In un'eventuale battaglia per la contesa di Mediobanca, in assemblea i Benetton non appoggerebbero liste concorrenti a quella del cda. Per intendersi, il copione andato in scena in Generali a fine aprile con Francesco Caltagirone e Leonardo Del Vecchio che hanno votato contro il ceo uscente appoggiati dalla famiglia di Ponzano Veneto non si ripeterebbe in Piazzetta Cuccia.

Quello tra Alberto Nagel e Alessandro Benetton non è solo un rapporto formale fra cliente industriale e banchiere d'affari a cui è stata affidata l'advisory su due partite nevralgiche per la famiglia trevigiana, come il riassetto di Atlantia e il merger fra Autogrill e Dufry che darebbe vita a un leader globale del travel retail. C'è di più, tanto che chi segue da tempo i destini dei Benetton in questi giorni in cui la tensione lungo l'asse Milano-Trieste non accenna a scemare, si spinge a ricordare i legami molto stretti e la stima profonda che legava il dominus di Mediobanca, Enrico Cuccia, e Gilberto Benetton.

Così mentre a Treviso tirano il fiato dopo un inizio anno che fra elezione del nuovo cda di Edizione, messa a punto dell'opa difensiva su Atlantia e voto in Generali, non ha conosciuto sosta, stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza i Benetton guardano con un certo distacco alle grandi manovre che gli ex pattisti del Leone intenderebbero trasferire a monte della catena, in Mediobanca appunto, dove la dinastia detiene il 2,1%. Fonti a conoscenza del dossier spiegano che se lo scontro andato in scena a Trieste non era comunque tema sentito da Edizione, tanto che da Ponzano era stata fatta filtrare la volontà di giocare un ruolo pacificatore, «a maggior ragione quella in Piazzetta Cuccia non è una battaglia che interessa ai Benetton». Le fonti aggiungono che la famiglia veneta nutrirebbe perplessità anche sulla volontà di gestione da parte di due privati di un business che presenta una regolamentazione ad hoc, come dimostra il muro appena alzato da Bce, e nel cui capitale il peso degli investitori istituzionali, che a Trieste ha sancito la vittoria della lista del board, è addirittura maggiore (al 47,6%). C'è la consapevolezza che in uno scontro assembleare l'estrema rilevanza del mercato rischierebbe di ripetere l'esito delle Generali.

red/lab

MF-DJ NEWS

2408:06 mag 2022

 

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