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Coca Cola E Se Non Cola Allora Vola (KO)

- 28/4/2021 14:32
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020
Grafico Intraday: Coca Cola CompanyGrafico Storico: Coca Cola Company
Grafico IntradayGrafico Storico

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1 di 15 - 28/4/2021 14:33
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

La Coca-Cola è una potente multinazionale statunitense, le cui origini risalgono 1886.

Il logo della Coca-Cola è in assoluto il più noto nel mondo, e permea in modo capillare la cultura materiale dei cittadini degli Stati Uniti.

Ottavo gruppo alimentare mondiale, la Coca-Cola ha filiali in più di trenta paesi, produce 400 marchi differenti presenti in 200 paesi.

Nella pubblicità sono utilizzati più di 100 lingue diverse.

Fattura circa 22 miliardi di dollari (2004) e, insieme a Cola-Cola Enterprises, impiega 69.000 lavoratori (20014).

In Italia la Coca-Cola controlla il 55% del mercato delle bevande analcoliche e l’85% di quello delle cole.

Produce, imbottiglia e vende bevande attraverso numerose concessionarie e imprese,

la maggiore delle quali è Coca-Cola Bevande Italia S.p.A., che fattura 613 milioni di euro e occupa circa 2.500 dipendenti.

Il settore pubblicità e marketing è invece curato dalla Coca-Cola Italia s.r.l.

In Italia commercializa tutti i tipi di Coca-Cola, Fanta, Sprite, Diet Coke, Ice Lemon,

Powerade, Minute Maid, Burn, Kinley, Beverly, Bonaqua, Dasani, Dr Pepper.

2 di 15 - 28/4/2021 14:35
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

Azioni Coca Cola: prezzo e previsioni

Le azioni Coca Cola sono tra i pochi titoli che hanno sempre avuto un trend positivo nella distribuzione dei dividendi. I titolari di queste azioni sanno che mediamente si ha uno stacco della cedola circa 4 volte l’anno, con un andamento che, in 55 anni di storia, è andato verso una costante crescita

(Fonte: Il Sole 24 Ore) . Il codice identificativo del titolo quotato nel Nyse è US1912161007 mentre il codice alfabetico usato è KO.

coca-cola-300x293.jpg

3 di 15 - 28/4/2021 14:36
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

Un po’ di storia

La quotazione dell’azienda Coca Cola risale al 1919, ma la formula e l’inizio della commercializzazione della famosa bevanda risale al 1886 ad opera di un farmacista che per il brevetto accumulò molti debiti e perdite. Proprio per questo poco tempo dopo John Pemberton, il suo creatore, accettò di cedere la formula (con un prezzo di vendita di 2300 dollari) al nuovo proprietario Asa Candler, che invece incominciò a sfruttarne tutto il potenziale commerciale.

Dalla quotazione e commercializzazione su larga scala a partire dagli anni ‘20 la crescita della Coca Cola è stata inarrestabile. Oggi il fatturato è leggermente sceso, anche per la decisione di vendere i sistemi di imbottigliamento, mentre i margini offerti sono ugualmente cresciuti.

Grafico e quotazione

Le azioni Coca Cola sono considerate tra i “titoli sempreverdi” di Wall Street e non a caso i grandi investitori che si sono affidati al suo potenziale, come il miliardario Buffet, si sono garantiti nel tempo un rendimento costante, che frutta milioni di dollari l’anno a partire dalla distribuzione del dividendo.

andamento-coca-cola-300x174.jpg

4 di 15 - 28/4/2021 14:37
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020
Il valore della Coca Cola nella Borsa americana è pari a circa 200 miliardi di dollari (Fonte Milano Finanza al 01/03/2018) e palesa una solidità che poche altre aziende al mondo hanno saputo realizzare, soprattutto se si considera che è ancora la numero uno come produttrice e venditrice di bevande analcoliche (che ormai comprendono altri noti marchi come Sprite, Fanta, Schweppes, ecc).

quotazione-coca-cola-300x217.jpg

(Fonte: Sole 24Ore – Data: 27/02/2018)

Il grafico storico mostra che il momento veramente positivo per le azioni Coca Cola è iniziato a partire dalla metà degli anni ‘90. Il titolo ha mantenuto un price superiore ai 20 dollari in modo quasi ininterrotto fino ad oggi, quando il prezzo ad azione è lievitato fino ad oltre 40 dollari (per la precisione 43,62 USD al 27/02/2018 – Fonte: Sole 24 Ore).

5 di 15 - 28/4/2021 14:37
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

Considerazioni pratiche

Una quotazione che rimane dunque ancora piuttosto positiva, nonostante la chiusura del quarto trimestre del 2017 in rosso e una riapertura di 2018 non propriamente brillante. Tale battuta d’arresto (palesata soprattutto nei conti di fine 2017) è in larga parte da imputare alla riforma fiscale voluta dall’attuale presidente Usa, Donald Trump.

In particolare l’ultimo trimestre dell’anno scorso ha chiuso con un rosso da 2,75 miliardi di dollari, mentre nel 2016 nello stesso periodo la chiusura era stata positiva per 550 milioni di dollari. Nonostante questo i ricavi sono stati sopra alle previsioni con un utile di 7,51 miliardi contro i 7,36 miliardi attesi. Considerato il volume di titoli in circolazione e non prendendo invece in considerazione le cosiddette ‘voci straordinarie’, l’utile è stato pari a 0,39 dollari ad azione (Fonte: Reuters – Data: 01/03/2018).

6 di 15 - 28/4/2021 14:38
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

Dividendo

Nonostante il momento poco brillante delle azioni Coca Cola secondo una buona fetta di analisti le previsioni per il futuro dovrebbero essere rialziste. Inoltre si tratta di un titolo adatto a coloro che vogliono poter contare su un certo flusso, distribuito con costanza, dei dividendi. Come si può vedere infatti dalla tabella successiva (Fonte Nasdaq – Data rilevazione 28 febbraio 2018) anche in anni piuttosto complicati a livello economico globale come quelli dell’ultimo quinquennio, lo stacco delle cedole è avvenuto sempre con regolarità.

dividendi-coca-cola-300x247.jpg

Ad eccezione del 2013, quando si è andati sotto i 30 centesimi, per gli altri anni si è rimasti costantemente ben al di sopra dei 0,30 dollari Usa.

7 di 15 - 28/4/2021 14:40
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

BEVETE IL CHINOTTO CH'E' PIU' BUONO yumdancer

Visualizza immagine di origine

8 di 15 - 28/4/2021 14:44
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

Coca-Cola Femsa S.A.B. De C.V. Ea Rep 10 Unts(3 Ser'B - (quotazione in dollari)

132967.t.W300.H188.M4.jpgCriptovalute, l'allarme di Consob e Banca d'Italia: investimento altamente rischioso

9 di 15 - 28/4/2021 14:45
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

Grafico analisi tecnica di Coca-Cola Femsa S.A.B. De C.V. Ea Rep 10 Unts(3 Ser'BLo status di medio periodo ribadisce la fase positiva di Coca-Cola Femsa S.A.B. De C.V. Ea Rep 10 Unts(3 Ser'B. Tuttavia, se analizzato nel breve termine, evidenzia un andamento meno intenso della tendenza rialzista al test del top 49,33. Primo supporto a 48,05. Le implicazioni tecniche propendono per un sviluppo in senso ribassista in tempi brevi verso l'imminente bottom stimato a quota 47,63.

10 di 15 - 04/5/2021 20:55
Gelfelix N° messaggi: 1 - Iscritto da: 23/2/2021
A quanto ammonta la tassazione sul dividendo delle azioni USA?
11 di 15 - 04/5/2021 21:46
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020

Ritenuta sui dividendi esteri, vale la pena investire su azioni non italiane?

ritenuta sui dividendi

Come ben sappiamo, purtroppo, i proventi derivanti dalle transazioni finanziarie quindi dalla compravendita di strumenti finanziari quali azioni, obbligazioni e similari sono oggetto di tassazione.

Un investitore, se esce dal mondo del risparmio gestito, ha due opzioni. La prima è quella del regime dichiarativo, dove i proventi confluiscono nella dichiarazione dei redditi, la seconda è quella del risparmio amministrato.

Noi ci concentreremo oggi sulla seconda opzione. Tuttavia, molte delle cose che ti dirò valgono in generale anche per il regime dichiarativo, con la differenza che parte della tassazione sarà liquidata direttamente in dichiarazione anziché “trattenuta” dalla tua banca.

Il tema di cui ti parlerò oggi è quello della ritenuta sui dividendi esteri. Un tema importante quando ti trovi ad avere in portafoglio azioni estere.

Ritenuta sui dividendi, situazione generale.

Come probabilmente sai, la tassazione è del 26% su proventi da azioni ed obbligazioni, ad eccezione di alcuni asset come i titoli di stato che vengono tassati al 12,5%. Vale lo stesso discorso dei titoli di stato anche le obbligazioni emesse dai Paesi White List. La tassazione viene applicata tramite il meccanismo delle ritenute. Quindi avremo ritenute del 26% e ritenute del 12,50%.

Sai anche che sono tassati sia i ricavi da compravendita (plusvalenze), sia i ricavi provenienti dallo stacco di dividendi.

Ora, le tassazioni sopra viste valgono senza ombra di dubbio per le società quotate su Borsa Italiana. Ma cosa succede quando investiamo in un’azione estera?

In questo caso le cose cambiano.

Ritenuta dividendi esteri, il doppio prelievo

Infatti, i dividendi che arrivano da questi titoli non saranno soggetti ad una sola tassazione, bensì a due, in quanto si applica la tassazione del paese di origine prima, e poi la tassazione italiana dopo.

Questo rende i dividendi delle società estere meno appetibili per un investitore italiano, in quanto si va letteralmente a raddoppiare la tassazione.

E’ vero che ci sono convenzioni internazionali volte a limitare l’importo massimo previsto dalla doppia ritenuta, tuttavia la % finale supera quasi sempre il 30%.

Facciamo un esempio su un titolo USA, dove la ritenuta è del 15%. In questo caso avremo:

Dividendo erogato: 100

Dividendo al netto della ritenuta USA: 85

Tassazione italiana: 26% di 85 = 22,10

Dividendo netto: 62,90

Peso fiscale: 37,10%

Insomma, non certo poco.

Sia chiaro, la ritenuta doppia vale solo per i dividendi. Il capital gain, la plusvalenza, è tassata solo in Italia.

C’è un modo per evitare la doppia ritenuta sui dividendi esteri?

La risposta è “si è no”.

Sì, perché di fatto c’è un metodo per ovviare alla doppia ritenuta sui dividendi esteri.

L’investitore italiano ha diritto a recuperare gran parte delle imposte trattenute dal paese estero. Normalmente per chiedere il rimborso di tale quota, le banche mettono a disposizione apposita modulistica e il servizio ad hoc.

Un’altra strada è quella del fai da te. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la modulistica da inoltrare al fisco straniero per ottenere il rimborso delle imposte sui dividendi erogati. Non tutti, però. Per molti stati bisogna prendere contatti con il fisco locale o tramite i consolati. Benché la procedura sia gratuita, vi sono però da sostenere dei costi per l’invio della documentazione fiscale e bancaria alle autorità fiscali. Per non parlare poi del tempo impiegato a fare la domanda e dei tempi di attesa, oltre al rischio di rigetto della richiesta qualora mancasse qualche dato. In realtà sarebbe preferibile avviare la procedura di recupero magari con l’ausilio di società specializzate o commercialisti, ma ovviamente i costi lievitano.

Di fatto, vale la pena fare questa procedura se i diviendi sono importanti, nell’ordine di 50-60.000 euro di dividendi o più. In questo caso le ritenute estere rimborsate potrebbero partire da 7-10.000 euro e quindi ha un senso sostenere i costi. Ma con le cedole che circolano oggi, parliamo di investitori con almeno 2-3 milioni di euro di patrimonio investito solo in azioni estere. Insomma, una cosa di nicchia. Per la maggior parte delle persone la ritenuta sui dividendi sarà inevitabilmente doppia.

La doppia ritenuta sui dividendi deve scoraggiare l’acquisto di azioni estere?

La mia risposta è un deciso no!

Va considerato che quando un investitore italiano investe in società estere, ad esempio americane, in realtà spesso lo fa per le performance migliori in termini di plusvalenze, oltre che per una migliore diversificazione.

Da questo punto di vista il dividendo, seppur tassato due volte, rappresenta un plus comunque da non sottovalutare.

Un modo per evitare un peso eccessivo di questa doppia tassazione è scegliere un certo tipo di azioni.

Sto parlando di azioni che hanno magari un dividendo inziale non troppo alto rispetto al prezzo, ma con capacità di aumentarlo stabilmente nel tempo.

In questo modo la tassazione totale sul dividendo iniziale sarà piuttosto basso. Poi, man mano che il dividendo sale, ovviamente salirà anche la doppia tassazione, ma questo produrrà anche un aumento dei prezzi dei titoli, quindi complessivamente questo renderà meno pesante l’effetto doppia ritenuta. Pensa al caso contrario, dove il dividendo è molto alto fin dall’inizio ma cresce poco o nulla. In questo caso la maggior parte del rendimento sarà proprio la cedola, che è appunto tassata due volte.

Questo genere di titoli sono anche quelli che scegliamo all’interno del nostro servizio CRESCITA E RENDIMENTO. Con queste scelte ci mettiamo in portafoglio i titoli migliori, perché con business capace di crescere nel tempo, abbiamo un orizzonte di investimento globale e non subiamo troppo l’effetto della doppia ritenuta.

dancer

Buon investimento.

12 di 15 - 05/5/2021 08:31
federicocianchi N° messaggi: 2343 - Iscritto da: 13/9/2006
DOPO UN BEL CRODINO,

METTO AL SICURO IL MIO BOTTINO

MI CI BUTTO CON LA TESTA

TUTTI FORZA NELLA CASTA (DIVA )
13 di 15 - 05/5/2021 10:12
aalberto1 N° messaggi: 4665 - Iscritto da: 16/1/2020

Quotando: federicocianchi - Post #12 - 05/Mag/2021 06:31

DOPO UN BEL CRODINO,

METTO AL SICURO IL MIO BOTTINO

MI CI BUTTO CON LA TESTA

TUTTI NELLA DIVACASTA A FAR FESTA confetti_ball


14 di 15 - 13/5/2021 15:39
Gianni Barba N° messaggi: 6551 - Iscritto da: 26/4/2020

KOKA KOLA VOLAairplaneheavy_check_mark

15 di 15 - 17/5/2021 17:41
GIACOMINA1 N° messaggi: 3889 - Iscritto da: 03/6/2020


Tecnicamente, Coca Cola è in una fase di rafforzamento con area di resistenza vista a 55,09,

mentre il supporto più immediato si intravede a 54,22.

A livello operativo si prevede un proseguimento della seduta all'insegna del toro con resistenza vista a quota 55,96.

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P: V: D:20210926 13:41:53