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
ora scontiamo anche questa news, peggio di così si muorehehehehe auguriamoci che siano gli ultimi raschiamenti nel fondo dell'oceano altrimenti mi do alla subacqueahahahaha




Economia: Confcommercio rivede al ribasso Pil 2013 a -1,7%
CERNOBBIO (MF-DJ)--"L'intonazione delle attese di cittadini, lavoratori e imprese, non e' certo favorita dall'attuale clima politico. Abbiamo alle spalle il peggiore anno dell'Italia repubblicana in termini di caduta dei consumi. Tutte le variabili economiche sono in peggioramento dal 2007. E' diffusamente riconosciuto che la crisi del Paese ha cause lontane, poco affrontate, senz'altro non risolte. Il nuovo quadro macroeconomico sintetizza la nostra visione prospettica dell'economia italiana. Non siamo ottimisti. Meno occupazione, produttivita' stagnante e pressione fiscale particolarmente elevata implicano minori consumi. Pertanto, correggiamo al ribasso le nostre previsioni sul Pil del 2013 (-1,7%); indicavamo -0,8% cinque mesi fa. Rispetto al 2007, picco pre-crisi, la riduzione di prodotto pro capite reale sarebbe, alla fine di quest'anno, pari al 10,7%".
Questo lo scenario dipinto dal direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella. L'esperto ha sottolineato poi che "gli investimenti, per quanto detto, saranno in flessione ne' si puo' ipotizzare un ulteriore incremento della propensione al consumo, giunta ormai al 91,3%. Dunque, in presenza di un reddito calante, la flessione dei consumi nel 2013 potrebbe essere di notevole entita': indichiamo un valore di -2,4% contro la precedente previsione di -0,9. Del resto, una rapida ispezione delle informazioni relative ai primi due mesi di quest'anno, sulla base di attendibili dati di fonte privata, suggerisce che gli acquisti di beni di largo consumo potrebbero essere diminuiti di circa il 4-4,5%. Il nostro ICC, nello scorso mese di gennaio perde quasi un punto percentuale rispetto a dicembre 2012, un calo di inconsueta entita'. La fiducia delle famiglie e' ai minimi storici, come le immatricolazioni di autovetture a persone fisiche. La fiducia rilevata dall'Istat presso gli imprenditori del commercio e' molto inferiore addirittura ai minimi raggiunti nella prima parte del 2009".

"Le esportazioni, invece", ha spiegato Bella, "cresceranno moderatamente. Le importazioni si ridurranno. Il contributo del saldo estero e', quindi, positivo, anche grazie all'apporto dei servizi turistici. Sfortunatamente - diciamo cosi' - anche durante il dibattito pre-elettorale non si e' parlato affatto di servizi e di turismo, ma solo di manifattura, trascurando l'evidenza, non del tutto marginale, che i servizi costituiscono circa il 75% del valore aggiunto nazionale. Mi permetto di ricordare che un caffe' consumato in Italia da un americano o la spesa fatta da un tedesco in un nostro supermercato sono tutte esportazioni di servizi che finiscono alla voce "viaggi" della bilancia dei pagamenti: una delle poche voci in cospicuo attivo, ma stranamente trascurate".

"L'anno prossimo, in assenza di una (improbabile) riforma della nostra organizzazione dello stato, del fisco e dell'economia in generale", ha proseguito Bella, "il prodotto lordo tornerebbe a crescere soltanto poco piu' di un punto percentuale, una quantita' insufficiente a fare recuperare al paese quanto perduto nel 2013. La nostra previsione si basa sulla crescita della domanda mondiale, che stimola in qualche misura le nostre esportazioni, nonche' sull'ipotesi di stabilizzazione della pressione fiscale nei paesi che stanno effettuando gli aggiustamenti nell'area dell'euro. L'esiguita' della ripresa implicherebbe un miglioramento dei consumi assolutamente marginale, pari allo 0,3%, quindi nullo in termini pro capite. Con queste valutazioni, la perdita di consumi reali per abitante alla fine del 2014 rispetto al picco del 2007, sarebbe pari al 9,7%, equivalente a una riduzione, ai prezzi del 2012, di circa 1.700 euro pro capite".

"Verosimilmente", ha concluso Bella, "non ci aspetta piu' soltanto qualche mese ma almeno un anno di gravi difficolta'. Per molti imprenditori questo significhera' la fine dell'avventura. Per molti lavoratori, l'esperienza della disoccupazione. Per tutti gli italiani, una nuova e rilevante perdita di benessere. Per alcuni di loro, l'entrata nella sempre piu' folta schiera dei poveri in senso assoluto". alb/ofb

(END) Dow Jones Newswires
March 22, 2013 06:20 ET (10:20 GMT)

Copyright (c) 2013 MF-Dow Jones News Srl.- - 06 20 AM EDT 03-22-13



CERNOBBIO (MF-DJ)--"Il Misery Index di Confcommercio", indicatore macroeconomico mensile di disagio sociale, "e' naturalmente correlato con la poverta' assoluta. Volendo azzardare una previsione dell'evoluzione di questa grandezza, siamo portati a valutare in oltre 4 milioni le persone assolutamente povere nella media del 2013, rispetto al dato certificato dall'Istat di 3,5 milioni circa per il 2011. Considerando che le persone assolutamente povere erano meno di 2,3 milioni nel 2006, dobbiamo riconoscere che l'Italia, in cinque anni ha prodotto circa 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di un milione e 120mila poveri assoluti aggiuntivi tra il 2006 e il 2011. Come detto, quest'area di disagio grave e' destinata a crescere ancora, e di molto".
Lo ha dichiarato il direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, spiegando che attraverso il Mic "vediamo i peggioramenti persistenti e cospicui che riducono il benessere dei cittadini italiani. Nel nostro indicatore consideriamo assieme, pesando di piu' le componenti relative al mercato del lavoro, la disoccupazione ufficiale, la cassa integrazione, gli scoraggiati e il tasso di variazione dei prezzi di beni e servizi acquistati in alta frequenza. Il Mic ha raggiunto il massimo alla fine dello scorso anno. Il tasso di disoccupazione nel mese di gennaio 2012 ha raggiunto l'11,7%, pari a 3 milioni di persone. Gli scoraggiati, misurati in una metrica conservativa, sono ormai 680mila: erano 380mila all'inizio del 2008. I cassintegrati equivalenti, contati cioe' come quei soggetti che non lavorano neppure un'ora al giorno, sono stabilmente sopra le 200mila unita'".

"Per contro", ha precisato Bella, "un po' di beneficio viene dal versante dell'inflazione, in ritirata da qualche mese e comunque esclusivamente determinata dalla fiscalita' e dai prezzi delle materie prime importate, soprattutto quelle energetiche. Nel complesso, il Mic rappresenta, come detto, una misura del disagio sociale: esso e' raddoppiato tra l'inizio del 2007 e l'inizio di quest'anno. E' una sintesi eloquente della perdita di benessere, forse piu' ampia di quella puramente misurata dalla riduzione del Pil pro capite".

Purtroppo pero' per Bella ancora oggi alcune analisi che confrontano l'attuale recessione con quelle passate "trascurano di considerare come si arriva a una recessione, cioe' con quali risorse cittadini e imprese cominciano ad affrontare le diverse crisi. E' vero che nel 2008 venivamo da un periodo di bassa crescita ma comunque la ricchezza finanziaria e immobiliare era aumentata negli anni immediatamente precedenti. Oggi, invece, gli stock di ricchezza, in termini di potere d'acquisto, sono in costante riduzione. La fiducia e' ai minimi come lo sono i margini delle imprese. La poverta' assoluta e' gia' fortemente aumentata e la disoccupazione e' a livelli mai sperimentati negli ultimi vent'anni. E' per questa ragione che i dati attuali e prospettici di tipo macroeconomico vanno valutati con una diversa attenzione rispetto al passato. Nel 2008 il calo del Pil dell'1,2% e' stato sopportabile, seppure sgradevole".

"Oggi", ha concluso Bella, "la previsione di -1,7% del Pil per l'anno in corso non e' affatto paragonabile a quel calo. E' numericamente simile ma drammaticamente diversa rispetto alle sue potenziali implicazioni in termini di distruzione di tessuto imprenditoriale, crescita della disoccupazione, caduta in poverta' assoluta di un grande numero di famiglie. Le valutazioni previsionali, anche da parte delle istituzioni, devono tenere ben presente che a numeri uguali possono corrispondere risultati molto diversi nella metrica dell'incerta tenuta della coesione sociale. Dunque, e' necessario agire di conseguenza". ofb/alb

(END) Dow Jones Newswires
March 22, 2013 06:42 ET (10:42 GMT)

Copyright (c) 2013 MF-Dow Jones News Srl.- - 06 42 AM EDT 03-22-13


images?q=tbn:ANd9GcTuLRBixGMnW-PnDtm_sbpnhOr_AeJXN7CsA7jcertBPyUi_Mw5hA
28 di 2887 - 22/3/2013 17:41
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
Maggio 1990 quotava l'equivalente di 2 EURO
paura1.jpg
29 di 2887 - 22/3/2013 18:40
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006



Il nemico, se no puoi ucciderlo , abbraccialo !
30 di 2887 - 26/3/2013 14:19
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
Quotando: SILVIETTINA
Quotando: davide69Sei ottimista?




.....mo"RL"to, mi preparo a mediare a 0,047-48 non so perchè ma aspetto che parli l'azioncinaloc255.jpg






......preparare le munizionihihihihi
31 di 2887 - 26/3/2013 17:47
davide69 N° messaggi: 1905 - Iscritto da: 28/1/2013
In che senso?
32 di 2887 - 26/3/2013 19:27
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
Quotando: davide69In che senso?



la mia "coccinella" ti sta dicendo di comprare sul suo supporto ...0,47 ...

ma di lei mi fido ...
33 di 2887 - 26/3/2013 22:37
davide69 N° messaggi: 1905 - Iscritto da: 28/1/2013
Duca.. obbedisco!
34 di 2887 - 26/3/2013 22:39
davide69 N° messaggi: 1905 - Iscritto da: 28/1/2013
Ne ho 100mila a 0.06 che mediazione sarebbe intelligente?
35 di 2887 - 27/3/2013 06:48
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
Quotando: davide69Ne ho 100mila a 0.06 che mediazione sarebbe intelligente?




Sei "sotto" del 15% ...per il momento non serve ...a 0,047 ( come dice Silviettina ) anche ...


non è sempre tempo di entrare in borsa ...e non solo su Gabetti ...lascia scorrere un pò il fiume ...tieni la liquidità e leggiamo qualche numero DEFINITIVO


SE TU NON AVESSI GABETTI DI FAREI ENTRARE ...ma sei già dentro ( poi non conosco la tua POTENZA ECONOMICA ) ..
36 di 2887 - 27/3/2013 09:23
davide69 N° messaggi: 1905 - Iscritto da: 28/1/2013
Potenza economica? Pari a una cerbottana!
37 di 2887 - 27/3/2013 12:07
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007

Posticipata l'approvazione del progetto di bilancio e del bilancio consolidato al 31 dicembre 2012




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GABETTI PROPERTY SOLUTIONS: POSTICIPATA L'APPROVAZIONE DEL PROGETTO DI BILANCIO E DEL BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2012 Milano, 26 marzo 2013 ­ La Società comunica che - in considerazione delle trattative con gli istituti di credito del Gruppo in relazione ad un accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis l.f. conseguente alle ipotesi di revisione e aggiornamento del piano industriale - l'approvazione del progetto di bilancio e del bilancio consolidato al 31 dicembre 2012 e la conseguente convocazione dell'Assemblea vengono posticipati nel rispetto di quanto consentito dagli artt. 9 e 22 dello statuto sociale. La Società si riserva di comunicare le date aggiornate. ***
Per ulteriori informazioni: Contatti generali Investor Relations: Investor Relator ­ Marco Speretta Via Bernardo Quaranta, 40 ­ 20139 Milano Tel. 02.77.55.215 e-mail: investor.relations@gabetti.it Investor relations consulting IR TOP ­ Floriana Vitale Via C. Cantù,1 ­ 20121 Milano Tel. 02.45.47.38.84 e-mail: f.vitale@irtop.com Contatti con la stampa: Sec Relazioni Pubbliche e Istituzionali Marco Fraquelli - Daniele Pinosa Via Panfilo Castaldi, 11 ­ 20124 Milano Tel. 02.62.49.99.08 e-mail: fraquelli@secrp.it; pinosa@secrp.it

38 di 2887 - Modificato il 27/3/2013 13:39
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
...s
http://youtu.be/unRjK82bDLw
39 di 2887 - 28/3/2013 13:34
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006


tranquilli ...
40 di 2887 - 01/4/2013 09:26
SILVIETTINA N° messaggi: 12551 - Iscritto da: 28/6/2007
28-02-2013 - CONSOB
Stretta su società immobiliari e del settore rinnovabili, più trasparenza

La Consob accende i riflettori sulle società del settore energia rinnovabile e dell'immobiliare, chiedendo più trasparenza nelle informazioni periodiche da comunicare al mercato. La Commissione ha avviato una consultazione, che si chiuderà il 30 aprile, che riguarda la pubblicazione da parte delle quotate di una serie di dati da inserire nelle relazioni finanziarie e nei comunicati stampa.
Per quanto riguarda le rinnovabili, vista l'elevata esposizione delle società al
rischio di fenomeni speculativi in borsa, la Consob chiede più informazioni su: quadro normativo e i settori di operatività aziendale; impianti di produzione di energia e i progetti in fase di sviluppo e gli impianti destinati alla cessione a terzi; situazione finanziaria debitoria complessiva di gruppo; contabilizzazione dei costi di sviluppo dei progetti, degli oneri di dismissione e
smantellamento degli impianti, degli incentivi; le circostanze rilevanti da comunicare al pubblico; gli indicatori alternativi di performance. Sul fronte immobiliare, la Consob, considerata la particolare importanza che hanno il valore del portafoglio immobiliare e il ruolo degli esperti indipendenti, ha riscontrato l'esigenza di una maggiore e più uniforme disclosure in materia di valutazione del fair value. In particolare, viene chiesto alle quotate di fornire dettagliate indicazioni relativamente a: la policy adottata per la determinazione del fair value delle iniziative immobiliari in corso; i rischi che possono condizionare l'attendibilità della misurazione del fair value; la gestione dei rapporti con gli esperti indipendenti.
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