Il Cda di Banca Sistema ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre, chiusi con un utile netto pari a 19,5 milioni, in calo del 9% a/a, principalmente spiegabile dai minori interessi di mora sul factoring, dall'incremento di costi non ricorrenti per l'integrazione del ramo credito su pegno (0,6 milioni) e dal maggior contributo al Fondo di risoluzione per +0,9 milioni lordi (+75% a/a).

Il margine di interesse, spiega una nota, pari a 52,8 milioni, è in calo del 10% a/a, a causa del calo trimestrale rispetto allo stesso periodo del 2019 derivante da minor interessi attivi del factoring, non compensati totalmente dai minor interessi passivi, dalla contribuzione da interessi attivi del ramo acquisito (pari a 1,1 milioni) e dai maggiori interessi attivi relativi all'attività di tesoreria.

Le commissioni nette, pari a 11,9 milioni (di cui 0,6 milioni le commissioni attive originate dal ramo acquisito) risultano in calo a/a.

Il margine di intermediazione si attesta a 72,1 milioni, in calo del 1% a/a, con un terzo trimestre del 2020 comunque più alto del 10% rispetto al secondo trimestre.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano al 30 settembre 2020 a 7,2 milioni, in aumento a/a, in particolare nel secondo e terzo trimestre del 2020 anche sulla componente Bonis del portafoglio crediti a causa dell'aggiornamento dei modelli di impairment che ha fatto seguito al peggioramento del contesto macroeconomico causato dall'emergenza sanitaria in atto. Il costo del credito relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 36 bps ed è lievemente inferiore rispetto al primo semestre di quest'anno (37bps) e stabile rispetto all'intero esercizio 2019 (36 bps).

L'utile prima delle imposte al 30 settembre 2020, in calo a/a, è pari a 27,5 milioni.

Alla formazione dell'utile netto dei primi nove mesi del 2019, pari a 21,4 milioni, ha contribuito per 0,6 milioni anche il risultato della vendita della partecipazione del 10% del capitale sociale in Axactor Italy. L'utile netto al 30 settembre 2020 è pari a 19,5 milioni in calo a/a del 9%, anche a seguito di maggiori costi non ricorrenti, ed include anche l'utile riveniente dalla vendita del 25% della controllata ProntoPegno (pari a 1,1 milioni, registrato nel secondo trimestre del 2020).

Lo stock dei crediti deteriorati lordi pari a 255,6 milioni cala rispetto al 30 giugno 2020 (pari a 273,3 milioni) per la riduzione degli scaduti. Il calo trimestrale degli scaduti è ascrivibile all'esposizione factoring verso PA. Il rapporto tra le sofferenze nette ed il totale della voce crediti verso la clientela è in calo rispetto a dicembre 2019 e pari all'1,1%.

Al 30 settembre i coefficienti patrimoniali1 sono in aumento rispetto a quelli proforma per l'acquisizione del ramo d'azienda credito su pegno comunicati il 31 luglio. Il CET1 ratio è pari al 12%; il Tier 1 ratio al 12,6%; il Total Capital ratio al 15,4%.

Nel corso del terzo trimestre, a seguito della pandemia da Covid-19, il gruppo ha sperimentato un lieve calo di redditività, soprattutto nel segmento del factoring derivante dalla minor contribuzione degli interessi di mora, che potrebbe protrarsi nell'ultima parte dell'anno.

La situazione è costantemente monitorata ed eventuali impatti a oggi non presenti verranno riflessi se necessario sulle stime di valore di recupero delle attività finanziarie.

com/cce

 

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October 30, 2020 08:26 ET (12:26 GMT)

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