Azimut ha archiviato il 2021 con l'utile netto più alto della storia a 605 milioni di euro ma per il 2022 «pensiamo di chiudere con 400 milioni di utile netto, un terzo in meno rispetto al 2021, ma in presenza di un mercato completamente diverso. Verranno meno molte commissioni, tra cui quelle di performance».

Lo afferma Pietro Giuliani, presidente del Gruppo Azimut, in un'intervista all'Economia del Corriere della Sera aggiungendo che sull'Italia "io non sono ottimista. Temo che inizieremo a pagare molti errori del passato. C'è un concreto rischio di de-industrializzazione».

"Dopo un 2021 positivo, che ha visto la media dell'indice Fideuram dei fondi comuni italiani guadagnare il 5%, oggi, da inizio anno, il medesimo indice perde circa il 5,5-6%. Temo che potremmo avere ancora dei dispiaceri: secondo me questo è un anno che molto probabilmente chiuderà in negativo. Nel migliore dei casi con una perdita tra l'1% e il 5%, nel peggiore, fino al 10%. Spero di sbagliarmi», aggiunge.

«Azimut controlla il 50,1% della piattaforma Mamacrowd, la più importante piattaforma di crowdfunding in Italia, inoltre siamo nel venture capital con P101 e Gellify. Possediamo poi il 50,1% di Azimut Direct, il 75% di Azimut Capital Tech con Opyn e il 43% di Azimut Marketplace» e il top manager ha pensato a uno «spin-off» "non di tutte e cinque, ma di qualcuna ci ho pensato. Ne avremmo un vantaggio immediato, perché costringeremmo il mercato a vederne il valore insito, ma dal giorno dopo perderemmo la possibilità di lavorare come fosse la stessa società, dovremmo passare dai consigli di amministrazione, rispondere a diversi azionisti, in breve perderemmo quella rapidità di decisione che è sempre stata caratteristica della nostra attività», sottolinea.

"Abbiamo cinque mandati da parte di tre dei cinque maggiori fondi sovrani al mondo per la gestione di una parte dei loro attivi e ogni mandato vale almeno 150 milioni di euro. Un riconoscimento non dovuto alla nostra conoscenza del mercato italiano, ma per investire in azioni egiziane, messicane, internazionali in generale. Siamo tra i pochissimi in Italia a gestire i soldi dei fondi sovrani, ovvero dei governi degli altri Paesi. Addirittura, nel Golfo Persico, molte grandi banche vendono i nostri fondi, che sono tra i pochi che realizzano investimenti secondo i dettami della Sharia», prosegue.

Infine, secondo Giuliani "sul mercato Euronext Growth Milan (Egm) sono presenti società che operano in settori che sono, e saranno, al centro dell'interesse degli investitori internazionali. Possiamo citare Cy4gate, Reevo, Dhh, Innovatec e Tecnoprobe, ma ce ne sono anche altre», conclude.

pev

 

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March 28, 2022 02:34 ET (06:34 GMT)

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