Crescita record dei fondi alternativi europei nel 2019, arrivati a 2mila miliardi di euro di masse, una crescita di 200 miliardi rispetto ai 1.790 miliardi del 2018 e addirittura del 44% sulle masse 2015 (1.390 miliardi), che porta l'Europa a rappresentare il 21% dell'industria totale.

Il Regno Unito è in testa tra i Paesi del Vecchio Continente con 1.180 miliardi di masse gestite, seguito dalla Francia con 242 miliardi, mentre l'Italia è sesta con 45 miliardi. Sono queste le maggiori evidenze emerse dal rapporto 2020 Alternative Assets in Europe realizzato da Perqin in collaborazione con Amundi. In termini di settori, il report sottolinea la grande spinta operata da due settore in particolare: il private equity e gli hedge fund, che rappresentano la maggior parte del totale con asset under management rispettivamente di 795 miliardi e di 609 miliardi di euro. Il fermento avuto lo scorso anno, però, non ha del tutto schermato il comparto dall'impatto Covid ma, specifica il rapporto, l'industria continua a mostrare segni di resistenza. Anche perché gli asset alternativi sono sempre percepiti come strumento di diversificazione del portafoglio.

L'Europa ha poi beneficiato anche di grosse operazioni, come ad esempio la vendita per 17 miliardi di euro di Thyssenkrupp Elevator AG, che hanno spinto il valore totale delle operazioni di buyout in tutta l'area a oltre 42 miliardi di euro nel primo semestre, mentre l'investimento in capitale di rischio è molto prossimo ai 13 miliardi. In aggiunta, anche i fondi di private debt hanno ben tenuto, con una raccolta di capitali di 21 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2020, merito della voglia degli investitori di trarre vantaggio da potenziali investimenti anticiclici.

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September 16, 2020 02:25 ET (06:25 GMT)

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