Semplificazione, digitalizzazione, forte attenzione alla voce dei ricavi e una gestione del rischio con approccio prudente. Cui si aggiunge una razionalizzazione degli accordi assicurativi.

Il nuovo piano strategico di Unicredit che domani mattina il ceo Andrea oOrcel presenterà al mercato e alla stampa si muoverà lungo queste linee guida.

"Fin dall'inizio del mio mandato, la mia ambizione per Unicredit è stata chiara: fornire una crescita redditizia corretta per il rischio con l'obiettivo prioritario di ottenere rendimenti sostenibili al di sopra del costo del capitale durante tutto il ciclo", aveva anticipato Orcel, intervenendo in conference call con gli analisti per illustrare i risultati trimestrali. "Uno dei modi in cui raggiungeremo questo obiettivo è attraverso un'organizzazione più semplice e più potente, pienamente responsabile della dimostrazione di una chiara disciplina sui costi, nonchè una rinnovata attenzione alla crescita dei ricavi netti, ovvero i ricavi meno gli accantonamenti per perdite sui prestiti, e l'efficienza del capitale. Su tutto stiamo facendo buoni progressi e stiamo ottenendo risultati tangibili e forniremo maggiori dettagli al nostro prossimo Strategy Day".

Unicredit ha una solida posizione patrimoniale e una delle priorità del

ceo è restituire agli azionisti livelli di capitale interessanti,

mantenendo al contempo riserve adeguate in linea con le aspettative di

vigilanza.

Secondo il banchiere sviluppare una nuova strategia sulla base di tre

leve strategiche, ovvero semplificazione, centralità del cliente e

digitalizzazione "aiuterà la banca a sbloccare il valore significativo

insito nel business esistente".

Al centro di tutto ciò ci sono i 16 milioni di clienti. Al fine di

servirli in modo migliore e più coerente, la banca sta armonizzando i

segmenti di clientela nelle principali aree geografiche. Sta anche

rivedendo il catalogo globale di prodotti e servizi per garantire

un'offerta scalabile.

Sul fronte digitale Orcel ha già nominato un team di leadership che

promuoverà una vera partnership tra regioni e segmenti di business.

L'obiettivo è incorporare tecnologia e dati nel tessuto aziendale,

rendendolo centrale per ogni decisione e scelta strategica.

Il banchiere prevede l'avvio del buyback da 652 mln nel quarto

trimestre; il trimestre ha registrato un buon avvio e la banca è

ottimista sul futuro.

Come detto il futuro assicurativo passa da una razionalizzazione delle

alleanze, ma nulla di più. "Non credo nelle fusioni tra banche e

assicurazioni, il business model e i clienti sono molto differenti, ci

possono essere tuttavia solide partnership a lungo termine", aveva

spiegato in occasione dei conti trimestrali.

Al centro del taglio dei costi anche - secondo rumors - 3.000 esuberi a livello di gruppo su un totale di 87 mila dipendenti. Alle uscite volontarie con scivolo corrisponderanno anche nuove assunzioni. In Italia - dove lavorano 36.200 persone - gli accordi sindacali prevedono in generale un neo-assunto ogni due esuberi e lo schema dovrebbe essere confermato La riduzione di personale aiuterà la banca a migliorare il rapporto costi/ricavi portandolo sotto l'attuale 54% a livello delle banche confrontabili.

Dopo la fine delle trattative con il Mef per l'acquisto di B.Mps la

banca non vede l'M&A come un obiettivo fine a se stesso. "In

un eventuale M&A guarderemo alla creazione di valore per tutti gli

azionisti e nello specifico alla qualità della rete, al rischio contenuto

del deal, alla semplicitá di esecuzione", aveva specificato Orcel

rispondendo a un analista.

Il banchiere si è detto concentrato sulla crescita organica che in

questo momento sprigiona un valore maggiore anche se non ha mostrato una

chiusura a eventuali operazioni di acquisizione qualora creassero valore.

"L'M&A non è uno scopo in sé, piuttosto può essere un acceleratore e un

potenziale miglioramento del nostro risultato strategico... alle giuste

condizioni che accrescono il valore e dove abbiamo piena fiducia nella

nostra capacità di esecuzione. Questo rimarrà il nostro approccio guida".

Nel terzo trimestre l'utile netto sottostante di Unicredit ha raggiunto

1,1 miliardi di euro, in rialzo dello 0,5 per cento trimestre su

trimestre, e 3,1 miliardi nei primi nove mesi, equivalente a un Rote

sottostante del 7,9 per cento nei nove mesi del 2021. L'utile netto di

gruppo nel periodo si attesta a 1,058 mld in crescita del 55,6% a/a.

La performance commerciale ha spinto i ricavi a 4,4 miliardi nel terzo

trimestre, in crescita dello 0,8 per cento trim/trim e dell'1,9 per cento

a/a, trainati dalle robuste commissioni a/a e dal positivo margine di

interesse trim/trim. I risultati del quarto trimestre e dell'intero 2021

verranno approvati dal Consiglio il 27 gennaio e resi noti il 28 gennaio.

Intanto oggi Credit Suisse ha alzato il prezzo obiettivo su Unicredit da 13 a 13,8 euro, confermando la raccomandazione outperform. Il titolo è top pick degli analisti nel settore delle banche dell'Europa del sud. Gli analisti citano il margine di rialzo del net interest income dall'Europa centro-orientale e il potenziale di distribuzione dell'eccesso di capitale. CS si aspetta che l'aggiornamento strategico di domani "fornisca maggiori dettagli su come il management speri di raggiungere la sua ambizione di un RoTE sopra il suo cost of equity" e si attende che la banca renda noto il suo piano sull'eccesso di capitale, che "potrebbe includere un aumento straordinario dei buyback".

cce/pl

claudia.cervini@mfdowjones.it

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0816:36 dic 2021

 

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December 08, 2021 10:38 ET (15:38 GMT)

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