Una selva di ostacoli si para sulla strada del gas autarchico. E il governo Meloni dovrà sbrigarsi a rimuoverla, o almeno a sfoltirla, se davvero vuole arrivare all'obiettivo di raddoppiare la produzione nazionale, portandola a 6 miliardi di metri cubi.

L'urgenza di aumentare i volumi di metano domestico come nell'appello pro-trivelle di martedì alla Camera, la presidente del Consiglio la ribadisce anche nell'aula del Senato. "Servono misure che nel medio-termine liberino l'Italia da una dipendenza energetica inaccettabile, penso all'estrazione di gas naturale, le risorse nazionali vanno utilizzate come chiede l'Europa", ripete Meloni. In poco più di 20 anni la produzione nazionale è passata da una quota del 20% a meno del 4%.

L'arrivo imminente del decreto che darà semaforo verde alle trivellazioni nazionali, con deleghe mirate al Pitesai (il piano che stabilisce in quali aree sono consentite le attività di esplorazione e produzione) è stato quindi accolto con grande entusiasmo da operatori e associazioni di categoria. Ma per essere efficace, scrive MF--Milano Finanza, dovrà avere un raggio d'azione ancora più largo: a cominciare proprio dai giacimenti offshore che rientrano nell'elenco individuato dal Gse, il gestore dei servizi energetici incaricato di raccogliere le manifestazioni d'interesse da parte degli operatori intenzionati a produrre di più per garantire gas a prezzi calmierati a imprese energivore e pmi.

Secondo quanto si legge nei documenti del Gse, infatti, ben 57 dei 60 titoli relativi ai giacimenti offshore in lista sconfinano nelle aree interdette dal Pitesai. Un paradosso che si ripete anche in altri giacimenti e che in casi estremi ha già spinto alcuni operatori a rinunciare alle concessioni, piuttosto che accettare di ridimensionare le attività in un perimetro ridotto.

Lo hanno fatto Totalenergies Ep Italia nei permessi di ricerca Aliano, Teana e Tempa Moliano e Po Valley Operations Pty Ltd per Podere Gallina, entrambi "per mancato interesse alla prosecuzione delle attività di ricerca nelle sole aree idonee". Aleanna Resources a Belgioioso e Cadelbosco di sopra dovrà invece accontentarsi di un'area di attività dimezzata, mentre a Eni è stato revocato il permesso di ricerca Bucchianico, in quanto "totalmente ricadente in area non idonea". Per intervenire sul Pitesai, il neo-ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin non parte da zero. Il suo predecessore Roberto Cingolani, ora super consulente del governo per l'energia, ha già aperto la strada a una revisione del Pitesai da quando in Italia è suonato l'allarme gas.

Le associazioni di settore si mostrano soddisfatte. Il Roca, che rappresenta i contractor offshore di Ravenna, chiede di riavviare le esplorazioni e realizzare nuove piattaforme, smantellando quelle non più attive. "Prendiamo atto con soddisfazione delle parole della premier Giorgia Meloni che ha parlato di una politica energetica che rilanci la produzione nazionale di gas, e vista la situazione di grave emergenza confidiamo di poter vedere presto azioni concrete del Governo", è il commento del vice presidente, Renzo Righini. "Da tempo chiediamo la ripresa delle estrazioni in Adriatico, nel contesto di un mix energetico che includa eolico, solare, idrogeno. L'import di gas comporta danni per l'ambiente e perdita di valuta".

red

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MF-DJ NEWS

2708:25 ott 2022

 

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