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22/12/2025 20:52
BARNABA50
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22/12/2025 20:54
BARNABA50
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22/12/2025 20:55
BARNABA50
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E qui la cosa diventa davvero interessante, perché questo settore è molto diverso da come appare dall’esterno. 🥛 Conviene investire nel settore lattiero‑caseario? Dipende da quale parte della filiera guardi.
Il settore non è omogeneo: ci sono aziende che soffrono e altre che prosperano. Ti faccio una panoramica del belino chiara e realistica.
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22/12/2025 20:56
BARNABA50
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1. Gli allevatori (produzione primaria)
Questa è la parte meno redditizia della filiera. - Margini bassissimi
- Costi altissimi (energia, mangimi, lavoro)
- Volatilità dei prezzi
- Forte concorrenza estera
- Molte stalle chiudono ogni anno
Investire direttamente in allevamenti è generalmente rischioso.
È un settore fragile, con margini compressi e costi fuori controllo.
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22/12/2025 20:57
BARNABA50
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2. Le aziende di trasformazione (caseifici, industrie del latte)
Qui la situazione cambia. Queste aziende: - hanno più potere contrattuale
- possono diversificare (latte, yogurt, formaggi, prodotti premium)
- trasferiscono parte dei costi al consumatore
- beneficiano di economie di scala
- esportano molto (soprattutto formaggi italiani)
Questa parte della filiera è più solida, soprattutto se l’azienda ha brand forti o prodotti DOP.
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22/12/2025 20:58
BARNABA50
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3. Le multinazionali del food & beverage
Qui parliamo di giganti che includono il latte tra decine di categorie: - Nestlé
- Danone
- Lactalis (privata)
- Arla Foods
Queste aziende: - hanno margini più alti
- sono globali
- hanno potere sui prezzi
- investono in prodotti ad alto valore aggiunto (proteine, infant formula, plant-based)
Sono le più stabili e le meno esposte ai problemi degli allevatori.
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22/12/2025 20:59
BARNABA50
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4. I trend che influenzano il settore
Ci sono forze che possono aiutare o danneggiare gli investimenti: Trend positivi
- crescita dei prodotti premium (bio, alta qualità, DOP)
- export di formaggi italiani
- domanda stabile di prodotti proteici
- innovazione (latte ad alta digeribilità, funzionale, arricchito)
Trend negativi
- concorrenza del plant‑based
- costi energetici e dei mangimi
- normative ambientali più severe
- calo del numero di allevamenti
- volatilità dei prezzi del latte crudo
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22/12/2025 20:59
BARNABA50
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🧭 In sintesi: conviene o no? ✔ Interessante - aziende di trasformazione con brand forti
- multinazionali del food & beverage
- produttori di formaggi DOP ad alto valore aggiunto
- aziende con forte export
✘ Molto rischioso - allevamenti
- piccole aziende locali senza economie di scala
- imprese molto esposte ai costi energetici e dei mangimi
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22/12/2025 21:01
BARNABA50
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Modificato il 23/12/2025 16:54
BARNABA50
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Nestlé cede l’ultimo 40% di Herta a Casa Tarradellas: si chiude la joint venture Finanza 23 dicembre 2025
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23/12/2025 16:55
BARNABA50
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Iscritto da: 24/11/2024
(Teleborsa) - Nestlé ha annunciato di aver completato la cessione della quota residua del 40%, in Herta Foods, al partner spagnolo Casa Tarradellas, chiudendo definitivamente la joint venture avviata nel 2019.
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23/12/2025 16:55
BARNABA50
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Iscritto da: 24/11/2024
I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti.
La decisione segna un ulteriore passo nel processo di riallineamento strategico del gruppo, che aveva già messo in revisione il business Herta - focalizzato su salumi e prodotti a base di carne - poiché non più coerente con l’orientamento verso nutrizione più salutare e soluzioni plant-based.
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53 di 81
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23/12/2025 16:55
BARNABA50
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Iscritto da: 24/11/2024
Nestlé ha attualmente sotto esame anche le attività nelle acque e nei prodotti vitaminici, mentre il nuovo CEO Philipp Navratil ha avviato una revisione complessiva del portafoglio. L'obiettivo è concentrare risorse e investimenti nelle categorie a più rapida crescita, aprendo la strada a possibili dismissioni o nuove partnership.
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08/1/2026 16:49
alberto214
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Iscritto da: 30/11/2024
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14/5/2026 08:34
DIMITRI LONG
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Iscritto da: 04/10/2024
La Centrale del Latte d’Italia ha visto il proprio utile netto e l’Ebit scendere come una brioche dimenticata nel forno, colpa dei maggiori costi di distribuzione che hanno fatto lievitare le spese più del pane in tempi di inflazione.
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56 di 81
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14/5/2026 08:34
DIMITRI LONG
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Iscritto da: 04/10/2024
Tra camion che sembrano bere più latte del previsto e carburante al prezzo dello champagne, il bilancio ha subito un colpo degno di una commedia all’italiana: risate amare e conti da saldare.
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14/5/2026 08:40
DIMITRI LONG
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Iscritto da: 04/10/2024
Centrale del Latte d’Italia, terzo operatore in Italia nel mercato del latte fresco e a lunga conservazione quotato su Euronext STAR Milan, ha chiuso il primo trimestre 2026 con un fatturato di 77,1 di euro, in calo dell’1,2% rispetto ai 78,1 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.
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58 di 81
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14/5/2026 08:40
DIMITRI LONG
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Il calo sembra il risultato di un’epica svendita nazionale: in Italia il prezzo medio di vendita è sceso di un elegante -4,8%, arrivando a 68,3 milioni, mentre il canale Normal trade ha deciso di fare un tuffo più spettacolare, con un -13,8% da manuale.
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14/5/2026 08:41
DIMITRI LONG
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Fortunatamente, la tragedia è stata in parte sventata grazie agli Altri Paesi, che hanno sfoderato una crescita da fuochi d’artificio (+85,9% fino a 5,2 milioni), e ai B2B partners, che, con un +20,4%, sono entrati in scena come supereroi pronti a salvare la giornata economica.
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14/5/2026 08:41
DIMITRI LONG
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Nel grande spettacolo dei bilanci, il segmento Milk Products recita la parte del saggio zen: immobile come un monaco tibetano, resta stabile a 63,8 milioni (+0,3%), senza battere ciglio.
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Il caro amico del Parco

mi chiede se conviene investire in aziende del settore lattiero-caseario?