La campagna acquisti di Prysmian sarà in due continenti: "negli Stati Uniti, oppure in Asia".

Lo annuncia Valerio Battista, alla guida di Prysmian dalla fondazione del Gruppo, in un'intervista a L'Economia del Corriere della Sera, aggiungendo che la

"Oggi in Nordamerica siamo, come dimensioni assolute i numeri 2, quasi al livello del leader che è South Wire. Che è più grossa di noi, ma fa soprattutto building wire, cavi per l'edilizia, meno remunerativi. Con l'acquisizione di General Cable il Nordamerica è diventata la seconda macro regione del gruppo e la prima in termini di risultati, davanti all'Europa che pure è un pochino più grande" . "Ho promesso al mio team, che mi chiedeva quando avremo fatto uno stabilimento per i cavi sottomarini negli Stati Uniti, che lo avremo fatto quando cambiava l'amministrazione e la prima off-shore windfarm su grande scala sarà funzionante. Dobbiamo ancora prendere decisioni operative, ma credo che, tempo cinque anni, saremo negli Stati Uniti. Siamo già impegnati in un progetto importante in Massachussetts, ma era un progetto on hold. Ora sono convinto che nei prossimi mesi si sbloccherà. Per ora, lì utilizzeremo i nostri cavi prodotti in Finlandia, in uno stabilimento che sarà a zero emissioni di Co2".

"Il 2021 lo vedo ancora come un anno di sofferenza parziale perché vedo che la tendenza del 1* trimestre è molto simile al 1* trimestre dell'anno scorso. Però con un lieve progressivo miglioramento. Spero che nella seconda parte dell'anno si possa vedere un po' di ripresa. Quando arriverà il vaccino su larga scala dovrebbe arrivare anche la percezione della sicurezza, con effetti positivi sul business. In questo senso le rinnovabili e i criteri Esg dovrebbero beneficiarne", spiega.

L'assemblea di Prysmian il 28 aprile rinnoverà il board e "io comincio ad avere 64 anni e ho il dovere di costruire progressivamente chi porterà avanti la società nei prossimi venti anni. Lascerò un po' di deleghe, quelle più operative, a Massimo Battaini, attuale ex ceo di Prysmian Usa, nonché componente del cda che rientrando, dopo aver chiuso l'integrazione con General Cable, viene a prendere una posizione da chief operating officer con responsabilità su una parte del business. Io mi occuperò più della strategia e gli aspetti di lungo respirò e lascerò il day by day a Battaini", annuncia.

"Il nostro consiglio di amministrazione sta andando verso cambiamenti abbastanza profondi, fermo restando che il management tendenzialmente non cambia, né il presidente, né l'amministratore delegato, sempre che mi rieleggano. Sarà un board con il 75% di componenti indipendenti. Non credo nessun altro possa dirlo in Italia. Io ho spinto perché entrino nel board ex direttori generali o amministratori delegati di altre aziende. Persone che hanno a che fare con la gestione di una azienda a 360 gradi. Non degli specialisti. Perché gli specialisti portano la specialità settoriale, mentre chi ha guidato una azienda può intervenire e supportare Prysmian in tutte le sue necessità. È per questo che io non ho mai voluto nel board, salvo rarissimi casi, né professori né avvocati. E questo perché portano la discussione all'interno del board troppo su temi specifici, di loro competenza. Qui invece abbiamo bisogno di personaggi di alto livello, con esperienza, che abbiano gestito aziende. Ed è quello che i candidati della nuova lista rappresentano", assicura.

Sull'andamento del titolo in Borsa Battista è "convinto che ci sia upside e che torneremo a 30 euro".

pev

 

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February 15, 2021 03:49 ET (08:49 GMT)

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