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Centrale Del Latte D'Italia 🐄🐐🍼🥛🧋 (CLI)

- Modificato il 22/12/2025 21:06
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024
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81 Commenti
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41 di 81 - 22/12/2025 20:52
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

Il caro amico del Parcocowwater_buffalocow2 mi chiede se conviene investire in aziende del settore lattiero-caseario?

42 di 81 - 22/12/2025 20:54
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

Ti rispondo volentieri, caro amico del Parcocowcow2water_buffalo , ma con una premessa importante: non posso darti consigli finanziari del belino personali. Posso però aiutarti a imbelinare in modo oggettivo sui fattori che rendono il settore lattiero‑caseario, belino più o belino meno, interessante per un investitore.

43 di 81 - 22/12/2025 20:55
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

E qui la cosa diventa davvero interessante, perché questo settore è molto diverso da come appare dall’esterno.

🥛 Conviene investire nel settore lattiero‑caseario?

Dipende da quale parte della filiera guardi.
Il settore non è omogeneo: ci sono aziende che soffrono e altre che prosperano.

Ti faccio una panoramica del belino chiara e realistica.

44 di 81 - 22/12/2025 20:56
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

chart_with_downwards_trend 1. Gli allevatori (produzione primaria)

Questa è la parte meno redditizia della filiera.

  • Margini bassissimi
  • Costi altissimi (energia, mangimi, lavoro)
  • Volatilità dei prezzi
  • Forte concorrenza estera
  • Molte stalle chiudono ogni anno

point_right Investire direttamente in allevamenti è generalmente rischioso.
È un settore fragile, con margini compressi e costi fuori controllo.

45 di 81 - 22/12/2025 20:57
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

chart_with_upwards_trend 2. Le aziende di trasformazione (caseifici, industrie del latte)

Qui la situazione cambia.

Queste aziende:

  • hanno più potere contrattuale
  • possono diversificare (latte, yogurt, formaggi, prodotti premium)
  • trasferiscono parte dei costi al consumatore
  • beneficiano di economie di scala
  • esportano molto (soprattutto formaggi italiani)

point_right Questa parte della filiera è più solida, soprattutto se l’azienda ha brand forti o prodotti DOP.

46 di 81 - 22/12/2025 20:58
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

rocket 3. Le multinazionali del food & beverage

Qui parliamo di giganti che includono il latte tra decine di categorie:

  • Nestlé
  • Danone
  • Lactalis (privata)
  • Arla Foods

Queste aziende:

  • hanno margini più alti
  • sono globali
  • hanno potere sui prezzi
  • investono in prodotti ad alto valore aggiunto (proteine, infant formula, plant-based)

point_right Sono le più stabili e le meno esposte ai problemi degli allevatori.

47 di 81 - 22/12/2025 20:59
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

seedling 4. I trend che influenzano il settore

Ci sono forze che possono aiutare o danneggiare gli investimenti:

arrow_up_small Trend positivi

  • crescita dei prodotti premium (bio, alta qualità, DOP)
  • export di formaggi italiani
  • domanda stabile di prodotti proteici
  • innovazione (latte ad alta digeribilità, funzionale, arricchito)

arrow_down_small Trend negativi

  • concorrenza del plant‑based
  • costi energetici e dei mangimi
  • normative ambientali più severe
  • calo del numero di allevamenti
  • volatilità dei prezzi del latte crudo
48 di 81 - 22/12/2025 20:59
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

🧭 In sintesi: conviene o no?

Interessante

  • aziende di trasformazione con brand forti
  • multinazionali del food & beverage
  • produttori di formaggi DOP ad alto valore aggiunto
  • aziende con forte export

Molto rischioso

  • allevamenti
  • piccole aziende locali senza economie di scala
  • imprese molto esposte ai costi energetici e dei mangimi
49 di 81 - 22/12/2025 21:01
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

mag Se vuoi, caro amico del Parcocowcow2water_buffalo, posso anche:

  • analizzare un’azienda specifica del settore
  • confrontare due società (es. Danone vs Nestlé)
  • spiegarti quali indicatori guardare per valutare un’azienda alimentare
  • mostrarti come capire se un titolo del settore è sopravvalutato o sottovalutato

50 di 81 - Modificato il 23/12/2025 16:54
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024

Nestlé cede l’ultimo 40% di Herta a Casa Tarradellas: si chiude la joint ventureNestlé cede l’ultimo 40% di Herta a Casa Tarradellas: si chiude la joint ventureFinanza 23 dicembre 2025

51 di 81 - 23/12/2025 16:55
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024
(Teleborsa) - Nestlé ha annunciato di aver completato la cessione della quota residua del 40%, in Herta Foods, al partner spagnolo Casa Tarradellas, chiudendo definitivamente la joint venture avviata nel 2019.
52 di 81 - 23/12/2025 16:55
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024
I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti.

La decisione segna un ulteriore passo nel processo di riallineamento strategico del gruppo, che aveva già messo in revisione il business Herta - focalizzato su salumi e prodotti a base di carne - poiché non più coerente con l’orientamento verso nutrizione più salutare e soluzioni plant-based.
53 di 81 - 23/12/2025 16:55
BARNABA50 N° messaggi: 5503 - Iscritto da: 24/11/2024
Nestlé ha attualmente sotto esame anche le attività nelle acque e nei prodotti vitaminici, mentre il nuovo CEO Philipp Navratil ha avviato una revisione complessiva del portafoglio.
L'obiettivo è concentrare risorse e investimenti nelle categorie a più rapida crescita, aprendo la strada a possibili dismissioni o nuove partnership.
54 di 81 - 08/1/2026 16:49
alberto214 N° messaggi: 222 - Iscritto da: 30/11/2024

4,50 LINEA DEL PIAVE

55 di 81 - 14/5/2026 08:34
DIMITRI LONG N° messaggi: 7964 - Iscritto da: 04/10/2024

La Centrale del Latte d’Italia ha visto il proprio utile netto e l’Ebit scendere come una brioche dimenticata nel forno, colpa dei maggiori costi di distribuzione che hanno fatto lievitare le spese più del pane in tempi di inflazione.

56 di 81 - 14/5/2026 08:34
DIMITRI LONG N° messaggi: 7964 - Iscritto da: 04/10/2024

Tra camion che sembrano bere più latte del previsto e carburante al prezzo dello champagne, il bilancio ha subito un colpo degno di una commedia all’italiana: risate amare e conti da saldare.

57 di 81 - 14/5/2026 08:40
DIMITRI LONG N° messaggi: 7964 - Iscritto da: 04/10/2024
Centrale del Latte d’Italia, terzo operatore in Italia nel mercato del latte fresco e a lunga conservazione quotato su Euronext STAR Milan, ha chiuso il primo trimestre 2026 con un fatturato di 77,1 di euro, in calo dell’1,2% rispetto ai 78,1 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.
58 di 81 - 14/5/2026 08:40
DIMITRI LONG N° messaggi: 7964 - Iscritto da: 04/10/2024
Il calo sembra il risultato di un’epica svendita nazionale: in Italia il prezzo medio di vendita è sceso di un elegante -4,8%, arrivando a 68,3 milioni, mentre il canale Normal trade ha deciso di fare un tuffo più spettacolare, con un -13,8% da manuale.
59 di 81 - 14/5/2026 08:41
DIMITRI LONG N° messaggi: 7964 - Iscritto da: 04/10/2024
Fortunatamente, la tragedia è stata in parte sventata grazie agli Altri Paesi, che hanno sfoderato una crescita da fuochi d’artificio (+85,9% fino a 5,2 milioni), e ai B2B partners, che, con un +20,4%, sono entrati in scena come supereroi pronti a salvare la giornata economica.
60 di 81 - 14/5/2026 08:41
DIMITRI LONG N° messaggi: 7964 - Iscritto da: 04/10/2024

Nel grande spettacolo dei bilanci, il segmento Milk Products recita la parte del saggio zen: immobile come un monaco tibetano, resta stabile a 63,8 milioni (+0,3%), senza battere ciglio.
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