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Lunedì, 22 Dicembre 2025 10:11:41
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MERCATO USA


Borsa Usa: positiva l'ultima seduta dell'ottava, giù Nike


La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo, spinta dal rallentamento dell'inflazione (che alimenta le aspettative per ulteriori riduzioni del costo del denaro da parte della Fed) e dalle forti previsioni di Micron Technology (che hanno riacceso l'interesse per il business dell'intelligenza artificiale). Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,38%, l'S&P 500 lo 0,88% ed il Nasdaq Composite l'1,31%.

Tra i titoli in evidenza Nike -10,54%. Il colosso dello sportswear ha battuto le attese del mercato nel secondo trimestre 2026 ma sul suo business pesano i dazi imposti dall'amministrazione di Donald Trump. Nei tre mesi allo scorso 30 novembre Nike ha registrato un eps rettificato di 53 centesimi di dollaro, a fronte di un progresso dei ricavi dell'1% annuo a 12,43 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era invece per 37 centesimi e 12,21 miliardi rispettivamente. Se le vendite nette sono cresciute in Nordamerica del 9% annuo a 5,63 miliardi, sono però crollate del 17% in Greater China (regione che comprende oltre alla Cina continentale anche Hong Kong, Macau e Taiwan) a 1,42 miliardi. La marginalità lorda ha invece registrato un calo di 300 punti base al 40,6% proprio a causa delle tariffe commerciali.

Winnebago Industries +8,23%. Il produttore di veicoli ricreazionali ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese degli analisti ed ha migliorato le previsioni per l'anno fiscale. Nel primo trimestre Winnebago ha registrato un giro d'affari di 702,7 milioni di dollari (contro i 630 milioni del consensus Lseg) con un utile netto di 0,38 dollari (consensus 0,13 dollari). Per l'esercizio fiscale 2026 la società prevede ora ricavi compresi tra 2,8 e 3,0 miliardi di dollari da 2,75-2,95 miliardi della precedente guidance.

Sul fronte macroeconomico la National Association of Realtors ha comunicato che a novembre le vendite di abitazioni esistenti si sono attestate a 4,13 milioni di unità (dato annualizzato) dopo i 4,11 milioni di ottobre (rivisto da 4,10 milioni). Il consensus era fissato a 4,20 milioni.

L'Università del Michigan ha comunicato che a dicembre l'indice di fiducia dei consumatori (dato finale) si è attestato a 52,9 punti dopo i 53,3 punti della rilevazione preliminare e i 51,0 punti di novembre. Il consensus era fissato 53,4 punti.

Nell'arco della settimana il Dow Jones ha perso lo 0,67% mentre l'S&P 500 ed il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,10% e lo 0,48%.



MERCATI ASIATICI


Asia-Pacific in positivo. Il Nikkei guadagna un deciso 1,81%


Dopo una chiusura d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,31% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata confermata. Due i principali fattori rialzisti. Da una parte gli interventi degli istituti centrali, con titoli finanziari e dei grandi esportatori che hanno beneficiato a Tokyo del rialzo dei tassi d'interesse di 25 punti base, il primo da gennaio, sullo 0,75% (in questo caso livello più elevato addittura dal 1995) da parte della Bank of Japan (BoJ). Dall'altra il recupero della tecnologia, che per il momento ha allontanato i dubbi sulla sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale, con Nvidia che ha chiuso in rally del 3,93% venerdì, conquistando la vetta del Dow Jones Industrial Average. E il clima positivo per la regione si concretizza nella crescita intorno allo 0,90% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.


Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in declino di quasi lo 0,10% a fronte di un rafforzamento di circa lo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna un deciso 1,81% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,64%). Prosegue la crescita dei rendimenti dei Japanese Government Bond (Jgb, i titoli di Stato nipponici), con i decennali saliti fino al 2,095% sui massimi dal febbraio 1999, dopo l'aumento del costo del denaro deciso dalla BoJ. E secondo Ataru Okumura, strategist di Smbc Nikko Securities citato dal Wall Street Journal, la debolezza dello yen potrebbe spingere l'istituto centrale a proseguire con la stretta monetaria più rapidamente di quanto stimato.


Come previsto per il settimo meeting consecutivo la People's Bank of China (PboC) ha lasciato invariato il loan prime rate annuale sul 3,00% raggiunto in maggio con un taglio di 10 punti base, prima riduzione da quella di 25 punti base dell'ottobre 2024. Tutte in recupero le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,69% e lo 0,95% contro un rialzo dell'1,13% per lo Shenzhen Composite. In positivo anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,20% (e l'andamento è simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è stata di un netto 2,12% l'espansione del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,91% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura.



MERCATI EUROPEI


Borse europee in ordine sparso


Avvio in ordine sparso per le principali Borse europee. L'indice Euro Stoxx 50 guadagna lo 0,05%, il Dax di Francoforte lo 0,2%. Sotto la parità il Cac40 di Parigi (-0,15%), il Ftse100 di Londra (-0,3%) e l'Ibex35 di Madrid (-0,4%).

Attesa scambi ridotti in vista della pausa natalizia.

Tra i titoli in evidenza Duerr +2%. Il costruttore di macchine e impianti ha migliorato la previsione di Free cash flow per l'esercizio fiscale 2025 a 100-200 milioni di euro da 0-50 milioni della precedente guidance.

Icade -0,4%. Il gruppo immobiliare ha siglato un accordo con Black Swan Real Estate Capital per la cessione di un palazzo nel viale degli Champs Elysées a Parigi per 402 milioni di euro.

Sul fronte macroeconomico in Gran Bretagna il Pil, secondo quanto comunicato dall'Office for National Statistics (Ons, l'ente statistico di Londra), nel terzo trimestre 2025 è salito dell'1,3% annuo, in rallentamento rispetto all'1,4% precedente (1,3% anche nei primi tre mesi dell'anno), in linea con la lettura preliminare diffusa il mese scorso. Su base sequenziale l'economia britannica segna invece una espansione dello 0,1% contro lo 0,3% del secondo trimestre (0,7% nel primo), anche in questo caso in linea con il dato flash.



APERTURA MERCATO ITALIANO


Piazza Affari debole. Utility, Telecom e Stellantis sotto pressione. FTSE MIB -0,2%


Il FTSE MIB segna -0,2%, il FTSE Italia All-Share -0,2%, il FTSE Italia Mid Cap -0,3%, il FTSE Italia STAR -0,1%.


Mercati azionari europei incerti: EURO STOXX 50 +0,1%; Londra (FTSE 100) -0,4%; Francoforte (DAX) +0,1%; Parigi (CAC 40) -0,3%; Madrid (IBEX 35) -0,2%.


Future su indici azionari americani in verde: S&P 500 +0,3%; NASDAQ 100 +0,4%; Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 +0,88%, NASDAQ Composite +1,31%, Dow Jones Industrial +0,38%.


Mercato azionario giapponese in accelerazione. L'indice Nikkei 225 ha chiuso a +1,81%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna +1,0%, l'Hang Seng di Hong Kong +0,4%.


Euro stabile contro dollaro sotto il massimo dal 24 settembre a 1,1804 toccato martedì pomeriggio. EUR/USD al momento segna 1,1735 circa.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 3,57% (chiusura precedente a 3,54%), lo spread sul Bund 68 bp (65) (dati MTS).


Telecom Italia -2,8% parte forte per poi invertire la rotta dopo la decisione della Corte di Cassazione di confermare "la restituzione del canone concessorio preteso per il 1998, chiudendo così un contenzioso durato oltre 20 anni". Telecom incasserà dallo Stato Italiano poco più di 1 miliardo di euro (il canone originario pari a poco più di 500 milioni di euro, più la rivalutazione e gli interessi maturati). Telecom ha anche deciso di proporre la conversione delle risparmio (+3,8%) in ordinarie 1 a 1 con conguaglio di 0,12 euro a favore degli azionisti di risparmio e la riduzione del capitale sociale a 6 miliardi di euro.


In rosso Stellantis -1,4%. L'a.d. Antonio Filosa ha ribadito in un'intervista al Financial Times l'insoddisfazione per la revisione delle norme green sull'auto annunciata martedì scorso dalla Commissione Europea. Secondo il manager il nuovo pacchetto di misure mette a rischio gli investimenti dei produttori nell'eurozona.


Saipem +3,0% brillante in avvio grazie all'aggiudicazione da QatarEnergy LNG di una commessa, in cooperazione con Offshore Oil Engineering, da circa 4 miliardi di dollari di cui 3,1 miliardi (pari a 2,65 miliardi di euro) in quota Saipem.


Positiva Moncler +0,9% a 57,02 euro: Morgan Stanley incrementa il prezzo obiettivo del titolo da 51 a 58 euro. Nexi +1,0% in verde: MF scrive che CDP potrebbe incrementare la sua partecipazione dal 19,1% (secondo maggior azionista dopo H&F con il 20,3%) fino al limite del 30%. Poco meno di un mese fa il Corriere della Sera aveva riferito della possibilità di acquisto della quota di Mercury (3,0%).


In rosso le utility Italgas -1,5%, Terna -1,2%, A2A -1,2%, Enel -1,0% a causa del rialzo dei rendimenti: quello del BTP decennale segna 3,57% dalla chiusura di venerdì a 3,54%. L'indice FTSE Italia Utenze segna -1,0%.


Juventus FC +2,9% estende il rally delle ultime sedute e sale sui massimi dal 19 settembre. Grazie alla vittoria di sabato con la Roma per 2 a 1 la squadra bianconera si è portata a un punto dal quarto posto (l'ultimo che consente l'accesso alla Champions League) della classifica della Serie A, occupato proprio dai giallorossi.


Safilo Group +0,3% positiva ma senza entusiasmo dopo il rinnovo fino al 2031 della licenza globale per il design, la produzione e la distribuzione delle collezioni di occhiali da vista e da sole a marchio Pierre Cardin.


Mare Group -0,8% debole dopo l'annuncio dell'acquisto del 55% di Workgroup, società attiva nello sviluppo di soluzioni digitali per la gestione integrata dei processi e delle funzioni aziendali.


L'agenda macroeconomica odierna prevede alle 10:00 indice prezzi alla produzione Italia. Negli USA alle 14:30 indice attività nazionale Chicago Fed.



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