duca minimo
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Iscritto da: 29/8/2006
Leggete bene e fatevi un'idea sbagliata ! Poi io vi spiego TUTTO ....
Premafin, Bollorè crescerà ancora in modo "modesto"
Reuters - 08/10/2010 16:25:08
ROMA, 8 ottobre (Reuters) - Vincent Bollorè aumenterà ancora in misura modesta la sua quota in Premafin <PRAI.MI.
Lo ha detto, secondo quanto riferisce una persona presente, lo stesso Bollorè all'uscita del comitato esecutivo di Generali (G.MI) di cui è vice-presidente.
Il finanziere francese ha detto che crescerà ancora "ma in maniera modesta" specificando che quello in Premafin "è solo un piccolo investimento".
Oggi dalle comunicazioni Consob è emerso che Bollorè il 29 settembre è salito al 2,385% rispetto al 2,036% detenuto al 22 settembre.
Bollorè controlla la partecipazione in Premafin tramite Financiere de l'Odet SA, per il 2,106%, e tramite Financiere du Perguet SAS, per lo 0,279%.
In Italia "siamo sempre stati tranquilli e modesti, non abbiamo mai dato fastidio a nessuno, rispettiamo sempre gli equilibri" ha aggiunto.
Bollorè ha ricordato che il suo gruppo "crede molto nell'Italia, ha iniziato a investire 10 anni fa in Mediobanca, Generali e altre istituzioni finanziarie".
Secondo il finanziere "non sono ammontari considerevoli ma dimostrano e testimoniano il nostro interesse e soddisfazione per l'economia italiana".
2attilio
N° messaggi: 179 -
Iscritto da: 30/1/2011
venduto a 0,26,mi sta venendo voglia di piazzare un piccolo ordine a 0,2, che ne' pensi duca?
402 di 441-23/1/2013 09:55
duca minimo
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Iscritto da: 29/8/2006
Mai tornare sul luogo del delitto ...questi cinque giorni sono TROPPO STRANI ... mi sa che ha scaricato MEDIOBANCA ...
403 di 441-23/1/2013 10:33
2attilio
N° messaggi: 179 -
Iscritto da: 30/1/2011
mi sa che ha scaricato anche unicredit
404 di 441-23/1/2013 14:39
michelerosig
N° messaggi: 689 -
Iscritto da: 27/2/2008
Secondo voi riparte?
405 di 441-23/1/2013 17:30
duca minimo
N° messaggi: 38149 -
Iscritto da: 29/8/2006
Devi riformulare la domanda :
quanto vale Premafin ? Lo sa soltanto la famigghia ...
406 di 441-27/2/2013 12:22
pippogo
N° messaggi: 688 -
Iscritto da: 15/9/2008
penso che la discesa non sia terminata, aspetto che arrivi 0,16 e poi compro
407 di 441-27/2/2013 14:58
duca minimo
N° messaggi: 38149 -
Iscritto da: 29/8/2006
Analisi logica :
- penso
- discesa
- non ( negazione )
- sia ( verbo )
- terminata
- aspetto
- arrivi ( verbo )
- 0,16
RISULTATO : perchè ?
408 di 441-27/2/2013 17:23
pippogo
N° messaggi: 688 -
Iscritto da: 15/9/2008
perchè ciò ripensato è sono entrato a 0,185
409 di 441-27/2/2013 18:23
duca minimo
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Iscritto da: 29/8/2006
Bravo pippo ...senza esagerare ...metodo DUCA ...
410 di 441-04/6/2013 00:57
desdemoni
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Iscritto da: 02/8/2011
E allura che direction prendi?
411 di 441-04/6/2013 06:52
duca minimo
N° messaggi: 38149 -
Iscritto da: 29/8/2006
E allura che direction prendi?
Accidenti ...e ci ritroviamo qui ...
412 di 441-05/6/2013 07:30
duca minimo
N° messaggi: 38149 -
Iscritto da: 29/8/2006
venduto a 0,26,mi sta venendo voglia di piazzare un piccolo ordine a 0,2, che ne' pensi duca?
Mai tornare sul luogo del delitto ...questi cinque giorni sono TROPPO STRANI ... mi sa che ha scaricato MEDIOBANCA ...
duca ...possiamo rientrare ? VELOCI ...
413 di 441-14/6/2013 09:11
usalsetta
N° messaggi: 252 -
Iscritto da: 19/7/2010
oggi va in alto,questi prezzi non li vedremo più
414 di 441-14/6/2013 21:50
duca minimo
N° messaggi: 38149 -
Iscritto da: 29/8/2006
oggi va in alto,questi prezzi non li vedremo più
usalsetta , devi aspettare l'annuncio della vendita asset Milano ass ...credevo anch'io che...
vediamo , dai ...
415 di 441-19/6/2013 12:33
usalsetta
N° messaggi: 252 -
Iscritto da: 19/7/2010
Quanta pazienza che ci vuole.scambi al lumicino. Io tengo duro
416 di 441-19/6/2013 16:53
duca minimo
N° messaggi: 38149 -
Iscritto da: 29/8/2006
Quanta pazienza che ci vuole.scambi al lumicino. Io tengo duro
Anzi ...
417 di 441-21/6/2013 15:09
usalsetta
N° messaggi: 252 -
Iscritto da: 19/7/2010
allora
418 di 441-20/7/2013 19:02
duca minimo
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Iscritto da: 29/8/2006
Sarà un'estate molto immobile o crolleranno i "ponti" sullo stretto di Paternò ? Questa è una riproduzione riservata sole24ore , ma non è firmata ...e io lo prendo come un primo, sintetico riassunto ...
Tra le ultime imprese immobiliari targate Salvatore Ligresti c'è quella del Cerba di Milano, il centro europeo di ricerca biomedica avanzata ideato dall'oncologo Umberto Veronesi. Nei progetti di Ligresti il nuovo polo doveva diventare il cuore del parco Sud, dove da tempo il re del mattone aveva puntato la sua attenzione e i suoi investimenti. È su quelle aree, di proprietà delle ex holding della famiglia Ligresti (Imco e Sinergia), che dovrebbe sorgere il nuovo centro sanitario.
Oggi il progetto attende ancora di conoscere il suo destino. Intorno al Cerba ruota l'intero piano di concordato che entro fine 2013 dovrebbero presentare le banche creditrici esposte verso il sistema Ligresti: le proprietà immobiliari delle società Imco e Sinergia, tra cui le aree del Cerba, dovrebbero essere conferite in un fondo immobiliare gestito da Hines. Ma questa è solo l'ultima, in ordine di tempo, delle tante maxi-operazioni di trasformazione urbana che l'immobiliarista di origini catanesi ha condotto in Lombardia: durante la gestione di FonSai targata Salvatore Ligresti (presidente dal 2003) il mattone è stato per l'ingegnere l'investimento principale e la liquidità garantita dalla compagnia assicurativa gli ha permesso di essere il protagonista delle principali operazioni che hanno cambiato la skyline del capoluogo lombardo.
Quando Salvatore Ligresti arrivò a Milano era la fine degli anni ‘50, all'inizio del miracolo economico che ha cambiato il volto della città. Diventato in pochi anni il simbolo dei costruttori che hanno disegnato il boom edilizio milanese, la sua impronta immobiliare oggi purtroppo è ben rappresentata da numerose torri d'uffici rimaste vuote. Una per tutte, la Torre Galfa, diventata il simbolo dell'intensa attività edilizia di quegli anni e oggi dello sfitto a Milano.
Al nome di Ligresti vengono associate numerose operazioni che nel corso degli anni hanno cambiato il volto di Milano. A lui viene ricondotto anche l'ultimo tentativo sulla Torre Velasca, un simbolo della città: Ligresti ha cercato di venderla prima del crollo del suo impero. Per l'ingegnere la Torre è sempre stata il fiore all'occhiello del suo patrimonio immobiliare, detenuto tramite FonSai e quella decisione non fu presa a cuor leggero. L'impresa però non è riuscita e ora il grattacielo «con le bretelle» è passato alla compagnia della lega delle coop, l'Unipol, così come l'intero patrimonio immobiliare detenuto dalla compagnia assicurativa. Al suo interno ora è previsto un recupero edilizio (il progetto è stato affidato al team Progetto Cmr-Politecnico di Milano), che non dovrebbe però modificarne le destinazioni urbanistiche, essendo l'edificio vincolato.
A raccontare la fine dell'impero immobiliare Ligresti, negli ultimi anni, sono soprattutto le sue "uscite di scena"dai grandi progetti milanesi, prima che le indagini sulle sue società prendessero il sopravvento. Fra i cantieri centrali destinati al maggior impatto sulla città oggi c'è Citylife: si è consumato un passaggio storico nel luglio di due anni fa quando Salvatore Ligresti, che molto aveva puntato su quell'impresa, gettò la spugna, vendendo a Generali. L'altro progetto destinato a cambiare lo skyline cittadino è quello Porta Nuova-Garibaldi-Isola, ed anche in questo caso Ligresti ha seguito il progetto fin dall'inizio come parte attiva. Fortemente voluto, per ridisegnare il cuore di Milano, proprio nel momento in cui il progetto è decollato e i grattacieli come il Cesar Pelli hanno iniziato a salire, Ligresti è uscito dalla compagine degli investitori: a fine 2011 ha venduto le sue quote a Hines.
Sono numerose le operazioni immobiliari che hanno contribuito a drenare risorse dalla compagnia assicurativa FonSai e alcune finite nel mirino della magistratura. Sotto la lente negli ultimi anni però sono finite numerose altre acquisizioni e operazioni immobiliari: ad esempio quelle relative ai terreni limitrofi all'area dove si terrà Expo 2015 (il progetto Expo Fiera); agli immobili di via Lancetti a Milano acquistati dalla controllata Milano Assicurazioni; ai palazzi di via Fiorentini a Roma e via Confalonieri a Milano; al porto di Marina di Loano o al'Hotel Gilli; fino all'immobile San Pancrazio mai finito nel parmense che i Ligresti avrebbero voluto destinare ad albergo con spa lungo la via Emilia.
L'impero immobiliare dei Ligresti è per la gran parte confluito nelle società Imco e Sinergia, le immobiliari per cui è stato chiesto il piano di concordato. E il Cerba, evidentemente, è l'asset chiave attorno al quale ruota l'intero piano, poichè il più prezioso. Il piano di concordato prevederebbe il conferimento della quasi totalità degli asset immobiliari di Sinergia-Imco a un fondo immobiliare che, al fine dello sviluppo e della valorizzazione del portafoglio, dovrebbe essere dotato di nuova finanza per 80 milioni. Quanto alla gestione del fondo, questa farà capo ad Hines. Nel fondo dovrebbero confluire diverse proprietà: il Cerba, le aree di Vaiano Valle-Lago Verde sempre connesse al Cerba, il progetto Ieo, la Tenuta Cesarina di Roma, la Cascina Pedriano a San Giuliano, il centro sportivo di via Pinerolo a Milano, e infine la Cascina Macconago sempre a Milano.
L'intero patrimonio immobiliare dei Ligresti, dunque, è stato in parte ceduto a Unipol, che ha rilevato FonSai, e il resto è ancora nelle mani di Imco-Sinergia (i due bracci operativi nel real estate della ex holding Ligresti) che ancora attendono di conoscere il loro destino. Al momento, dunque, restano pochi gli immobili ancora di proprietà della famiglia Ligresti: oltre ad alcune abitazioni di proprietà in cui vivono la famiglia e i figli, si conta qualche cascina nell'hinterland milanese.
419 di 441-20/7/2013 19:09
duca minimo
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Iscritto da: 29/8/2006
ne sono già convinto : IL FATTO NON SUSSISTE E NON SI DARA' LUOGO A PROCEDERE ...
ah,ah,ah ...
Origini e carriera imprenditoriale
Nacque ( anzi, è nato ) a Paternò, in provincia di Catania, il 13 marzo 1932, da una famiglia di negozianti benestanti. Frequentò il biennio di Ingegneria a Palermo dopodiché completò gli studi presso l'Università degli Studi di Padova negli anni Sessanta. Giunse a Milano per prestare servizio militare e qui decise di stabilirsi avviando un'attività imprenditoriale nel settore immobiliare e delle costruzioni.
Si sposò nel 1966 con Antonietta Susini (detta Bambi), figlia del provveditore alle Opere pubbliche della Lombardia Alfio Susini. Ha tre figli: Giulia Maria, Gioacchino Paolo e Jonella.
Negli anni Settanta intrecciò importanti e durature relazioni con Antonino La Russa, anch'egli originario di Paternò, ed Enrico Cuccia patron di Mediobanca.
L'ascesa nel campo degli affari è rapida, specialmente a cavallo dei primi anni Ottanta, nel 1978 dichiarò trenta milioni di Lire di imponibile, e nell'arco di pochi anni divenne uno degli uomini più ricchi d'Italia. E' infatti in questi anni che la fortuna economica di Ligresti, soprannominato Don Salvatore, fa il salto di qualità, complice il boom edilizio della cosiddetta Milano da bere e degli importanti appalti edilizi che riuscì ad ottenere.
Ligresti reinvestì i proventi ricavati dalle attività di costruzioni in una serie di partecipazioni societarie di importanti aziende italiane, queste acquisizioni gli valgono il soprannome di Mister cinque per cento. Grazie al sistema di scatole cinesi, ai patti di sindacato e alle azioni di risparmio Ligresti fu in grado di controllare diverse s.p.a, come Pirelli, Gemina, la stessa Mediobanca e Hdp, malgrado detenesse soltanto una piccola parte delle azioni.
Scandali giudiziari
Scandalo della Giunta Tognoli
A metà degli anni Ottanta la giunta socialista del comune di Milano viene coinvolta in uno scandalo edilizio inerente la costruzione della metropolitana cittadina, tra le società di costruzioni coinvolte ci fu la Grassetto controllata dalla finanziaria di famiglia Premafin, da quelle indagini si scoprì che i due terzi degli appalti della città erano nelle mani di Ligresti.
Sequestro della moglie e sospettato di legami con la Mafia
Sospetti su suoi presunti legami con gli ambienti della criminalità organizzata ebbero origine quando la moglie Bambi Susini fu sequestrata nel 1981 dai mafiosi, che facevano parte delle famiglie perdenti della Mafia palermitana, Pietro Marchese, Antonio Spoica e Giovannello Greco fedelissimo di Stefano Bontate. Il sequestro si risolse con il pagamento del riscatto di seicento milioni di Lire e la liberazione della Susini.
Dopo il sequestro Marchese e Spoica vennero ritrovati morti ammazzati mentre di Greco non si ebbero più notizie. Nel 1984 la procura di Roma indaga Ligresti per presunti legami con la mafia, indagini che poi vengono condotte anche dalla procura milanese ma entrambi i fascicoli non trovano riscontri.
Tangentopoli
Nel 1992 e nel 1993 venne arrestato nell'ambito dello scandalo di Tangentopoli, sconta due anni e quattro mesi in carcere con l'affidamento ai servizi sociali. Una condanna definitiva del 1997 comporta la perdita dei requisiti di onorabilità richiesti dall'ordinamento italiano per ricoprire incarichi nelle società del suo gruppo finanziario. Per questa ragione le cariche operative di Premafin passano ai tre figli.
Indagine per corruzione a Firenze
Nel novembre 2008 risulta indagato insieme a Gianni Biagi e Graziano Cioni dalla Procura di Firenze per ipotesi di corruzione. La vicenda riguarda il progetto di Castello della città di Firenze.
Inchiesta della Procura di Milano
A partire dal 2012 la procura di Milano ha avviato indagini sul gruppo Ligresti con imputati l'ad di Mediobanca, Alberto Nagel per il reato di ostacolazione degli organi regolatori, nello specifico la Consob. Tramite l’intermediazione di Mediobanca, Fonsai è controllata da Unipol, l’assicurazione della Lega delle Coop. E’ noto che il dottor Alberto Nagel fece firmare un “papello” a Salvatore Ligresti affinché la cessione non turbasse gli equilibri della galassia finanziaria ed editoriale che circonda la banca d’affari milanese, da cui dipende tanta parte dell’informazione e della politica in Italia.
Inchiesta Fonsai
Nell'inchiesta relativa alla Fonsai, il 17 luglio 2013 viene arrestato dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Torino per il reato di false comunicazioni sociali. La magistratura ritiene che Ligresti abbia nascosto la carenza di 600 milioni di euro nella riserva sinistri, la cui mancata comunicazione avrebbe provocato un grave danno per le scelte degli investitori. Nell'ambito della medesima inchiesta vengono arrestate le figlie Giulia e Jonella mentre il figlio Paolo, diventato cittadino Svizzero nel 2013, anch'egli oggetto a un ordine di cattura si trova nella sua abitazione sul lago di Lugano.
Partecipazioni imprenditoriali
Premafin e Fondiaria Sai
La holding Premafin Finanziaria Spa Holding di Partecipazioni, controllata fino alla fine del 2012 da un patto di sindacato stipulato tra società riconducibili a Salvatore Ligresti e ai suoi tre figli, è quotata sulla Borsa Italiana, ed è passata recentemente sotto il controllo di Unipol. La partecipazione permetteva a Ligresti di detenere la partecipazione di controllo in Fondiaria Sai, società in cui ha ricoperto la carica di Presidente onorario.
RCS Mediagroup
Nel 2004 entra nel consiglio di amministratore della Rcs MediaGroup, società editrice di quotidiani quali il Corriere della Sera e la free press City. Sempre attraverso Premafin, la famiglia Ligresti possedeva il 5.291% di Rcs MediaGroup e partecipava al patto di sindacato che controllava la società editrice.
Unicredit
Salvatore Ligresti è stato membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Unicredit fino al 22 marzo 2011, data in cui ha rassegnato le dimissioni "in relazione all'evolversi delle relazioni di affari del gruppo facente capo alla famiglia Ligresti con UniCredit".
Attività immobiliari
Salvatore Ligresti è coinvolto nei più rilevanti interventi urbanistici di Milano (Expo, Fieramilanocity e Garibaldi-Repubblica, di Firenze (Castello e Manifattura Tabacchi), di Torino.
420 di 441-20/7/2013 19:10
duca minimo
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Iscritto da: 29/8/2006
(AGI) - Torino, 17 lug. - L'indagine su Fonsai che ha portato oggi a sette ordinanze di custodia cautelare scatto' nell'agosto 2012 per le ipotesi di falso in bilancio e ostacolo all'attivita' di vigilanza per gli anni 2008-2011. L'esame della documentazione acquisita ha permesso di ricostruire come, attraverso una sistematica sottovalutazione delle riserve tecniche del Gruppo assicurativo sia stato possibile falsificare il bilancio 2010. Tale sottovalutazione ha portato, negli anni, la distribuzione di utili per 253 milioni di euro alla holding della famiglia Ligresti, la Premafin Spa, laddove invece si sarebbero dovute registrare le perdite. Le Fiamme Gialle effettuarono perquisizioni nella sede Fondiaria-Sai e presso l'Isvap (oggi Ivass), l'authority deputata alla vigilanza sugli istituti assicurativi, acquisendo una mole ingentissima di documenti ufficiali e non, soprattutto in formato elettronico, attraverso il sequestro del server aziendale, dove erano custodite le e-mail inviate e ricevute dagli indagati. (AGI) .