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Intesa San Paolo (ISP)

- Modificato il 03/8/2019 14:02
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Grafico Intraday: Intesa Sanpaolo SpaGrafico Storico: Intesa Sanpaolo Spa
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INTESA SAN PAOLO CON GRAFICI AFTER HOURS





https://www.intesasanpaolo.com/



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5313 Commenti
  3   ... 
41 di 5313 - 27/11/2017 15:23
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #40 - 26/Nov/2017 09:39
Quotando: giola - Post #37 - 13/Nov/2017 14:27
Quotando: giola - Post #11 - 10/Ott/2017 13:14IntesaSanpaolo, la fondazione Compagnia Sanpaolo colloca lo 0,95%

Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore la fondazione Compagnia Sanpaolo avrebbe collocato 150 milioni di azioni di IntesaSanpaolo, pari allo 0,85% del capitale dell’istituto guidato da Carlo Messina. L’azionista avrebbe ridotto all’8,2% la quota detenuta nella banca, incassando circa 450 milioni di euro.

ATTENZIONE 1-2-3 HIGH JOE ROSS: SHORT DA 2,9 € CON ENTRATA TRADER'S TRICK!

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SECONDA ENTRATA SHORT A 2,84 € AL SUPERAMENTO DEL ROSS HOOK

5trg6



TESTATA LA LINEA DEL PIAVE!

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IL PIAVE MORMORO'...


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42 di 5313 - 27/11/2017 16:37
ken0782 N° messaggi: 1399 - Iscritto da: 26/10/2017
2,55 ma con calma e poi si compra:)
43 di 5313 - 03/12/2017 09:02
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #11 - 10/Ott/2017 13:14IntesaSanpaolo, la fondazione Compagnia Sanpaolo colloca lo 0,95%

Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore la fondazione Compagnia Sanpaolo avrebbe collocato 150 milioni di azioni di IntesaSanpaolo, pari allo 0,85% del capitale dell’istituto guidato da Carlo Messina. L’azionista avrebbe ridotto all’8,2% la quota detenuta nella banca, incassando circa 450 milioni di euro.

ATTENZIONE 1-2-3 HIGH JOE ROSS: SHORT DA 2,9 € CON ENTRATA TRADER'S TRICK!

5ef1y



5-ct3
44 di 5313 - 03/12/2017 19:32
lucarosett N° messaggi: 22 - Iscritto da: 03/12/2017
....
attachment.php?attachmentid=2457712&stc=
45 di 5313 - 09/12/2017 13:30
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
I bancari ringraziano Basilea4: rialzi anche nell'ordine del 5%

Seduta in grande spolvero per i bancari. Tra i principali titoli del comparto da segnalare i balzi di Banco Bpm (+5,78%), BPER Banca (+4,62%), Unicredit (+6,15%), UBI Banca (+3,35%) IntesaSanpaolo (+3,82%). Bene anche FinecoBank (+4,07%). Ma cosa ha spinto i bancari in questa giornata?

Ieri è stato raggiunto, tra i governatori delle Banche centrali e i responsabili delle Autorità di vigilanza, l'accordo sulle regole che rivedono Basilea3 e che son state ormai ribattezzate Basilea4. Le misure, che inizieranno ad entrare in vigore dal 2022 per essere pienamente applicate nel 2027, vengono incontro alle richieste delle banche italiane perché contemplano un più favorevole trattamento dei prestiti deteriorati. E non sarebbe stata trovata un’intesa per limitare l’esposizione delle banche ai titoli di Stato, misura che avrebbe penalizzato i nostri istituti di credito.


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46 di 5313 - 21/12/2017 15:57
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #45 - 09/Dic/2017 12:30I bancari ringraziano Basilea4: rialzi anche nell'ordine del 5%

Seduta in grande spolvero per i bancari. Tra i principali titoli del comparto da segnalare i balzi di Banco Bpm (+5,78%), BPER Banca (+4,62%), Unicredit (+6,15%), UBI Banca (+3,35%) IntesaSanpaolo (+3,82%). Bene anche FinecoBank (+4,07%). Ma cosa ha spinto i bancari in questa giornata?

Ieri è stato raggiunto, tra i governatori delle Banche centrali e i responsabili delle Autorità di vigilanza, l'accordo sulle regole che rivedono Basilea3 e che son state ormai ribattezzate Basilea4. Le misure, che inizieranno ad entrare in vigore dal 2022 per essere pienamente applicate nel 2027, vengono incontro alle richieste delle banche italiane perché contemplano un più favorevole trattamento dei prestiti deteriorati. E non sarebbe stata trovata un’intesa per limitare l’esposizione delle banche ai titoli di Stato, misura che avrebbe penalizzato i nostri istituti di credito.

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47 di 5313 - 21/12/2017 16:08
ken0782 N° messaggi: 1399 - Iscritto da: 26/10/2017
Vai bella era ora ....
48 di 5313 - 23/12/2017 17:31
caccamo1 N° messaggi: 515 - Iscritto da: 29/3/2017
2.94 jaaa
49 di 5313 - 24/12/2017 09:25
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Intesa Sanpaolo supera di molto i requisiti Srep

Il requisito patrimoniale da rispettare in termini di Common Equity Tier 1 ratio è pari all'8,145%, secondo i criteri transitori in vigore per il 2018, e al 9,33% secondo i criteri a regime. I coefficienti patrimoniali di Intesa, compresi 2,2 mld di euro di dividendi, al 30 settembre erano pari al 13% e al 13,4%, rispettivamente

di Francesca Gerosa

Intesa Sanpaolo supera di molto i requisiti Srep comunicati dalla Bce. L'istituto ha ricevuto la decisione finale della Banca centrale europea riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal primo gennaio 2018 a livello consolidato, a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process. Nello specifico, il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari all'8,145%, secondo i criteri transitori in vigore per il 2018, e al 9,33% secondo i criteri a regime. L'anno scorso il target era 7,27% per il Cet1 transitional e 9,25% per il fully loaded.

A determinare tale requisito concorrono: il requisito Srep in termini di Total Capital ratio pari al 9,5%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8%, nel cui ambito il 4,5% in termini di Common Equity Tier 1 ratio, e un requisito aggiuntivo di Pillar 2 dell'1,5%, interamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio. A questi si aggiungono i requisiti, interamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio, relativi a: Capital Conservation Buffer, pari all'1,875% secondo i criteri transitori in vigore per il 2018 e al 2,5% secondo i criteri a regime nel 2019, O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer), pari allo 0,19% secondo i criteri transitori in vigore per il 2018 e allo 0,75% secondo i criteri a regime nel 2021, riserva di capitale anticiclica (Countercyclical Capital Buffer), pari a 0,08%.

Intesa Sanpaolo supera ampiamente i requisiti Srep visto che i suoi coefficienti patrimoniali a livello consolidato al 30 settembre, tenendo conto di circa 2,2 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi dell'anno, erano pari al 13% per il Common Equity Tier 1 ratio e al 17,6% per il Total Capital ratio, calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2017, al 13,4% per il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime e al 17,8% per il Total Capital ratio pro-forma a regime.

La notizia per gli analisti è scontata e a Piazza Affari il titolo Intesa Sanpaolo cede lo 0,92% a 2,804 euro. Ieri l'istituto ha annunciato di voler lanciare prossimamente un'operazione di gestione delle passività ereditiate con l'acquisizione della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. L'operazione avrà come oggetto due bond senior garantiti dallo Stato ed emessi dalle due ex banche venete. I bond in questione sono IT0005238859 (3 miliardi di euro, di cui 1,75 detenuti da Intesa ) e IT0005239535 (1,75 miliardi di cui 400 milioni in mano a Ca' de Sass).

Le due emissioni hanno una scadenza a due anni e un rendimento a scadenza dello 0,2%-0,3%. L'operazione è diretta a migliorare la struttura del finanziamento, alla luce anche della possibilità per Intesa Sanpaolo di raccogliere risorse nei prossimi tre anni dalle aste di liquidità Tltro della Banca centrale europea, con tassi negativi per lo 0,4% (Intesa ha già raccolto 56 miliardi in questo modo).
66agf
https://www.milanofinanza.it
50 di 5313 - 25/12/2017 11:59
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Intesa Sanpaolo, accordo sulla maxi staffetta generazionale

di Cristina Casadei

In Intesa Sanpaolo è in arrivo una nuova maxistaffetta generazionale che si basa su oltre 3.500 uscite volontarie e 1.500 assunzioni di giovani a tempo indeterminato, di cui una parte sarà con il contratto misto. Stanotte la banca e i sindacati hanno raggiunto l'accordo sui nuovi esodi che vanno ad aggiungersi ai 4mila che erano stati negoziati dalla banca e dai sindacati all'inizio dell'autunno, dopo l'acquisizione delle ex banche venete. Mille uscite, lo ricordiamo, erano avvenute nel perimetro delle ex Veneto Banca e Popolare di Vicenza e 3mila in quello di Intesa Sanpaolo.

Le uscite volontarie complessive saranno pertanto 9mila di cui 1.500 provenienti da Intesa Sanpaolo che han già maturato i requisiti pensionistici, mille dalle ex banche venete e 3mila da Intesa dopo l'acquisizione di quest'estate e ulteriori 3.500 provenienti da Intesa nell'ambito del Fondo di solidarietà concordate stanotte. I risparmi nelle spese del personale a regime, quindi dal 2021, saranno di 675 milioni di euro annui.

All'apertura del Fondo di solidarietà per 3mila persone in Intesa Sanpaolo sono arrivate oltre 6.500 domande di accesso, quindi ben 3.500 in più rispetto al numero negoziato nell'accordo. È forse la prima volta che l'ampliamento del fondo di solidarietà di una banca avviene per via di una sollecitazione, molto forte, dal basso di cui il sindacato si è fatto portatore. «Abbiamo raggiunto un accordo di importanza rilevante - commenta il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina - in maniera pienamente condivisa con tutte le organizzazioni sindacali».

Non si tratta quindi di uscite concordate a seguito di piani di esuberi. La centralità delle persone è sempre stata sottolineata dai manager di Intesa Sanpaolo che in più occasioni hanno affermato che la banca potrà essere lasciata solo dalle persone che scelgono di lasciare e che le persone sono strategiche. L'ultimo piano di esuberi del gruppo risale al 2013 e successivamente si è scelta la strada della riqualificazione delle persone. Anche per questo, oggi, la platea di coloro che potrebbero accedere ai prepensionamenti è davvero molto vasta: secondo una stima sindacale fatta al momento del primo accordo di uscita nell'ambito dell'integrazione delle ex Venete erano circa 8.500 i lavoratori con i requisiti per il prepensionamento.

Dopo l'arrivo delle domande di uscita da parte dei lavoratori, Ca' de Sass e i sindacati hanno avviato la discussione di un piano di riorganizzazione che ha ampliato la platea di coloro che potranno uscire dalla banca, grazie a uno scivolo lungo cinque anni verso la pensione. Le uscite avverranno tutte su base volontaria - del resto le domande sono già arrivate -, attraverso il Fondo esuberi, l'ammortizzatore sociale di categoria, e riguarderanno i lavoratori che maturano i requisiti pensionistici entro il 2023. Sono state previste due ulteriori finestre d'uscita oltre a quelle già fissate dal precedente accordo.

Le nuove 3.500 uscite concordate sono previste entro il 2020, ma a queste il sindacato ha però chiesto di agganciare nuove assunzioni stabili, in linea con una tradizione del credito dove, come ha confermato l'ultimo rapporto Abi, il 99% dei lavoratori ha il posto fisso. Le nuove assunzioni saranno 1.500 e nelle selezioni verrà prestata particolare attenzione ai nuovi mestieri, al Sud Italia, alle aree geografiche svantaggiate e alle categorie protette. Ma soprattutto alle nuove formule contrattuali: una parte dei nuovi contratti dovrebbero infatti essere misti, in parte da promotore finanziario e in parte da dipendente, attraverso un percorso di formazione ad hoc. Con l'eventuale possibilità per il lavoratore di richiedere di convertire il contratto da misto a full time. “Questo accordo scongiura le uscite obbligatorie e garantisce nuova occupazione stabile, con un occhio di riguardo per i precari e per quelle aree del Paese dove più elevato è il tasso di disoccupazione. Le nuove assunzioni sono state oggetto di una dura trattativa con le organizzazioni sindacali, che fino all'ultimo hanno preteso e ottenuto che le uscite, imposte dalla Bce, fossero volontarie e venissero compensate da nuovi ingressi di giovani in banca”, dice Roberto Aschiero, coordinatore per Intesa Sanpaolo della Fabi.

La maxistaffetta generazionale avviene a un paio di mesi dalla presentazione del nuovo piano di impresa, atteso per febbraio del prossimo anno, e, guardando in prospettiva, rappresenta un tassello importante nell'ambito del cantiere dell'efficienza il cui obiettivo è l'ulteriore miglioramento del cost-income che già oggi vede la banca ai primi posti in Europa. «Quello raggiunto oggi - conclude Messina - è un passo molto importante in vista del piano industriale che verrà presentato agli inizi del nuovo anno».

66g0j
http://www.ilsole24ore.com
51 di 5313 - 09/1/2018 10:57
caccamo1 N° messaggi: 515 - Iscritto da: 29/3/2017
Quotando: caccamo1 - Post #48 - 23/Dic/2017 16:312.94 jaaa


23000 e noi fermi?
52 di 5313 - 09/1/2018 14:23
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Fusione Intesa-Credit Agricole? Un esempio per massimizzare le sinergie col minor rischio

Per Mediobanca (target price alzato a 3 euro), in caso di fusione, è prudente la stima di 1 miliardo di euro di sinergie nette. Mentre l'Ipo dell'unità di business Capital Light Bank potrebbe coprire le perdite derivanti da una vendita consistente di Npl e la vendita del 30% del wealth management aumentare il Cet1 di 175 punti base

di Francesca Gerosa

Prezzata per l'evoluzione, upside dalla rivoluzione. Così Mediobanca Securities intitola un report di oggi su Intesa Sanpaolo di cui ha alzato il target price da 2,8 a 3 euro, confermando il rating neutral. Al momento l'azione in borsa sale dello 0,5% a quota 2,822 euro e per la banca d'affari tratta a 1 volta il multiplo prezzo/capitale tangibile 2018 per un Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) al 2019 del 9%. Questo fa sì che Intesa Sanpaolo tratti a un premio a due cifre rispetto al settore, un premio che comunque è giustificato dalla forza del capitale, dagli elevati dividendi, dal track record e dalla leva ai dati macro della banca.

Ma questo è bilanciato dal rischio di richieste più consistenti da parte della Banca centrale europea sulla riduzione delle esposizioni non performanti (Npe) e dall'incertezza politica in Italia. Gli analisti di Mediobanca hanno simulato tre scenari di valutazione: Intesa Sanpaolo è correttamente valutata nello scenario base, mentre con il migliore scenario macro Intesa potrebbe registrare un potenziale margine di apprezzamento di oltre il 30%. Viceversa, lo scenario peggiore implicherebbe un calo del 10%. Questi implica un upside inclinato da un lato, ma con probabilità asimmetriche, tempismo e visibilità.

Per gli analisti della banca d'affari Intesa Sanpaolo è ben equipaggiata per affrontare alcune potenziali sfide: la domanda è se, quando e in quale misura queste potrebbero avere un impatto sui profitti/dividendi e su quanto Intesa Sanpaolo fa affidamento ai dati macro per esorcizzare tale scenario. Il nuovo piano industriale (5 febbraio) dovrebbe preparare l'istituto a uno scenario macro più normalizzato e più competitivo, mentre si affrontano le richieste della Bce sulla riduzione delle esposizioni non performanti, fissando una politica sostenibile dei dividendi, pur confermando la proverbiale forza del capitale e l'attenzione al wealth management.

"Aumentare in modo considerevole i profitti, potenzialmente con azioni opportunistiche di gestione del capitale, sembra essere la potenziale soluzione all'enigma", aggiungono gli analisti di Mediobanca che stimano 4,5 miliardi di utile per Intesa Sanpaolo nel 2021, in aumento di 0,9 miliardi dal 2017, in gran parte grazie a maggiori ricavi. L'obiettivo di un utile a 6 miliardi di euro non è un miraggio ma non è facile: "ripristinerebbe le ambizioni di utile della banca dai precedenti piani, con un Rote al 13%.

Questo dipende per il 60% dai miglioramenti dei dati macro (tassi, volumi e accantonamenti per perdite su crediti più bassi) e dal 40% dal severo taglio dei costi (8mila tagli del personale dopo V&V). Eppure questo non è semplice perché probabilmente implicherebbe tagli delle commissioni, spiegano a Mediobanca , mentre il raggiungimento di un Mpe lordo del 10% entro il 2019 potrebbe costare 1 miliardo di euro di perdite. Inoltre gli esperti considerano dividendi annuali per 3,4 miliardi come un "floor", per evitare di tagliare la remunerazione degli azionisti, e un limite massimo in quanto le incertezze normative ancora in sospeso insieme a nessun compromesso sul rapporto Cet1 lasciano poco spazio per andare in modo rilevante al di sopra di questo livello.

La crescita dei profitti è quindi necessaria per ridurre il payout ratio a un livello più normalizzato del 66%, confermando comunque uno yield allettante del 7%. E per quanto riguarda la gestione del capitale per finanziare le vendite di Npe e le opportunità di M&A, gli analisti della banca d'affari stimano che il wealth management e la Capital Light Bank rappresentino il 60% circa della capitalizzazione di mercato.

"L'Ipo dell'unità di business Capital Light Bank potrebbe coprire le perdite derivanti da una vendita consistente di non performing loans con una diluizione limitata dell'utile per azione, mentre la vendita del 30% del wealth management aumenterebbe il Cet1 di 175 punti base, con una diluizione del 15% dell'eps, il tutto a sostegno di operazioni di M&A opportunistiche/trasformazionali", simulano gli esperti di Mediobanca .

A questo proposito gli analisti di Mediobanca si aspettano che le fusioni e le acquisizioni transfrontaliere in Europa avvengano oltre l'orizzonte del piano di Intesa Sanpaolo . La maggior parte degli amministratori delegati respinge le operazioni di fusione e acquisizione internazionali, troppo complesse e rischiose. Ma gli esperti della banca d'affari vedono un merger of equals (fusione tra eguali) tra Intesa Sanpaolo e Credit Agricole come un esempio per massimizzare le sinergie, riducendo al minimo il rischio di esecuzione.

Intesa Sanpaolo unita a Credit Agricole sarebbe la prima banca dell'Eurozona e tra le prime tre nell'asset management globale. "Riteniamo prudente la stima di 1 miliardo di euro di sinergie nette, 40% dal business retail in Italia, 45% dalla divisione Corporate e Investment Banking e il resto da asset management e corporate centre. Stimiamo anche un incremento dell'utile per azione del 28% e un Roi (return on investment, indice di redditività del capitale investito, ndr) a due cifre. Il 12% di Rote nel 2020 e il 13% di Cet1 consentirebbero un rendimento superiore al 7,5% con un payout del 70%, scambiando solo a 1 volta il multiplo prezzo/capitale tangibile", concludono gli analisti di Mediobanca .

6ajw0
https://www.milanofinanza.it
53 di 5313 - 13/1/2018 13:29
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Bonomi (Investindustrial): alle banche servono aumenti capitale per 10 mld

Per il finanziere "tutti lo sanno ma non lo dicono. E reperire mezzi freschi non sarà facile"

Alle banche italiane servono subito aumenti di capitale fino a 10 miliardi. "Tutti lo sanno, ma non lo dicono". Parola di Andrea Bonomi, fondatore di Investindustrial, che in un'intervista al quotidiano La Stampa si è pronunciato su diversi temi, senza tralasciare le banche che evidentemente secondo lui rappresentano ancora un tallone d'Achille. Tanto più che per il resto il suo "outlook" è positivo.

"Questo è un buon momento per l'Italia. Il Paese è in crescita" mentre "i nostri competitori diretti hanno situazioni delicate da gestire: l'Inghilterra con la Brexit, la Spagna alle prese con la Catalogna, la Germania che stenta a creare un governo. Noi sembriamo un Paese potenzialmente tranquillo, anche se arriviamo all'ultimo momento a prendere la coda di una crescita di cui gli altri hanno goduto negli ultimi anni. Presumibilmente ci restano 2-3 anni buoni, non sprechiamoli. L'aver perso la prima parte di crescita è già un danno gravissimo".

Bonomi non crede "che un imprenditore investa o non investa aspettando le elezioni. Sono importanti, ma non rappresentano una questione decisiva. Non danneggeranno l'appetito a investire in Italia nel breve termine. Gia' oggi 1,9 miliardi, pressappoco il 40%, degli oltre 5 miliardi di investimenti che abbiamo, sono in Italia. Nel solo dicembre scorso abbiamo realizzato tre investimenti in Europa: la prima è stata l'italiana Ceme, leader mondiale nella produzione di pompe e valvole".

Alla domanda su quali settori punterete, Bonomi risponde: "Abbiamo una liquidità di 1,7 miliardi e intendiamo rimanere liquidi perché crediamo che gli anni buoni per gli investimenti debbano ancora arrivare. Verranno fuori occasioni anche inaspettate. Sono tanti i settori che necessitano di ristrutturazione. In Italia c'è una frammentazione eccessiva delle imprese. Il design ci interessa molto e poi l'industria".

Poi l'affondo sulle banche. Bonomi ritiene che le banche italiane abbiano "bisogno di un altro giro di aumenti di capitale. Lo sanno tutti, anche se non lo dicono. Escluse Unicredit e Intesa che per dimensione non ho analizzato, al sistema servono tra i 7 e i 10 miliardi. Nessun rischio di sistema, ma non credo che sarà facile raccoglierli, con il mondo che evolve dal punto di vista tecnologico e di governance".

http://www.finanzareport.it

NEWS_44035.jpg
54 di 5313 - 14/1/2018 17:32
sredel N° messaggi: 1 - Iscritto da: 19/1/2015
Intesa ora è attesa a 3.05, a seguire 3.30 dopo un consolidamento necessario per supportare una salita sostenibile
56 di 5313 - 15/1/2018 14:05
ken0782 N° messaggi: 1399 - Iscritto da: 26/10/2017
Vedete di comprare siete in tempo ancora hehehe
57 di 5313 - 17/1/2018 04:03
2nove N° messaggi: 10243 - Iscritto da: 12/9/2011
aspettare i 3.4 per comprare cosi che siate sicuri..
58 di 5313 - 17/1/2018 07:31
ken0782 N° messaggi: 1399 - Iscritto da: 26/10/2017
Il cinesino rampani e sparito , dove sei rampa :) dacci un segno ...
59 di 5313 - 17/1/2018 11:36
2nove N° messaggi: 10243 - Iscritto da: 12/9/2011
peccato aver perso i massimi oggi.
60 di 5313 - 17/1/2018 11:36
2nove N° messaggi: 10243 - Iscritto da: 12/9/2011
Quotando: 2nove - Post #59 - 17/Jan/2018 10:36peccato aver perso i massimi oggi.

anche i minimi.
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