La guerra in Ucraina ha sconvolto gli equilibri geopolitici, evidenziando i rischi della dipendenza energetica da solo una manciata di fornitori. Negli ultimi vent'anni, il peso del petrolio per l'Europa è calato, ma la risorsa resta la fonte d'energia principale. Mentre il gas, le rinnovabili e i biocarburanti hanno guadagnato una fetta sempre più ampia della torta. Secondo gli esperti di Intesa Sanpaolo, il 2022 è stato un anno di rottura rispetto al passato, dove l'Unione europea, incrinati i rapporti con la Russia, ha dovuto guardarsi intorno alla ricerca di nuovi mercati. L'attenzione di Bruxelles si è spostata da est verso sud, tessendo legami che potrebbero riportare il Mediterraneo al centro del dibattito.

Tra marzo e settembre, scrive MF, le forniture di gas russo per l'Unione europea sono crollate dell'80%. È quanto emerge dall'analisi Med & Italian Energy Report presentata oggi al Parlamento europeo dagli esperti del centro studi collegato a Intesa Sanpaolo. Il vuoto lasciato dalle risorse del Cremlino è stato colmato, a fatica, stringendo nuovi accordi di fornitura con i Paesi della costa sud del Mediterraneo, come l'Algeria, l'Azerbaijan e la Libia, e diversificando il mix di risorse. Alla varietà dell'offerta si è aggiunto lo sforzo da parte dei consumatori che hanno tagliato i consumi energetici, anche grazie al sostegno delle politiche nazionali contro il caro bolletta.

glm

 

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December 02, 2022 02:14 ET (07:14 GMT)

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