Fra tutti i protagonisti della grande finanza italiana accorsi alle esequie ad Agordo di Leonardo Del Vecchio, non è passata inosservata al Palaluxottica la presenza dei due grandi timonieri della "galassia Benetton". Quello passato, il capostipite Luciano, fondatore assieme agli altri tre fratelli del gruppo dei maglioncini colorati, e quello presente, il nuovo presidente di Edizione, Alessandro, chiamato a proiettare nel futuro l'impero finanziario diversificato della famiglia trevigiana, girando definitivamente pagina rispetto alla tragedia del Morandi del 2018. E nelle ultime settimane, secondo quanto circola fra gli advisor che lavorano alla mega opa da 12,7 miliardi di euro di Edizione sulla controllata Atlantia, pare prendere forma un cambiamento nella mappa delle partecipazioni della holding che va proprio nel verso del taglio con il passato. Nel senso di quella "discontinuità" che più volte Alessandro Benetton ha invocato nel descrivere la nuova fase della holding a cui è stato chiamato in una co-gestione con i cugini.

Un cambiamento, scrive Milano Finanza, che probabilmente le mire di conquista da parte dei fondi esteri, Gip e Brookfield, in cui è finita Atlantia a inizio marzo, hanno ritardato, rendendo necessario un congelamento della governance necessario a serrare prima le fila. Non c'è ancora niente di definitivo, ma una delle opzioni per il futuro post-opa del gruppo infrastrutturale con in pancia il business delle autostrade e degli aeroporti è quella di un reshuffle di alcune prime linee. E il reshuffle che potrebbe coinvolgere anche il ceo Carlo Bertazzo.

Il top-manager, ex direttore generale della stessa Edizione e che nel dopo-Castellucci ha ben condotto la trattativa con Cdp per il ritorno di Aspi nell'alveo pubblico e proiettato il gruppo nella nuova era della smart mobility, potrebbe infatti venir sacrificato sull'altare della discontinuità. Anche se c'è qualcuno che ha citato qualche malumore pure per l'acquisizione della tedesca Yunex: un deal che secondo gli analisti, con 950 milioni, l'ad avrebbe strapagato. Da Edizione bollano le indiscrezioni come chiacchiere. Ma alcune fonti riferiscono a MF-Milano Finanza che, conclusa a ottobre l'offerta per blindare Atlantia, il board rinnovato a fine aprile e che ha confermato il ceo e portato alla presidenza l'ambasciatore Giampiero Massolo al posto di Fabio Cerchiai, potrebbe concludere il mandato, nonostante il delisting e il cambio del quadro degli azionisti, provvedendo però a cooptare un nuovo ceo. A metà aprile, per mettere in sicurezza la cassa da 8,2 miliardi post-Aspi e proteggere la società dalle avances di spezzatino da parte dei fondi, la famiglia Benetton in asse con Blackstone ha lanciato un'opa difensiva, imbarcando anche i soci storici di Ponzano come il fondo sovrano di Singapore, Gic, e Fondazione Crt. A inizio maggio sono già state chieste tutte le autorizzazioni, fra cui anche quella di Bankitalia per la presenza nel perimetro di Telepass (società di pagamento). Via Nazionale potrebbe impiegare fino a 90 giorni per dare il proprio assenso. L'ipotesi più probabile è che l'offerta possa scattare tra agosto e inizio settembre, per concludersi entro ottobre.

red

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MF-DJ NEWS

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