Webuild ha chiuso il primo semestre con risultati solidi nonostante le incertezze legate alla pandemia, anche grazie all'integrazione di Astaldi, completata ieri, e si prepara a prendere parte al rilancio delle infrastrutture legato al PNRR, nel suo ruolo di aggregatore nell'ambito di Progetto Italia. Non solo, il gruppo e' pronto a sopperire all'esigenza di manutezione delle grandi infrastrutture in Italia, come ha spiegato a Mf-DowJones, Massimo Ferrari, general manager del gruppo.

Domanda: Iniziamo dalla performance di oggi: il titolo oggi ha chiuso con un rialzo del 6,59% a 2,298 euro.

Risposta: I risultati sono molto positivi, con un Ebitda adjusted che e' cresciuta del 78% a 198 milioni e i ricavi adjusted in aumento del 42% a 3,1 miliardi. Gli ordini hanno registrato un livello record a 9,6 miliardi di euro, che diventano 23 miliardi se si include la commessa della linea ferroviaria ad alta velocitá Dallas-Houston, che pero' non ha ancora avuto il closing finanziario. Per di piu' si tratta di ordini in mercati sviluppati e a minor rischio, come Italia, Francia e Australia, dove abbiamo tra l'altro vinto una concorrenza maggiore, e dove siamo gia' presenti, per cui questo comporta forti sinergie di costo. E tutto questo ci permette di confermare i target che ci siamo posti, guardiamo con fiducia al futuro.

D: Il settore delle costruzioni sta soffrendo per il boom dei prezzi delle materie prime, voi avete fatto una stima dell'impatto?

R: La prima iniziativa del Governo contenuta nel Decreto Sostegni Bis, che introduce un meccanismo di compensazione a favore delle aziende appaltatrici di opere pubbliche, non e' sufficiente, non solo per noi ma per per centinaia di societa' che lavorano come fornitori e sub-appaltatori, per cui c'è bisogno di un approccio completamente diverso dal punto di vista legislativo, che possa essere retroattivo e che tenga in considerazione, come negli altri Paesi, solo le materie prime incluse nel progetto su cui l'azienda sta lavorando. Crediamo che sia possibile, perche' l'interesse del Governo e' quello di realizzare in tempo le infastrutture indicate alla Commissione Ue.

D: Quindi vi aspettate delle misure diverse?

R. La nostra sensazione e' che il Governo si stia orientando verso un modello 'level playing field', ovvero che assicuri le stesso condizioni degli altri mercati, e che quindi potrebbe essere anche retroattivo, per cui l'impatto potrebbe essere zero.

D: Salini in conference call ha parlato di 'piccole acquisizioni tattiche in aree come quella delle fondazioni' per incrementare l'expertise inhouse, ci sono possibili target in Italia?

R: Quello che guardiamo sono societa' specializzate dalla progettazione alla carpenteria metallica alle fondamenta, ovvero tutto quello che fa parte della catena del valore. In ogni caso una eventuale acquisizione dovrebbe essere dovrebbe essere 'accretive', e al momento non ci sono aziende che assicurano questo aspetto. Ma fare parte di Progetto Italia puo' voler dire anche fare partnership strategiche: ad esempio abbiamo dei dialoghi aperti con Trevi, che ha completato la fase di ristrutturazione, per una collaborazione dal punto di vista del business, di fornitura, per cui i lavori di fondazioni che dobbiamo fare in Italia e in Europa li facciamo con loro e questo vale sicuramente di piu' di uno scambio di carte o di azioni. Si tratta di una grande opportunita' per Trevi e lo stesso tipo di accordo si potrebbe fare anche con altre aziende in altri settori. Il modello del capofiliera, al di l'a del general contractor, e' un modello che ha molto senso per il settore, infatti Ance e' a favore di questo discorso, perche' molti suoi associati che contano 30-40-100 dipendenti possono trarre vantaggio da questo sviluppo. Stiamo tuttavia considerando potenziali piccole acquisizioni in alcuni continenti in cui siamo gia' presenti ma per un ammontare molto contenuto.

D. il via libera al Pnrr autorizza un piano di spesa per l'Italia di oltre 200 miliardi di euro, e una delle priorita' in Italia e' la manutenzione, come evidenziato da numerosi rapporti sullo stato delle grandi infrastrutture, voi siete pronti ad allargare il vostro ambito di azione anche alla manutenzione?

R: L'attenzione per il settore delle grandi infrastrutture in Italia non deve essere legato solo al Pnrr. Noi stiamo lavorando per inserire un modello in cui Webuild possa essere coinvolta nel settore della manutenzione con il ruolo di general contractor per coprire tutta la catena della manutenzione dal monitoring all'execution. Dobbiamo trasformare il nostro Paese con una strategia focalizzata sulle manutenzioni, sull'innovazione tecnologica e sulla sostenibilita', ed e' quello che abbiamo intenzione di fare. E' molto urgente riportare in sicurezza il sistema di strade e autostrade. Il nostro e' un Paese meraviglioso che pero' ha bisogno di cura.

fch

 

(END) Dow Jones Newswires

July 30, 2021 13:27 ET (17:27 GMT)

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