Il cantiere della vendita di B.Carige è aperto e l'istituto starebbe valutando diverse architetture di cessione tra cui la possibile vendita di asset non strategici. Tra questi figura anche l'ipotesi di cedere il credito su pegno per cui ci sono alcune manifestazioni di interesse, confermano fonti a MF-Dowjones dopo le indiscrezioni del Secolo XIX circa un interessamento da parte di Banca Sistema.

Le fonti precisano che "non è stata assunta alcuna decisione al riguardo e ci sono anche altri soggetti interessati" oltre a Banca Sistema.

Il credito su pegno è quel ramo di attività che affonda le sue nobili origini nel Monte di Pietà, che a Genova fu fondato nel 1483 dal Beato Angelo da Chivasso grazie ai cospicui finanziamenti del Banco di San Giorgio, dell'Ufficio di Misericordia e dell'Ospedale di Pammatone.

Per le banche commerciali è sempre più complicato gestire questa attività che è sempre meno remunerativa in un contesto in cui la tendenza è quella di concentrarsi sui segmenti di business ad alto valore aggiunto. Gli specialisti, invece, riescono a farla fruttare anche per ragioni insite in un diverso modello di business.

Oltre al credito su pegno alcune controllate potrebbero già avere compratori interessati, così come potrebbe prendere corpo - secondo alcuni - la cessione di alcuni sportelli lontani dalla Liguria.

Venendo alla vendita tout court dell'istituto in data room ci sono tuttora sia banche che fondi internazionali e c'è un moderato ottimismo in merito alla chiusura della vendita entro inizio 2022.

Sebbene non ci sia una vera e propria accelerazione in avanti -

manifestazioni di interesse vincolanti non sono state presentate - alcuni

nuovi elementi sostengono questo clima di fiducia. Il provvedimento

governativo che ha spostato a giugno il termine per l'utilizzo delle Dta

è sicuramente un punto a favore di una possibile operazione. Così come

la ripresa economica piú forte del previsto che spinge la redditivitá

delle banche e sostiene il grande sforzo commerciale che sta conducendo la realtá guidata dall'a.d. Francesco Guido. Inoltre la fine delle

trattative tra Unicredit e B.Mps contrariamente alle attese non è stata

percepita dagli addetti ai lavori come un ostacolo a una possibile

soluzione per Carige, anzi: ha chiarito la situazione del mercato

contribuendo alla riapertura dei giochi.

Sulla banca pesa l'incertezza circa l'esito delle cause della famiglia Malacalza, ex primo socio dell'istituto tramite la holding Malacalza Investimenti. Il pronunciamento del Tribunale sulla vertenza di primo grado è atteso nei prossimi giorni, sicuramente entro Natale. Questo potrebbe essere un punto a favore. Una maggiore certezza sull'entità dei rischi legali che corre la banca potrebbe agevolare un possibile matrimonio: sempre che la decisione sia rassicurante in questo senso.

cce

MF-DJ NEWS

2511:32 nov 2021

 

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November 25, 2021 05:33 ET (10:33 GMT)

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