MILANO (MF-NW)--Conti solidi e "in linea con il piano" spingono in rialzo il titolo Nexi nella prima parte della seduta (+6,14% a 6,36 euro). Il colosso dei pagamenti chiude i primi nove mesi del 2023 con 2,4488 miliardi di ricavi, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e 1,2677 miliardi di Ebitda (+10,2% a/a), con un margine del 52% sui ricavi. Sul fronte dei volumi, "continuiamo a vedere un forte aumento anche a settembre e ottobre in tutte le aree geografiche", aggiunge il ceo Paolo Bertoluzzo rivolgendosi alla comunità finanziaria. Durante la conference call il manager commenta anche le voci di mercato sul contratto con Unicredit e sulla possibilità di un'opa lanciata da alcuni fondi di private equity, ma ribadisce chiaramente: i rumors sono rumors e Nexi "prosegue la strada tracciata dal piano".

SOLIDI CONTI AL 30 SETTEMBRE

Ma torniamo ai conti. In linea con l'evoluzione attesa, nel terzo trimestre del 2023 i ricavi salgono del 5% a/a a 871,7 milioni e l'Ebitda guadagna l'8% a 495,8 milioni, con un margine sui ricavi del 57%. Nei primi nove mesi dell'anno i costi totali ammontano a 1,1811 miliardi, in aumento del 3,8% a/a, con leva operativa, controllo dei costi e sinergie che hanno parzialmente compensato le pressioni inflazionistiche. Quanto al terzo trimestre, i costi totali sono pari a 375,9 milioni, in rialzo dell'1,3% anno su anno. Al 30 settembre 2023, la posizione finanziaria netta gestionale è scesa a 5,348 miliardi e il rapporto posizione finanziaria netta/ebitda è diminuito a 3,1 volte, in linea con il piano. La leva finanziaria pro-forma che invece include le sinergie run-rate si attesta a circa 2,8 volte.

CONFERMATA LA GUIDANCE

In coda ai risultati finanziari Nexi conferma la guidance per il 2023: una crescita di oltre il 7% anno su anno dei ricavi, una crescita di oltre il 10% anno su anno dell'Ebitda, almeno 600 milioni di excess cash generation e un utile per azione in aumento di oltre il 10% a/a. La leva finanziaria netta è attesa a circa 2,9 volte l'Ebitda (circa 2,6 volte l'Ebitda incluse le run-rate synergies). Quanto alle prospettive per il prossimo anno il management preferisce non dare numeri precisi. "Preparando il piano per il 2024 dobbiamo tenere in considerazione la situazione macroeconomia in ogni area geografica", spiega il ceo. "In ogni scenario, ci aspettiamo di continuare a espandere l'Ebitda margin e generare un eccesso di capitale. Quanto ai costi, stiamo trovando alcune opportunitá su diversi fronti, come ad esempio nell'intelligenza artificiale generativa. Dei dettagli ne parleremo meglio a marzo nella presentazione dei risultati di fine anno". Allora, aggiunge il cfo, Bernardo Mingrone, "potremo fornire un quadro piú chiaro" anche sull'allocazione del capitale in eccesso e su eventuali azioni per remunerare gli azionisti.

NEXI VENDE eID

La trimestrale è anche l'occasione per presentare l'ultimo deal siglato dal gruppo. Nell'ambito della razionalizzazione e della semplificazione del portafoglio annunciata al Capital Markets Day, Nexi ha venduto il business eID nei Paesi nordici a IN Groupe. L'operazione ha un corrispettivo massimo di 127,5 milioni di euro, di cui una componente upfront pari a 90 milioni e fino a un massimo di 37,5 milioni sotto forma di earn-out subordinati al raggiungimento di certi obiettivi finanziari. Il business eID di Nexi, giá riclassificato come 'asset held for sale' a partire dal 2023, fornisce soluzioni di identitá digitale nei Paesi nordici a banche, aziende e al settore pubblico e si prevede che genererá circa 11 milioni di Ebitda run-rate nel 2023. Il closing dell'operazione è previsto entro l'estate del 2024, subordinato a diverse condizioni sospensive, tra cui l'approvazione regolamentare in Danimarca.

MINGRONE (CFO), POTREMMO CEDERE ALTRI BUSINESS

All'accordo firmato oggi potrebbero seguirne degli altri. "Nel portafoglio di Nexi ci sono dei business che in futuro potremmo decidere di vendere se si dovesse presentare un'opportunitá interessante", afferma Mingrone. Su quali business potrebbero essere ceduti il manager è rimasto vago. "L'interbank network? Non è sicuro".

NEXI AL FIANCO UNICREDIT IN ESPANSIONE IN PAGAMENTI

Interpellato sui rumors che vedono Nexi e Unicredit al lavoro su un nuovo accordo industriale il ceo chiarisce alcuni passaggi. "Con la banca abbiamo un accordo che è suggellato da un contratto di lungo periodo al 2036. Detto questo, Unicredit ha dichiarato di voler aumentare la propria ambizione nei pagamenti e noi ne siamo felici. Discuteremo con loro come questo potrebbe essere possibile. E' quello che stiamo facendo in questo momento. La banca - incalza il ceo - ha dichiarato di voler investire di piú e non meno nei pagamenti e di voler avere un ruolo maggiore nel settore. Poi in generale, quando si arriva a firmare un contratto che si sovrappone a uno giá esistente di solito la situazione rappresenta una vittoria per entrambe le parti...".

...MA NESSUNO RECEDE DA CONTRATTO

Interviene poi il cfo per togliere ogni dubbio. "Per essere chiari, quello con Unicredit è un contratto molto solido. Le parti non possono recedere prima del 2036, è un'opzione che non esiste".

BERTOLUZZO, IMPRESSIONATO DA INTERESSE PRIVATE EQUITY

Infine, sull'interesse da parte dei fondi per la società Bertoluzzo si dice "abbastanza impressionato". "E' il segnale che investitori qualificati pensano che il prezzo del titolo sia abbastanza basso rispetto alla qualitá degli asset e al loro potenziale". Ma per il momento la societá, precisa il manager, "continua ad avanzare con l'esecuzione del proprio piano".

bem

emma.bonotti@mfnewswires.it

 

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November 09, 2023 05:06 ET (10:06 GMT)

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