Iren chiude il primo semestre con un utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti pari a 133 milioni di euro (-11,9% rispetto a 151 milioni di euro al 30/6/2019).

I ricavi, spiega una nota, si attestano a 1.826 milioni di euro (-18,4% a/a). Questa decrescita è da ricondursi ad uno scenario energetico e climatico particolarmente sfavorevole. Il calo dei ricavi non si è riflesso in una perdita di marginalità. L'Ebitda e' di 473 milioni di euro (-1% a/a). Escludendo il saldo netto di circa 20 milioni di euro degli elementi non ricorrenti che hanno influenzato positivamente il primo semestre 2019 e quello 2020, l'Ebitda risulterebbe in crescita del 4%. L'impatto negativo generato dal Covid-19 è pari a 10 milioni di euro. L'Ebit ammonta a 232 milioni di euro (-10% a/a). L'Indebitamento finanziario netto e' pari a 2.919 milioni di euro (+7,9% rispetto a 2.706 milioni di euro al 31/12/2019). L'incremento è dovuto al peggioramento del capitale circolante netto anche causato dal ritardo degli incassi dei crediti dei clienti dovuto al Covid-19 (+50 milioni di euro) e dalla forte crescita degli investimenti (+29%). GLi investimenti sono pari a 254 milioni (+29%). L'incremento è principalmente connesso al repowering dell'impianto di Turbigo.

"In uno scenario particolarmente complesso, nei primi sei mesi dell'anno il Gruppo ha saputo proseguire nel percorso di crescita per linee esterne definendo l'acquisizione del ramo d'azienda di SEI Energia, di SI.DI.GAS, di I.Blu, che consentirà un'ulteriore accelerazione nell'economia circolare permettendo a Iren di diventare operatore leader nella selezione della plastica COREPLA e nel trattamento del plasmix e, infine, di Unieco Ambiente che favorirà l'ingresso in nuovi territori e rafforzerà ulteriormente il profilo industriale di Iren nel settore Ambiente e nel trattamento dei rifiuti speciali. La significativa crescita della base clienti nei settori energetici testimonia l'elevato livello di servizio offerto da Iren anche in un periodo straordinario nel quale gli oltre 8.000 dipendenti del Gruppo, a cui rivolgo il mio sentito ringraziamento, hanno continuato a erogare i servizi con la consueta efficienza, professionalità e flessibilità", ha affermato il Presidente di Iren Renato Boero.

"I risultati raggiunti in questi primi sei mesi del 2020 in un contesto altamente sfavorevole evidenziano la resilienza del modello di business del Gruppo e il valore strategico dell'integrazione di tutti i business." - ha commentato Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato del Gruppo. "Ancora una volta il Gruppo ha dimostrato la capacità di perseguire efficacemente gli obiettivi del Piano Industriale, incrementando gli investimenti del 29% e confermando il recupero, entro fine anno, dei leggeri ritardi occorsi sulle opere in costruzione causati dall'emergenza sanitaria. Il calo della redditività è dovuto principalmente al venir meno di elementi straordinari, alla climatica negativa e all'emergenza Covid, dimostrazione che la gestione ordinaria è solida e orientata verso la crescita futura. Gli investimenti effettuati negli ultimi anni sulle persone e sull'innovazione tecnologica ci hanno permesso di contrastare efficacemente e attenuare l'impatto di uno scenario particolarmente complesso. Forti di tale consapevolezza, guardiamo con ottimismo alla seconda parte dell'anno".

Secondo il management in uno scenario internazionale nel quale le maggiori economie mondiali registreranno una contrazione del PIL dovuta all'emergenza sanitaria globale, il Gruppo Iren si confronta con uno scenario nazionale caratterizzato da una forte contrazione della domanda e bassi prezzi delle commodity. Il Gruppo si aspetta di contenere l'impatto dell'emergenza Covid-19 sui risultati operativi, principalmente in ragione della natura del business in cui opera (oltre 70% in settori regolati o semi regolati). Da un lato, la situazione emergenziale ha rallentato alcuni cantieri e di conseguenza gli investimenti pianificati, ritardo che ci attendiamo di recuperare nel corso dell'anno; dall'altro lato il Gruppo sosterrà costi emergenti legati alla situazione straordinaria, un rallentamento dei progetti di efficientamento ed una parziale riduzione dei volumi di vendita. Si stima che, qualora non si verificassero ulteriori lockdown nella seconda parte del 2020, l'impatto sull'Ebitda a fine anno generato dal Covid-19 sia pari a 15 milioni di euro.

In funzione delle recenti disposizioni di ARERA e dei provvedimenti aziendali adottati a mitigazione degli impatti economici e sociali conseguenti alla crisi, il Gruppo riporterà un effetto a fine anno sul capitale circolante pari a 80 milioni di euro a seguito dell'interruzione di nuove azioni di sospensione/riduzione delle forniture (gas, luce, acqua e teleriscaldamento). A causa delle possibili difficoltà di liquidità del portafoglio clienti, il Gruppo ha già incrementato il fondo svalutazione crediti in ragione della valutazione delle perdite attese per 25 milioni di euro. Tali assunzioni sono coerenti con l'ipotesi che non si verifichino ulteriori lockdown nella seconda parte dell'anno.

Nonostante la cessazione del lockdown nello scorso maggio, il precedente fermo delle attività ed il persistere di misure di contenimento non porterà ad un pieno recupero della domanda e dei prezzi rispetto all'anno precedente. Tuttavia nel corso del 2020 il Gruppo, per quanto concerne le attività energetiche, ha messo in atto una serie di azioni che consentiranno di mitigare l'impatto della crisi: si prevede di poter cogliere le potenzialità del portafoglio clienti attraverso un recupero della marginalità unitaria grazie alle strategie commerciali implementate e all'incremento della base clienti.

Per quanto concerne i settori regolati, si prevede che le modifiche tariffarie, collegate al quadro regolatorio approvato da ARERA nel settore idrico e nella distribuzione energetica abbiano un impatto negativo limitato sulla marginalità attesa e saranno completamente compensate dalla crescita dei ricavi regolati sostenuti dagli investimenti realizzati. Infine, per quanto riguarda il settore Ambiente, la nuova regolazione ARERA del servizio di raccolta avrà un limitato impatto negativo sulla redditività. Le redditività delle attività di trattamento e smaltimento continuerà a riflettere il calo dei volumi di rifiuti gestiti e la diminuzione dei prezzi energetici. Il Gruppo proseguirà inoltre nel proprio percorso di crescita declinato nell'ultimo piano industriale, che prevede rilevanti investimenti soprattutto nelle divisioni Reti e Ambiente oltre che ad investimenti destinati a potenziare la capacità di generazione elettrica. Iren conferma inoltre la sostenibilità come uno dei principali pilastri strategici, continuando ad investire in progetti legati alla Circular Economy, l'utilizzo efficiente delle risorse e la riduzione delle emissioni, per un ammontare pari a circa il 60% degli investimenti previsti nel piano industriale.

com/lab

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0412:17 ago 2020

 

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August 04, 2020 06:18 ET (10:18 GMT)

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