Dopo le ultime frenetiche settimane di dicembre e la pausa delle festività, nei prossimi giorni il dossier Carige dovrebbe riprendere quota e Bper potrebbe approfittarne. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, le distanze tra il gruppo modenese guidato da Piero Montani e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (che oggi detiene l'80% della cassa) potrebbero accorciarsi. Non si esclude nemmeno un annuncio formale, anche se per ora non arrivano conferme ufficiali dalle due controparti.

Subito dopo l'uscita allo scoperto di Bper, che con l'offerta non vincolante presentata lo scorso 14 dicembre ha impresso un'accelerazione al dossier, il Fitd ha tirato il freno. Giovedì 16 il fondo ha infatti sospeso il giudizio, alla luce dell'incompatibilità tra la proposta e il nuovo statuto approvato lo scorso anno. L'articolo 35 consente iniezioni di capitali fino a 600-700 milioni, soglia dunque al di sotto del miliardi di euro chiesto da Bper. Martedì 18 però Modena ha scelto di mandare chiari segnali d'apertura, dichiarandosi disponibile a rimodulare l'offerta in regime d'esclusiva. Le festività e l'attesa di nuove offerte (gli occhi sono puntati soprattutto su Crédit Agricole, ma sono circolati anche i nomi di BnpParibas e del fondo Cerberus) hanno fatto nuovamente rallentare il dossier, al punto che la scorsa settimana Bper ha chiesto a Consob di fare chiarezza sulla presenza di eventuali proposte concorrenti.

Sia chiaro. Tra gli azionisti del Fitd ci sono posizioni diverse sulla vicenda. Se dalle due grandi banche sono arrivati segnali d'apertura sull'intervento di Bper per risolvere quanto prima la grana Carige, tra gli istituti medi e piccoli si registrano diversi mal di pancia. Il fondo dispone già delle risorse: ma se la nuova ricapitalizzazione di Carige avesse luogo, nell'arco del prossimo anno dovrebbe ricevere nuovi, ingenti versamenti dalle banche per raggiungere il target level dello 0,8% dei depositi protetti entro il 2024. Un salasso che andrebbe ad aggiungersi a quelli sostenuti negli anni scorsi, come il salvataggio della Popolare di Bari costato oltre un miliardo. Per propiziare una convergenza insomma la proposta di Bper dovrebbe essere rivisitata, magari portando a 600-700 milioni l'aumento di capitale. Il vertice di Modena e di Unipol (primo azionista al 18,9%) non avrebbe fatto chiusure, ponendo però la concessione dell'esclusiva come condizione vincolante. Un'esclusiva che sinora il Fitd ha preferito non concedere.

fch

 

(END) Dow Jones Newswires

January 06, 2022 02:09 ET (07:09 GMT)

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