Gabetti: alberghi italiani appetibili anche dopo crisi Covid19

Data : 25/03/2020 @ 14:50
Fonte : MF Dow Jones (Italiano)
Titolo : Lvmh Moet Hennessy Vuitton SE (MC)
Quotazione : 384.95  6.05 (1.60%) @ 03:01
Quotazione Lvmh Moet Hennessy Vuitton Grafico

Gabetti: alberghi italiani appetibili anche dopo crisi Covid19

Grafico Azioni Lvmh Moet Hennessy Vuitton (EU:MC)
Storico


Da Mar 2020 a Giu 2020

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Il 2019 è stato un anno importante per il settore

alberghiero e può rappresentare una solida base per impostare anche il

futuro del settore quando sarà passata la fase emergenziale dell'epidemia

di Coronavirus.

Includendo le stime delle transazioni normalizzate di immobili a uso

alberghiero rilevate dall'Agenzia delle Entrate, l'Ufficio Studi di

Gabetti stima che le transazioni dello scorso anno possano aver toccato un

valore complessivo di 5 miliardi di euro, con i soli investimenti

corporate a quota 3,3 mld, quasi cinque volte il volume registrato nel

2018 (0,72 mld), con uno share del 27% sul totale degli investimenti

Capital Market (12 mld circa).

A dispetto del momento contingente, viene spiegato, gli alberghi

italiani sono considerati - e continueranno a esserlo anche in futuro -

un solido investimento per gli investitori stranieri, a cui è attribuibile

il 77% del capitale investito lo scorso anno nel segmento corporate.

Quasi la metà del totale previsto riguarda l'acquisizione di 2

importanti portafogli: il primo di Belmond (già Orient Express) ora

nell'orbita di Lvmh Group e il secondo di Castello sgr, ora controllato da

Oaktree Capital.

Nel 2019 la prevalenza degli investimenti si è comunque concentrata

soprattutto sui singoli asset a uso alberghiero: una cifra record di circa

1,7 miliardi di euro, pari al 54,6% del totale.

A livello geografico, nel corso del 2019 la quota principale del

capitale investito è riconducibile alla provincia di Venezia (20,8%),

seguita da Roma (14,4%), poi Catania, Milano, Firenze e Genova: tutte tra

l' 8% e il 10% del totale.

In tema di numero di camere è invece il capoluogo lombardo a primeggiare

con il 17,9% di share sul totale, seguono Venezia (14%) e la capitale

(12,5%). Nel complesso, sono state transate oltre 7.000 unità (+ 77,7%

rispetto al 2018), di cui il 60% nel Nord Italia, il 23% al Centro, il 17%

al Sud. Un risultato in netto incremento ripetto al 2018, anno in cui il

totale era di circa 3.991 camere (il 42% nel Nord, il 24% al Centro e il

restante 34% al Sud).

"Per il futuro, sull'onda di ciò che sta già accadendo nelle altre

capitali del turismo e in previsione di una generale ridefinizione dei

target di mercato del post Coronavirus, si dovrebbe comunque consolidare

l'interesse verso alberghi di ogni categoria, purché oggetto di

riqualificazione, localizzati in posizioni strategiche e integrati nel

tessuto sociale", ha osservato Emilio Valdameri, responsabile Hospitality

& Leisure di Gabetti Agency.

com/ofb

 

(END) Dow Jones Newswires

March 25, 2020 09:35 ET (13:35 GMT)

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