"Per portare la produzione di vaccini in Italia, per preparare la campagna vaccinale del prossimo anno, con l'obiettivo di avviare la produzione all'inizio del prossimo anno, bisogna seguire due strade, la prima e' quella di ottenere il trasferimento tecnologico da parte delle aziende che hanno i vaccini gia' convalidati. La seconda questione e' quella di metterle in contatto con le aziende italiane in grado di produrlo una volta ottenuto".

Lo ha detto Giovanni Tria, economista, gia' ministro dell'Economia, che ora segue per il Ministero dello Sviluppo Economico il dossier della produzione dei vaccini italiani anticovid, intervenendo a Ripartitalia, organizzato dal Class E..

In Italia, ha spiegato, "c'e' un numero sufficiente di aziende in grado di produrlo, magari richiedono alcuni investimenti, ma hanno la capacita' e il know-how. L'Italia e' partita in ritardo, c'è una grande competizione tra i Paesi Ue, che non ha investito in ricerca scientifica sui vaccini".

L'altra questione, ha proseguito Tria, "e' come portare avanti i vaccini che si stanno sperimentando in Italia. Ci sono alcuni ostacoli di tipo economico, le risorse ci sono, ma l'Italia difetta di strumenti per far arrivare le risorse in modo rapido al posto giusto, e questa e' l'azione immediata che stiamo cercando di fare, i negoziati vanno avanti a largo raggio".

Poi, ha concluso l'ex ministro, "c'è un discorso di medio periodo, quello di ricostituire un'industria farmaceutica innovativa nel campo delle biotecnologie con il supporto della ricerca scientifica, ovvero il passaggio dalla ricerca, di cui abbiamo anche eccellenze in Italia, all'industria".

fch

 

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May 03, 2021 08:23 ET (12:23 GMT)

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