"La collaborazione sul versante tecnologico fra Dazn e Tim è preziosa. Non considerarla per il miglioramento della qualità della rete in Italia significherà sprecare un'enorme occasione».

Lo ha detto al Sole 24 Ore, Franco Bernabè, senior strategic advisor di Dazn. «Sono stati fatti investimenti importanti. La stessa Autorità ha riconosciuto un cambio di passo con il nuovo management. E sarà una Serie A che partirà senza problemi», ha garantito Bernabè aggiungendo che quella di Dazn «non va considerata solo come l'esperienza di un fornitore di un servizio alternativo alla Tv lineare o attraverso cui fruire di eventi sportivi in maniera differente rispetto ai mezzi tradizionali», ma è «un'occasione per il rafforzamento digitale del Paese».

"Come per l'accordo con Tim, occorre distinguere gli aspetti commerciali dagli altri. L'intesa con Sky si traduce in possibilità in più per gli utenti. Ma la validità del modello dello sport in streaming resta centrale. Il tutto all'interno, come ho detto, di un quadro in evoluzione come testimoniano i grandi deal cui stiamo assistendo. Penso ad Amazon che acquisisce Mgm o anche Discovery che fa sua WarnerMedia. Qui però sta il punto: l'avanzare dello streaming non può che avere un impatto sulle reti di Tlc che non erano concepite per un carico così importante. E questo vuol dire investimenti. Degli Ott come Dazn, ma anche delle società di telecomunicazioni, Tim in primis per l'Italia. In questo caso c'è poi tutto un passato di innovazioni e investimenti da ricordare. Il protocollo di streaming video, l'Mpeg, è stato sviluppato grazie a Telecom Italia e al suo centro di ricerca di Torino: lo Cselt", ha spiegato Bernabè.

Quanto al progetto di rete unica che prevede l'unione di Tim con Open Fiber, "sul punto vanno evitati slogan e programmi magniloquenti che altro non fanno che aggravare giorno dopo giorno la situazione. Attorno all'operazione ci sono state e ci sono troppa politica e poche considerazioni di tipo industriale. Invece la politica va lasciata fuori dalla porta e va trovata una soluzione ragionevole e realistica", ha avvertito Bernabè sottolineando che "io vedo un problema oggettivo sul fronte antitrust non aggirabile. E dall'altra parte c'è la necessità di intervenire vista la situazione delle due società, Tim e Open Fiber, che stanno entrambe soffrendo".

"Se finora, dopo tanti tentativi, la rete unica non si è fatta un motivo ci sarà. Peraltro si parla impropriamente di rete unica perché reti di altri operatori esistono e continueranno a esistere. Ripeto: a mio modo di vedere vanno trovate altre soluzioni percorribili", ha concluso.

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