Wall Street in rosso, con la volatilità che resta alta e con gli investitori che continuano a temere l'impatto del Covid sulla ripresa. Prevale poi la cautela, con lo sguardo del mercato rivolto alla riunione del Fomc della prossima settimana. Il Dow Jones scende dello 0,39%, mentre l'S&P 500 cede lo 0,6% e il Nasdaq Composite lo 0,77%.

Non è riuscito a risollevare il sentiment neanche l'indice di fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dall'Universitá del Michigan che, secondo la lettura preliminare di settembre, si è attestato a 71 punti, battendo il consenso degli economisti a quota 70,2. Il sotto-indice relativo alle aspettative si è attestato a 67,1 punti, mentre quello relativo alla situazione corrente è risultato pari a 77,1 punti. Le aspettative di inflazione a 12 mesi sono al +4,7% e quelle a 5 anni al +2,9%.

Il sentiment dei consumatori statunitensi è aumentato solo leggermente a settembre, ma dovrebbe iniziare presto a rimbalzare, una volta che sará chiaro che l'aumento dei casi di Covid-19 dovuto alla diffusione della variante Delta di Covid-19 è in piena ritirata, afferma Ian Shepherdson, capo economista di Pantheon Macroeconomics. L'indagine sui consumatori dell'Universitá del Michigan suggerisce che, sebbene le persone abbiano subito il colpo di Delta, il sentiment si sta stabilizzando. "Il sentiment rimane depresso rispetto sia alla primavera che al livello pre-pandemia, ma pensiamo che la lettura di settembre sará il pavimento" da cui risalire, afferma Shepherdson.

"Quello che questa settimana ci dice è che ci sará questa normalizzazione irregolare nel prossimo futuro. Tutti questi dati contrastanti ci mettono un po' in un limbo", commenta Ludovic Subran, capo economista di Allianz. "Il ritorno della volatilitá è molto probabile".

Dws si aspetta che la Federal Reserve statunitense "guidi dolcemente" i mercati, nella prossima riunione di settembre, verso cambiamenti piú significativi in futuro, afferma Christian Scherrmann, economista statunitense dell'asset manager tedesco. Ciò potrebbe essere espresso attraverso un adeguamento del comunicato, molto probabilmente rispecchiando il discorso del presidente Jerome Powell a Jackson Hole, quando il numero uno della Fed ha affermato che "se l'economia si evolverá ampiamente come previsto, potrebbe essere opportuno iniziare a ridurre il ritmo degli acquisti di asset quest'anno", puntualizza Scherrmann. Dws si aspetta che la Fed annunci il tapering nella riunione di novembre e che la riduzione degli acquisti di asset inizi non prima di dicembre.

"La scorsa settimana alcuni media hanno suggerito che i funzionari della Fed stanno 'Eying a November Taper'. Tuttavia, poichè questo coincide con la cosiddetta data x del tetto del debito del Tesoro (la data in cui il Tesoro finirá i finanziamenti), sospettiamo che la decisione sul tapering sará rimandata alla riunione di dicembre", aggiunge Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di Pimco.

La riunione della "Federal Reserve dovrebbe essere al centro dell'attenzione dei mercati nella prossima settimana. Crediamo che la Fed possa annunciare formalmente i suoi piani di taper, con una riduzione degli acquisti a partire da novembre. È possibile che questo annuncio venga rimandato alla prossima riunione se tra i membri del board permarrá incertezza per la variante Delta e altri venti trasversali nell'economia.

Ma la nostra sensazione è che Powell abbia voluto dare ai mercati un ampio preavviso dei prossimi passi politici, per cercare di mitigare il rischio di un taper tantrum sui mercati. In definitiva, il taper della Fed è stato ben segnalato e ampiamente discusso per gran parte degli ultimi sei mesi, quindi la sua introduzione non dovrebbe essere un grande shock", afferma Mark Dowding, Cio di BlueBay.

"Tuttavia, l'ingente assorbimento da parte della Fed di 120 miliardi di dollari di offerta di Treasury al mese comincerá a scomparire, e sarebbe molto sorprendente se non ci fosse qualche reazione nei rendimenti, anche se un'economia in miglioramento aiuta a ridurre il deficit pubblico e i requisiti di emissione. Dopo tutto, lo scopo del QE era quello di far abbassare i rendimenti a lunga scadenza. Dato che questo è stato ampiamente efficace, è ragionevole che questa tendenza si invertirá al termine del QE", conclude l'esperto.

alb

alberto.chimenti@mfdowjones.it

 

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September 17, 2021 12:37 ET (16:37 GMT)

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