Le ultime regole di Basilea 3 per le banche europee partiranno dal 2025, invece che dal 2023, e saranno meno severe di quanto atteso, anche se gli istituti dovranno limitare l'uso dei modelli interni introducendo il cosiddetto output floor. La Commissione Ue presenterà domani le proposte legislative sull'ultima grande riforma bancaria, che poi dovranno essere approvate da Parlamento e Consiglio Ue.

Salvo modifiche dell'ultimo minuto, scrive MF, Bruxelles darà due anni di tempo in più alle banche europee rispetto agli standard internazionali. Le misure dovrebbero aumentare i requisiti patrimoniali fino all'8,4% secondo Bruxelles, una percentuale inferiore al 13,7% calcolato in precedenza dall'Eba. In particolare solo 10 banche su 99 avrebbero un deficit di capitale per un totale di 27 miliardi: anche in questo caso l'Eba aveva indicato un valore più alto, pari a 52,2 miliardi.

La Commissione comunque ha deciso di mantenere la novità principale, ovvero l'output floor, secondo cui gli istituti non potranno utilizzare modelli interni per ridurre i requisiti patrimoniali sotto una certa soglia (il 72,5% dei livelli standardizzati). La regola colpisce meno i gruppi italiani e più quelli tedeschi e soprattutto francesi: non a caso Parigi è stata la più critica e aveva proposto metodologie di calcolo alternative. La Banca di Francia è stata l'unico istituto centrale europeo a non firmare un appello all'introduzione piena e tempestiva delle norme di Basilea, a cui ha aderito anche la Vigilanza Bce.

red/lab

MF-DJ NEWS

2608:53 ott 2021

 

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