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Landi Renzo (LR)

- Modificato il 26/6/2007 16:52
daniele3 N° messaggi: 19336 - Iscritto da: 05/4/2006
MILANO, 7 giugno (Reuters) - E' stata fissata fra 3,5 e 4,4 euro la forchetta indicativa dell'offerta di Landi Renzo, società attiva nei sistemi di alimentazione per autotrazione eco-compatibili, che debutterà allo Star il 26 di giugno.


Secondo il prospetto pubblicato stamani su diversi quotidiani, l'offerta partirà l'11 di giugno per chiudersi il 20 dello stesso mese.


Il range corrisponde ad una capitalizzazione compresa fra 393,75 e 495 milioni di euro e l'Ipo dovrebbe fruttare proventi per 55 milioni, qualora l'offerta venga prezzata ai massimi della forchetta.


L'Opvs riguarda 40 milioni di azioni, 12,5 milioni delle quali rinvenienti da aumento di capitale; la parte restante verrà messa in vendita dall'azionista di controllo Girefin che fa capo per il 52,05% all'attuale amministratore delegato Stefano Landi.


La società continuerà a non essere contendibile neppure dopo la quotazione in borsa: Girefin avrà infatti il 54,67% in caso di intergrale esercizio della greenshoe (6 milioni di azioni).


L'offerta pubblica globale è destinata per un minimo del 10% (4 milioni di azioni) al pubblico indistinto in Italia, mentre la parte restante sarà costituita da un collocamento riservato agli investitori istituzionali.


Il lotto minimo è di 1.000 azioni e quello maggiorato di 10.000. Il prezzo dell'offerta verrà comunicato entro il 20 di giugno.

Grafico Intraday: Landi RenzoGrafico Storico: Landi Renzo
Grafico IntradayGrafico Storico


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1385 Commenti
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1341 di 1385 - 26/10/2015 17:21
Caligola N° messaggi: 27318 - Iscritto da: 01/11/2006
Quotando: geronimo01 - Post #1337 - 23/Ott/2015 08:18Tutto tace ....



c'è poco da dire su questo titolo : non si smuove dalla palude dov'è finito .
1342 di 1385 - 26/10/2015 17:45
Ricleone1086 N° messaggi: 4455 - Iscritto da: 21/1/2014
Quotando: silviettina - Post #1340 - 26/Oct/2015 16:20
Quotando: ricleone1086 - Post #1339 - 24/Ott/2015 18:14
Quotando: silviettina - Post #1338 - 23/Oct/2015 14:03
Quotando: geronimo01 - Post #1337 - 23/Ott/2015 08:18Tutto tace ....

...x il momento poi improvvisamentehehehehehhammer-trading.png

Ciao silviettina, sei sempre su Zucchi o le hai liquidate?

...leggo ora liquidate da tempo,ciao

Il risanamento parrebbe cosa fatta......
1343 di 1385 - 28/10/2015 14:25
SILVIETTINA N° messaggi: 12954 - Iscritto da: 28/6/2007
LE CASE D'AFFARI!!!...predicano bene e razzolano molto malehehehehheheheh


PRIMA!!!!!!!!!!!!!!!...................................

Eni, Saras, Landi Renzo. Chi gongola per il pre accordo sul nucleare iraniano
Che cosa dicono i report di Mediobanca, Equita e Banca Akros che hanno stimato l'impatto per le aziende italiane del settore
Cosa hanno da guadagnare le società italiane del petrolio dall’accordo siglato tra l’Iran e cinque tra le potenze nucleari internazionali (Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito e Stati Uniti)? Abbastanza, secondo i broker che in questi giorni hanno emesso report sul settore per immaginarne i cambiamenti.

PRIMI PASSI VERSO L’ACCORDO
Si tratta, certo, di mere ipotesi, dal momento che i dettagli e i tempi dell’accordo presentano ancora incontri molto fumosi. A oggi si sa che questa intesa ha due obiettivi: assicurare che l’Iran faccia un uso pacifico del nucleare e abolire le sanzioni verso quel Paese da parte dell’Occidente. In sostanza per ottenere di non avere più sanzioni l’Iran dovrà accettare limiti alla produzione di uranio arricchito: quali e quanti si saprà entro giugno. Solo dopo le sanzioni saranno rimosse e solo se le condizioni saranno rispettate.

GLI EFFETTI SUI TITOLI ITALIANI DEL PETROLIO
Ma l’aver trovato un punto di incontro è sufficiente, secondo Mediobanca Securities, per fare previsioni sulle nostra società. “Stimiamo che l’Iran sarebbe in grado di aumentare le esportazioni di circa 0,8-1 milioni di barili al giorno – scrive Mediobanca secondo quanto riporta Mf – aggravando ulteriormente l’eccesso di offerta sul mercato globale. Ma le caratteristiche di alta densità/alto tenore di zolfo di buona parte del greggio iraniano si adatterebbero bene con la capacità di potenziamento delle centrali di Saras, offrendo probabilmente interessanti sconti rispetto ad altri tipi standard. Detto questo, Saras ha ancora 200 milioni di euro di debiti verso l’Iran, già inclusi nelle nostre stime. Stimiamo che ogni 100 milioni ulteriori avrebbero un impatto negativo di 0,1 euro sul nostro target price”. Poco o nulla. Rilevante invece l’impatto per Eni che in Iran è presente da sempre e che, con la rimozione delle sanzioni, potrebbe ampliare le proprie attività e vedere riconosciuti i crediti non ancora pagati per alcune centinaia di milioni di euro.

… E DEL GAS
Non solo petroliferi puri. Equita stima un impatto positivo su Landi Renzo, produttore di impianti a gas, che “dal 2012 ha registrato una fortissima contrazione del fatturato in Iran a causa delle sanzioni”. La domanda per gli impianti a gas in Iran è tornata a crescere “nonostante le difficoltà legate alla situazione di tensione internazionale, con alcuni costruttori europei che stanno rientrando nel mercato”.
Certo, l’Iran pesa solo per il 2% nel fatturato di Landi Renzo e per il 2015 non ci si potrà allontanare da questa cifra “mentre un’accelerazione più decisa è attesa nel 2016/2017 con un fatturato complessivo di 8/12 milioni rispetto a un picco di 25-30 milioni del 2011. La revoca delle sanzioni potrebbe accelerare il recupero nell’area”. Nel 2014, secondo Banca Akros, il fatturato della società nel Paese è ammontato a 6 milioni, con ricavi calanti dall’inizio delle sanzioni. “Assumendo un ritorno ai vecchi tempi – scrive ancora Mf – i ricavi e l’ebitda potrebbero salire rispettivamente di 26 e di 6,6 milioni in un paio di anni. Per gli analisti, l’effetto Iran non è ancora pienamente scontato e resta un upside potenziale del 12,5%”.

IL PESO DELLE SANZIONI
A causa delle sanzioni a partire dal 2006 sono stati persi oltre 15 miliardi di euro di esportazioni, secondo i dati elaborati da Sace, che si occupa di assicurazione del credito delle imprese all’estero: solo la “la meccanica strumentale, che rappresenta oltre la metà dell’export italiano verso l’Iran ha subito perdite per oltre 11 miliardi dall’inizio delle sanzioni (oltre il 70 per cento della perdita complessiva). Nel triennio 2014-2016 l’Italia esporterà nel Paese beni per appena 3 miliardi, a fronte dei 19 che avrebbe potuto registrare in assenza del regime sanzionatorio”.

10/04/2015





DOPO!!!!!!!!!!.............................


Mediobanca vede trimestrali deboli per l'automotive ma punta su Brembo
di Francesco Nardini

Mediobanca Securities vede trimestrali deboli per l'automotive. La prossima settimana la stagione delle trimestrali entrerà nel vivo e gli esperti della banca d'affari provano a fare il punto della situazione su uno dei settori maggiormente sotto pressione durante quest'ultimo terzo trimestre. Il comparto automotive è stato infatti scosso dal rallentamento delle vendite in Cina e nei Paesi emergenti e dallo scandalo Volkswagen.

"Il mese di settembre ha mostrato un'altra bella crescita negli Stati Uniti in termini di vendite di auto nuove, +15,9%, e conferme in Europa, +10,3%, dove da inizio anno il mercato è in cresciuto dell'8,9%, meglio delle nostre stime di un +6,2%", commentano gli esperti di Mediobanca, che però vedono una grande novità nella stabilizzazione del mercato automobilistico cinese (+3,3%), che a partire da ottobre ha beneficiato anche di agevolazioni fiscali.

"La dinamica del mercato automobilistico brasiliano, invece, resta difficile", sottolineano gli analisti, "a settembre, infatti, le immatricolazioni di auto sono diminuite del 32% su base annua e nel terzo trimestre sono calate del 26%, mentre il segmento dei veicoli commerciali è crollato del 47%". Inoltre, la produzione ha fatto peggio con un calo su base annua per quanto riguarda il segmento auto del 42% e del 51% per i veicoli commerciali. Allo stesso modo prosegue l'incubo dei mezzi agricoli negli Stati Uniti.

Se la congiuntura economica non favorisce i mercati emergenti che maggiormente dovrebbero essere il traino del settore, lo scandalo del dieselgate non ha certo aiutato, ma secondo gli analisti di Mediobanca la questione Volkswagen è stata un problema solo per la casa tedesca. "Il settore è rimasto invariato il mese scorso con un re-rating in termini di rapporto prezzo/utile del 6,5% nel mese scorso grazie proprio a Vw e a Fca ", evidenziano alla banca d'affari.

Tuttavia, se la rivalutazione del produttore italo-americano (la cui trimestrale è attesa il prossimo 28 ottobre) è stata il risultato di un rimbalzo del prezzo dell'azione, quella della casa tedesca è stata innescata da un taglio del 52% delle stime di utile per azione. "Tutti gli altri nomi del comparto sono allo stesso punto di un mese fa, prima che esplodesse il dieselgate", aggiungono gli analisti, per i quali il calo del prezzo delle azioni Vw è stato tale da portare la performance del settore da inizio anno al +0,6%, ovvero inferiore del 6% all'indice Eurostoxx.

"L'unico sotto-settore la cui valutazione è stata tagliata è risultato quello degli impianti industriali, dove tagli medi del 4,8% a livello di utile per azione sono stati più che bilanciati da un calo dei prezzi del 7%", proseguono gli analisti, che in previsione della stagione delle trimestrali vedono ancora Brembo (rating outperform e target price a 44,1 euro) come miglior scelta all'interno del panorama italiano. La società rilascerà i risultati del terzo trimestre il prossimo 12 novembre.

"Noi crediamo", spiegano alla banca d'affari, "che il problema cinese sia stato esagerato, tanto che ulteriori investimenti nella regione potrebbero essere visti come una conferma di ciò, mentre dall'altro lato il mercato ha dato poca importanza alla forza della crescita che i produttori premium stanno raggiungendo nei mercati maturi, in Europa in particolare".

Riguardo a Cnh Industrial (rating outperform e target price a 8,5 euro) le cui stime per quest'anno sono già al di sotto della guidance della società, gli analisti si aspettano un ulteriore taglio in concomitanza con il rilascio dei risultati del terzo trimestre il prossimo 29 ottobre. "Crediamo però", sottolineano, "che questo fattore sia già incorporato nelle aspettative degli investitori, quindi la nostra attenzione è rivolta all'importo della sottoproduzione della domanda al dettaglio: più sarà alta, meglio è".

Infatti, secondo gli esperti, in linea con quanto è già stato fatto lo scorso anno, la società darà indicazioni approssimative sul primo trimestre del prossimo anno, i cui termini di confronto renderanno il paragone estremamente facile. "Abbiamo il sospetto che quest'indicazione, tuttavia, possa sostenere il prezzo delle azioni nonostante un comunicato debole", ribadiscono gli esperti. Per quanto concerne i numeri di Sogefi , i cui conti per il terzo trimestre sono attesi venerdì 23 ottobre, dovrebbero essere decenti grazie alla forte esposizione verso l'Europa.

"Noi manteniamo, tuttavia, la raccomandazione underperform sul titolo Sogefi , mentre aspettiamo di vedere quale sarà l'impatto finale dei reclami dei clienti sulla società", concludono a Mediobanca, confermando, invece, il rating neutral su Piaggio e Landi Renzo , le cui trimestrali, attese rispettivamente il 30 ottobre e il 12 novembre, dovrebbero essere caratterizzate dalla debolezza dei mercati emergenti.

A piazza Affari i titoli del comparto auto scambiano in territorio negativo in un contesto di mercato appesantito dalle prese di profitto: Fca (-2,41% a 14,17 euro), Cnh (-1,71% a 5,74 euro), Piaggio (-1,40% a 2,25 euro), Sogefi (-2,79% a 2,09 euro), Landi Renzo (-1,96% a 0,774 euro). Nel settore, guarda caso, scambia al rialzo solo Brembo (+0,35% a 37,1 euro).
1344 di 1385 - 28/10/2015 19:30
SILVIETTINA N° messaggi: 12954 - Iscritto da: 28/6/2007
DIKTAT TEDESCO!!!...decreto salva volkswagen...siamo messi proprio beneheheheh



Colpo di mano dei governi Ue, limiti emissioni auto raddoppiati
Askanews
Da Loc | Askanews – 1 ora 43 minuti fa
..


.

Colpo di mano dei governi Ue, limiti emissioni auto raddoppiati
Bruxelles, 28 ott. (askanews) - E' un vero e proprio colpo di mano, da parte dei governi degli Stati membri, che oggi a Bruxelles hanno approvato a maggioranza qualificata una decisione tecnica sui motori delle auto che in sostanza ritarda di due anni l'entrata in vigore "effettiva" della norma Euro 6 per le emissioni di ossidi d'azoto (NOx), e allo stesso tempo accetta che venga ampiamente violata con valori molto più alti del previsto.

La Commissione europea aveva proposto al Comitato tecnico Ue sui veicoli a motore (Tcmv), in cui siedono e votano gli esperti dei governi degli Stati membri, di rendere la norma Euro 6 effettiva per l'omologazione dei nuovi veicoli sulla base di test su strada in condizioni di guida reali (invece che in laboratorio, molto meno affidabili, come ha dimostrato lo scandalo Volkswagen) a partire dal primo settembre 2017, lasciando comunque due anni alle case automobilistiche per adeguarsi, potendo "sforare" del 60% il limite di 80 mg per Km per le emissioni dei NOx. Secondo la proposta, il rispetto del limite sarebbe diventato tassativo al primo settembre del 2019.

Ma nel Comitato Tcmv, riunito oggi a Bruxelles, la Commissione ha trovato un'ampia opposizione alla sua proposta e alla fine è passato un accordo molto più "tollerante" sia sui valori delle emissioni che sui tempi di attuazione. Secondo l'accordo, approvato con la sola opposizione dell'Olanda e astensione della Repubblica ceca (tutti gli altri hanno votato a favore), il limite di 80 mg/Km per i Nox per l'omologazione dei nuovi modelli potrà essere verificato nei test su strada in condizioni reali solo dal settembre 2019 (invece che 2017) e potrà comunque essere superato di un fattore 2,1 ("fattore di conformità") fino al primo gennaio 2021. In più, oltre questa data, il rispetto della norma non sarà comunque tassativo, perché il limite potrà essere ancora superato del 50% (fattore 1,5).

E' come se il Comitato tecnico, in sostanza, avesse cambiato, annacquandola, la proposta legislativa sulla norma Euro 6, decisa fin dal 2007, e non solo le date della sua entrata in vigore. E stupisce che la Commissione europea, guardiana della legalità comunitaria, abbia accettato l'accordo degli Stati membri.
1345 di 1385 - 29/10/2015 11:58
SILVIETTINA N° messaggi: 12954 - Iscritto da: 28/6/2007
PECCATO!!!...questa proroga e conseguente variazione dei limiti di emissione non incentiva certamente nell'immediato la compravendita e la trasformazione di veicoli a basso impatto ambientale
1346 di 1385 - 29/10/2015 12:07
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
LANDI RENZO 0,777 € TITOLO INVARITO


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1347 di 1385 - 05/11/2015 19:19
SILVIETTINA N° messaggi: 12954 - Iscritto da: 28/6/2007
S...!!!...se non si dovessero superare i 0,8 prima del 12 Novembre dico ciaociao



12/11/2015
Esame ed approvazione del Resoconto Intermedio di Gestione relativo al 30 settembre 2015
1348 di 1385 - 12/11/2015 18:23
SILVIETTINA N° messaggi: 12954 - Iscritto da: 28/6/2007
siete usciti? spero di si...un titolo sui minimi storici che non sale prima dei risultati come avevo suggerito era da vendere
http://www.ir.landi.it/file_upload/CSCDA3Q2015.pdf
1349 di 1385 - 13/11/2015 16:55
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Landi Renzo, Banca Akros taglia a 0,7 euro il target price

Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 0,8 euro a 0,7 euro il target price su Landi Renzo, in seguito alla riduzione delle stime finanziarie per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.

landi.png
1350 di 1385 - Modificato il 20/11/2015 16:27
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
LANDI RENZO-NEI 9M PENALIZZATA DAL CALO PETROLIO

I dati relativi ai primi nove mesi del 2015 hanno evidenziato come il calo del prezzo del petrolio, spingendo maggiormente la domanda sui motori tradizionali, abbia penalizzato quelli ' alternativi' come Gpl e metano, core business della societa' emiliana. Rispetto ad un anno fa, la riduzione del greggio e' stata di circa il 50%, dinamica che si e' riflessa sul fatturato del gruppo emiliano con un calo del 16,3% a/a. Inoltre, considerato anche un marginale impatto negativo dell' aumento delle imposte e degli oneri finanziari, la perdita netta si e' portata a 11,3 milioni, dato in significativo peggioramento rispetto ai primi nove mesi del 2014.

landi1.png?w=529

Il fatturato ai 9 mesi 2015 e' risultato pari 145,6 milioni, un dato che si confronta con i 173,9 milioni dei primi 9 mesi 2014 evidenziando una contrazione del 16,3% principalmente per il repentino ribasso delle quotazioni del petrolio che, rispetto al periodo di confronto, ha perso circa il 50%. Tutto cio' ha spinto maggiormente l' utilizzo di carburanti tradizionali penalizzando quindi le vendite del gruppo emiliano, orientato su prodotti a Gpl e metano. Nel mercato estero il gruppo produce la maggior parte del proprio fatturato, ovvero 117 milioni, pari a ben l' 80,4% del totale, mentre in Italia viene prodotta la parte rimanente, ovvero 28,6 milioni, pari al 19,6% del totale. Tutte le aree considerate hanno riportato una significativa contrazione dei ricavi, tranne l' America in cui invece il fatturato ha realizzato il +5,7% a/a grazie alle maggiori vendite sul mercato nordamericano di compressioni per stazioni di rifornimento. L' Ebitda e' risultato in forte contrazione, flettendo a 1,9 milioni rispetto ai 14,1 milioni dei 9 mesi 2014 (-86,4%), principalmente a causa di minori volumi di vendita, unitamente alla maggiore pressione sui listini e il mix di prodotti meno favorevole per il canale After Market. Di conseguenza l' Ebitda margin si e' ridotto all' 1,3% rispetto all' 8,1% dei primi nove mesi 2014. L' Ebit, negativo per 9,6 milioni, si confronta con un importo positivo dell' anno precedente pari a 2,9 milioni, dopo aver scontato ammortamenti per 11,5 milioni pressoche' invariati rispetto agli 11,2 milioni del settembre 2014. Gli oneri finanziari sono raddoppiati da 1,8 a 3,6 milioni e dopo aver beneficiato di un recupero di imposte per 2,2 milioni, il conto economico si chiude con una perdita di 11,3 milioni, contro 0,3 milioni dei primi 9 mesi 2014.
landi2.png?w=529

Dal lato patrimoniale, rispetto all' ammontare di fine anno 2014, l' indebitamento finanziario netto aumenta dai 47,2 a 72,1 milioni. Il management, in considerazione dell' andamento al fine settembre scorso ha rivisto la guidance al ribasso per il 2015, con ricavi netti , nel range 25-26 miliardi di dollari contro una proiezione iniziale tra 26 e 27 miliardi e indebitamento netto industriale rivisto invece al rialzo, tra i 2,1 e i 2,3 miliardi in aumento rispetto ai 2-2,2 miliardi stimati nel comunicato della semestrale 2015.
1351 di 1385 - 21/11/2015 13:31
Vignoni N° messaggi: 6073 - Iscritto da: 17/7/2009
!
i1044306_LaborsaItarossoeUsadopogliatten
1352 di 1385 - 21/11/2015 14:51
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #1350 - 20/Nov/2015 15:25

LANDI RENZO-NEI 9M PENALIZZATA DAL CALO PETROLIO

I dati relativi ai primi nove mesi del 2015 hanno evidenziato come il calo del prezzo del petrolio, spingendo maggiormente la domanda sui motori tradizionali, abbia penalizzato quelli ' alternativi' come Gpl e metano, core business della societa' emiliana. Rispetto ad un anno fa, la riduzione del greggio e' stata di circa il 50%, dinamica che si e' riflessa sul fatturato del gruppo emiliano con un calo del 16,3% a/a. Inoltre, considerato anche un marginale impatto negativo dell' aumento delle imposte e degli oneri finanziari, la perdita netta si e' portata a 11,3 milioni, dato in significativo peggioramento rispetto ai primi nove mesi del 2014.

landi1.png?w=529


Il fatturato ai 9 mesi 2015 e' risultato pari 145,6 milioni, un dato che si confronta con i 173,9 milioni dei primi 9 mesi 2014 evidenziando una contrazione del 16,3% principalmente per il repentino ribasso delle quotazioni del petrolio che, rispetto al periodo di confronto, ha perso circa il 50%. Tutto cio' ha spinto maggiormente l' utilizzo di carburanti tradizionali penalizzando quindi le vendite del gruppo emiliano, orientato su prodotti a Gpl e metano. Nel mercato estero il gruppo produce la maggior parte del proprio fatturato, ovvero 117 milioni, pari a ben l' 80,4% del totale, mentre in Italia viene prodotta la parte rimanente, ovvero 28,6 milioni, pari al 19,6% del totale. Tutte le aree considerate hanno riportato una significativa contrazione dei ricavi, tranne l' America in cui invece il fatturato ha realizzato il +5,7% a/a grazie alle maggiori vendite sul mercato nordamericano di compressioni per stazioni di rifornimento. L' Ebitda e' risultato in forte contrazione, flettendo a 1,9 milioni rispetto ai 14,1 milioni dei 9 mesi 2014 (-86,4%), principalmente a causa di minori volumi di vendita, unitamente alla maggiore pressione sui listini e il mix di prodotti meno favorevole per il canale After Market. Di conseguenza l' Ebitda margin si e' ridotto all' 1,3% rispetto all' 8,1% dei primi nove mesi 2014. L' Ebit, negativo per 9,6 milioni, si confronta con un importo positivo dell' anno precedente pari a 2,9 milioni, dopo aver scontato ammortamenti per 11,5 milioni pressoche' invariati rispetto agli 11,2 milioni del settembre 2014. Gli oneri finanziari sono raddoppiati da 1,8 a 3,6 milioni e dopo aver beneficiato di un recupero di imposte per 2,2 milioni, il conto economico si chiude con una perdita di 11,3 milioni, contro 0,3 milioni dei primi 9 mesi 2014. landi2.png?w=529

Dal lato patrimoniale, rispetto all' ammontare di fine anno 2014, l' indebitamento finanziario netto aumenta dai 47,2 a 72,1 milioni. Il management, in considerazione dell' andamento al fine settembre scorso ha rivisto la guidance al ribasso per il 2015, con ricavi netti , nel range 25-26 miliardi di dollari contro una proiezione iniziale tra 26 e 27 miliardi e indebitamento netto industriale rivisto invece al rialzo, tra i 2,1 e i 2,3 miliardi in aumento rispetto ai 2-2,2 miliardi stimati nel comunicato della semestrale 2015.



p.php?pid=chartscreenshot&u=RJuT61U6oKw7
1353 di 1385 - 11/12/2015 17:35
Ricleone1086 N° messaggi: 4455 - Iscritto da: 21/1/2014
Mi sto affezionando a questo titolo!, lo volevo vendere ma visto come si sta comportando in tempi di guerra ho deciso di dargli fiducia......
1354 di 1385 - 21/12/2015 21:12
Ricleone1086 N° messaggi: 4455 - Iscritto da: 21/1/2014
Reazione d'orgoglio...
1355 di 1385 - Modificato il 26/12/2015 14:07
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
LANDI RENZO

Performance 1 mese: +0,27%

Performance 6 mesi: -21,47%

Performance 1 anno: -26,14%
1356 di 1385 - 26/12/2015 14:07
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #1355 - 26/Dic/2015 13:06

LANDI RENZO

Performance 1 mese: +0,27%

Performance 6 mesi: -21,47%

Performance 1 anno: -26,14%



p.php?pid=chartscreenshot&u=COXZvbgMjIYe
1357 di 1385 - 04/1/2016 20:29
Ricleone1086 N° messaggi: 4455 - Iscritto da: 21/1/2014
Forse torna di moda.....☺
1358 di 1385 - 05/1/2016 18:40
Ricleone1086 N° messaggi: 4455 - Iscritto da: 21/1/2014
Il cambio di trend era percepibile.... Avanti per i 0.80 e poi vediamo. Ma nn c'è più nessuno su questo titolo?
1359 di 1385 - 08/1/2016 17:50
Ricleone1086 N° messaggi: 4455 - Iscritto da: 21/1/2014
Ottimo, nonostante il petrolio in calo regge. :-)
1360 di 1385 - 11/1/2016 18:17
Ricleone1086 N° messaggi: 4455 - Iscritto da: 21/1/2014
Anche oggi benino, di questi tempi....i volumi anche!
1385 Commenti
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