MILANO (MF-NW)-"Dopo Egea, Iren vuole consolidare il proprio posizionamento industriale sui territori di riferimento e diventare leader europeo per l'economia circolare lavorando con i territori e per i territori". Luca Dal Fabbro, presidente della multiutility del nord ovest, ha da due giorni portato a casa un risultato che qualcuno pensava impossibile ma che si riteneva strategico per Iren e per il Piemonte - l'acquisizione della società cuneese Egea, strappandola prima ai lombardi di A2A e poi al fondo statunitense Davidson Kempner - e traccia, in un'intervista a La Stampa, le traiettorie future guardando a forti sinergie tra territori.

Quella riguardante Egea "è stata una partita lunga, abbiamo dovuto avere molta pazienza e competenza tecnica. Ma siamo riusciti a spiegare bene la nostra offerta, che è una proposta industriale, di sviluppo delle sinergie operative e di ulteriori investimenti che ha come premesse la salvaguardia dell'occupazione e il dialogo. Egea fa parte di un piano più ampio di rafforzamento della nostra presenza nei territori di riferimento. Segna quindi il cambio di passo sul potenziamento ulteriore, a livello industriale, nelle aree per noi più importanti, creando un polo del Nord Ovest", ha detto.

"E' solo l'inizio, avere Egea ci aiuta per rafforzare il nostro posizionamento in Piemonte e in territori sinergici come Liguria ed Emilia Romagna, anche con altre acquisizioni. Mentre prima guardavamo genericamente all'Italia, ora continueremo ad avere uno sguardo ampio ma concentrandoci di più nelle aree dove abbiamo le radici. Perdere Egea sarebbe stato un vulnus importante", ha proseguito Dal Fabbro. Sui progetti di Iren a cavallo con la Liguria, "ci stiamo lavorando, di più non posso dire. Maggiori sinergie, però, è il concetto chiave", ha detto.

Per quel che riguarda l'andamento dei prezzi dell'energia per i prossimi mesi, "le guerre in corso sono molto vicine a noi. Ma il sistema energetico italiano è resiliente. Questo grazie al lavoro fatto dalle istituzioni e da multiutility come Iren negli ultimi due anni.

Abbiamo i giacimenti di gas pieni, e questo è un vantaggio. Per renderlo ancora più resiliente dobbiamo pensare ad aumentare la capacità di importazione del gas liquefatto e sviluppare nuova produzione rinnovabile. A questo proposito stiamo lavorando al progetto di costruirne un rigassificatore a Gioia Tauro. Un altro aspetto importante cui stiamo lavorando è la creazione di impianti per il riciclo e recupero di materie prime critiche perché potrebbero rappresentare un problema di approvvigionamento per la nostra industria nel caso di ulteriori tensioni", ha spiegato.

Sulle attività volte al recupero delle materie prime rare Dal Fabbro ha detto che "abbiamo appena avuto l'autorizzazione per la costruzione del primo impianto per il recupero idrometallurgico delle schede Raee ad Arezzo e stiamo avviando, sempre in Toscana, la costruzione un impianto per il recupero totale dei pannelli fotovoltaici".

A chi dice che ci sarà un aumento dei costi energetici del 10% il presidente ha risposto dicendo che "forse" accadrà "nel breve ma al momento non vediamo ragioni geopolitiche e macroeconomiche che lo giustifichino. E' ovvio che però non possiamo garantire che non accadrà. La situazione è stabilizzata ma non risolta. Quindi occorre proseguire nella diversificazione. Per me è un esempio il più grande progetto che abbiamo lanciato a Torino di efficientamento energetico degli edifici pubblici, con la partnership tra Iren, il Comune e Cdp. Si tratta di un investimento da 110 milioni per 800 edifici. Il modello Torino è un caso di successo che va esportato in altre città".

Per quel che riguarda le rinnovabili "stiamo lavorando sullo sviluppo di maggiori capacità per il fotovoltaico e l'eolico. Vogliamo crescere anche con finanza esterna, analizziamo la possibilità di fare partnership con fondi di investimento per finanziare ulteriore produzione di energia da fonti rinnovabili", ha spiegato.

Infine, sul futuro delle piccole utility "si va verso il consolidamento: questo vale per l'energia e varrà molto per l'acqua. Oggi c'è bisogno di gruppi che abbiano capacità tecniche e che possano fare investimenti, con una forte solidità economica", ha concluso Dal Fabbro.

cos

 

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November 03, 2023 03:40 ET (07:40 GMT)

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