Il rallentamento della crescita economica, l'aumento dei tassi di interesse e l'inflazione elevata sta esercitando una pressione sui grandi datori di lavoro statunitensi che, nel dover far quadrare i bilanci ridotti, stanno riducendo l'organico.

I posti di lavoro vengono tagliati non solo per il debole scenario macroeconomico: tra i fattori più citati ci sono le scelte azzardate effettuate durante la pandemia. Sono tante le aziende americane che hanno implementato la forza lavoro durante l'epidemia di Coronavirus per rispondere alla forte domanda dettata dal periodo, la quale si è poi indebolita nella fase post-pandemiche, per contrarsi sempre di più in scia alle deboli prospettive economiche globali.

Amazon e Meta Platforms sono tra le prime aziende tecnologiche che hanno annunciato i licenziamenti. Ma anche la Warner Bros. Discovery ha ridotto il proprio organico, così come Walt Disney ha pianificato dei tagli al personale. Mentre molte grandi aziende stanno effettuando tagli, il mercato del lavoro americano, nel suo complesso, continua a mostrare una certa resistenza. I datori hanno aggiunto 261.000 posti di lavoro in ottobre e il tasso di disoccupazione è salito al 3,7%.

A metà novembre Amazon ha pianificato tagli nelle fila aziendali come risposta alle previsioni economiche poco chiare. E' stimato che il gigante dell'e-commerce arrivi a tagliare circa 10.000 posti di lavoro, includendo anche le divisioni di vendita al dettaglio, dispositivi e risorse umane.

All'inizio del mese, Meta ha deciso di licenziare più di 11.000 lavoratori, segnando così la prima ampia ristrutturazione dell'azienda. Meta, secondo quanto sostiene la società, ha commesso un errore nel ritenere che l'incremento dell'attività online durante la pandemia sarebbe continuata. Oltre i licenziamenti, la capogruppo di Facebook sta anche riducendo gli uffici ed estendendo il blocco delle assunzioni fino al primo trimestre del 2023.

Tra i nomi delle big Tech figura anche Twitter che ha eliminato circa 3.750 dipendenti all'inizio del mese dopo l'acquisizione dell'azienda da parte di Elon Musk, il quale ha citato una perdita di 4 milioni di dollari la giornp. La scorsa settimana altri dipendenti di Twitter hanno deciso di lasciare l'azienda dopo l'ultimatum di Musk nel quale chiedeva di dover "lavorare per molte ore ad alta intensità" ed essere "estremamente duri", oppure lasciare l'azienda e prendere tre mesi di liquidazione.

L'azienda di ride-hailing Lyft ha tagliato quasi 700 posizioni all'inizio del mese, prevedendo un rallentamento dell'economia e a causa dell'aumento dei costi assicurativi del ride-hailing. Anche Microsoft, dopo aver registrato la crescita degli utili più lenta degli ultimi due anni - a causa del calo del business del cloud, dell'indebolimento delle vendite di videogiochi e degli effetti del dollaro forte - ha pianificato una serie di tagli ai lavoratori, senza specificarne il numero.

Circa 1.000 dipendenti da aprile a oggi sono stati invece cacciati dalla Warner Bros. Discovery, che prevede ulteriori tagli a causa di un debito aziendale elevato. Anche la Disney, all'inizio del mese, ha pianificato un taglio dei posti di lavoro, senza però specificare una quantità. Il taglio all'organico segue una deludente relazione sugli utili, con il servizio Disney+ che ha perso più di 8 miliardi di dollari negli ultimi tre anni. Dopo l'annuncio dei licenziamenti, il consiglio di amministrazione della Disney ha annunciato il ritorno di Robert Iger come amministratore delegato, in sostituzione di Bob Chapek.

ann

anna.dirocco@mfdowjones.it

 

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November 22, 2022 07:19 ET (12:19 GMT)

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