Non ci sono solo il Credit Agricole, Societè Generale, Cdp, Natixis, Bnp-Bnl, Unicredit e Banco Bpm. Sono 11 in tutto infatti, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, le banche coinvolte nella mega linea di credito da 1,5 miliardi di euro appena accesa da Atlantia per rifinanziare il debito da 30 miliardi della holding infrastrutturale controllata col 33,1% da Edizione e su cui lunedì 10 ottobre partirà l'opa del gruppo dei Benetton tramite il veicolo Schema Alfa.

Del sindacato fanno anche parte il colosso spagnolo Bbva, Mediobanca, advisor di Edizione e che partecipa pure al prestito da 8,225 miliardi - come Unicredit, Banco Bpm, Natixis - per il lancio dell'offerta da 12,7 miliardi e le altre due italiane Bper e Banca Popolare di Sondrio.

Gli importi maggiori sono in capo ai francesi dell'Agricole e di Natixis e a Cdp. Quote intermedie invece sono messe a disposizione da Unicredit, SocGen, Bnp-Bnl e dal Banco. Mentre gli importi inferiori spettano alle due ex popolari. Si tratta di un term loan da 24 mesi rinnovabili di 12 mesi piu altri sei, tre anni e mezzo in tutto dunque che conferiscono alla società la flessibilità temporale necessaria nella gestione del debito, qualora in futuro la fase di accesso al mercato sia meno complessa e costosa.

Il tasso d'interesse è di 125 punti base, ma con l'opzione, pare, di ridurlo nel caso in cui la linea fosse convertita in Sustainability Linked Facility, condizionata quindi al rispetto di alcuni parametri in termini di riduzione dell'impatto ambientale del business.

Dopo il disco verde della Consob al documento di offerta, questa mattina è in agenda il cda di Atlantia per il via libera definitivo all'operazione (sul 66,9% del capitale) finalizzata al delisting, con il giudizio sulla congruità del prezzo fissato in 23 euro ad azione, a cui sommare 0,74 euro di dividendo gia approvato e messo in pagamento.

L'operazione valuta complessivamente il gruppo circa 19 miliardi.

Il periodo di adesione all'opa totalitaria, lanciata in tandem con Blackstone che ha in pancia il 35% di Schema Alfa (l'altro 65% è di Schemaquarantatrè, controllata da Sintonia-Edizione), terminerà l'11 novembre, periodo in cui la holding dovrebbe comunicare anche il successore del ceo Carlo Bertazzo che ha dato disponibilità a rimanere per il passaggio delle consegne fino a fine anno.

Il processo è stato affidato al cacciatore di teste Heidrick & Struggles che produrrà una terna di nominativi da sottoporre poi al board. A fine luglio il nome che sembrava avere più chance era quello dell'ex Unicredit Piergiorgio Peluso, manager comunque gradito alla famiglia Benetton, ma più orientata su un profilo internazionale la cui scelta finale, fanno notare alcune fonti vicine al dossier, dipenderà dall'orientamento strategico futuro della holding. Se diretto, cioè, più sul mercato europeo o americano.

red

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MF-DJ NEWS

0509:07 ott 2022

 

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October 05, 2022 03:08 ET (07:08 GMT)

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