La fusione tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca funge da spinta alle aggregazioni domestiche e tutte le banche, compresa Banco Bpm, dovrebbero guardare in quella direzione.

Ne è convinto l'a.d. di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, che intervenendo a un evento sui crediti deteriorati ospitato al Credit Village e sponsorizzato da Illimity, ha aperto a questa possibilità.

"Senz'altro" il digitale "è una delle tante spinte verso il consolidamento, per gli investimenti che si possono fare insieme. Il digitale è fondamentale. Gli Npl", cioè la necessità di liberarsi dei crediti deteriorati e quella di riportare in bonis le inadempienze probabili "sono un'altra di queste spinte e lo sono anche per le competenze che si possono maturare insieme", spiega il banchiere.

"Il livello di discrimine è la regolamentazione, le banche sono state spinte a vendere crediti deteriorati dalle regole molto dure della Bce e non sempre le operazioni sono lasciate alle opzioni di mercato. Il settore bancario è iper regolamentato. Anche per far fronte a queste complessità le aggregazioni andranno avanti. La spinta a operazioni domestiche viene data dalla fusione tra Intesa Sanpaolo e Ubi B.; ora il gruppo è un colosso talmente distante dagli altri competitor" per dimensioni "che deve far pensare anche a noi tutti di andare in quella direzione", conclude.

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MF-DJ NEWS

0711:23 ott 2020

 

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