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Dagli Usa tempi più stretti per regolare le transazioni finanziarie, ecco rischi e soluzioni

BNY Mellon, in un commento di Ed McGann, spiega la complessità della transizione al T+1 soprattutto sul mercato valutario in Europa e Asia e indica le possibili soluzioni, che aprono anche nuove opportunità

Autore: Antonio Cardarelli, Financialounge.com
29/05/2024

Dagli Usa tempi più stretti per regolare le transazioni finanziarie, ecco rischi e soluzioni
Dal 28 maggio l'orologio del Nord America per il regolamento delle transazioni tra broker e dealer segna T+1, vale a dire che accorcia ad un solo giorno lavorativo (dai due precedenti) i tempi standard concessi dalla SEC americana per la liquidazione delle transazioni stesse. Ciò comporta una serie di problemi di tempistica che rischiano di provocare turbolenze nei commerci internazionali legate al fuso orario, ai giorni di vacanza e alla conversione delle valute interessate. BNY Mellon, in un report firmato da Ed McGann, Global Head of FX Platform Sales, spiega implicazioni e problematiche legate a questo passaggio chiave, che rappresenta uno dei cambiamenti più significativi dei regolamenti delle transazioni finanziarie degli ultimi decenni.

QUESTA VOLTA IL PASSAGGIO HA UNA PORTATA DIVERSA

L’esperto di BNY Mellon spiega che l'aggiornamento dei tempi e dei requisiti di settlement dei titoli è stato una priorità per tutto il settore, come era successo quando si era passati da T+3 a T+2 nel 2017, ma questa volta ha una portata completamente diversa, anche perché una componente chiave del puzzle è stata trascurata: il regolamento in valuta estera. Comprimere i tempi a questo livello, anche se molto vantaggioso per l'efficienza di regolamento, avrà la conseguenza indiretta di porre grandi sfide per la sincronizzazione del Forex globale. Per i gestori in Europa e Asia si prospetta una significativa disruption e chi non si è preparato deve farlo in fretta per evitare problemi negli scambi commerciali.

PIÙ SI VA A EST E PIÙ LA FINESTRA SI RESTRINGE, FINO A ZERO

Tenendo conto delle differenze di fuso orario, il tempo operativo post-negoziazione non verrà soltanto dimezzato, ma si ridurrà significativamente di più. L'Associazione per i mercati finanziari in Europa stima che la finestra di regolamento si ridurrà dell'83%. Più si va a Est, più si restringe, e in alcuni casi il T+1 rimuove l'intero unico giorno lavorativo tra negoziazione e regolamento, il che per i gestori in queste aree significa operare su base T+0. Ulteriori complessità sorgono per i giorni festivi non USA: un gestore europeo non sarà in grado di prenotare l'operazione valutaria se T+1 è una festività nel suo Paese d'origine.

GLI INVESTITORI COSTRETTI AD ADATTARSI

Ad aggravare ulteriormente l'interruzione c'è il Continuous Linked Settlement, che garantisce a entrambe le parti di un'operazione di essere pagate, che non sta apportando modifiche per adattarsi, con tutta una serie di problemi per gli investitori sempre in Asia e in Europa, che devono riadattare i processi su tempi più stretti. Ciò richiede una rivalutazione completa dei flussi di lavoro dall'inizio alla fine per capire in che modo i processi di finanziamento in valuta estera saranno influenzati e identificare dove potrebbero sorgere sfide e opportunità. La Depository and Clearing Trust Corporation (DTCC), ad esempio, fornisce una struttura dedicata agli stakeholder del mercato per verificare se i loro sistemi saranno all'altezza del test.

I PERCORSI PER SUPERARE I NUOVI OSTACOLI

L’esperto di BNY Mellon indica percorsi per cercare di superare questi ostacoli, come pre-finanziare le transazioni valutarie interessate, ma avverte che sono tutt'altro che ideali e introducono livelli di rischio operativo. Stabilire un'operazione negli USA potrebbe essere una direzione da considerare, ma anche qui si tratta di un processo estremamente complesso e costoso. In ogni caso, il mancato rispetto del T+1 comporterà fallimenti di regolamento e costi operativi, o commissioni di scoperto considerevoli. Ma non è troppo tardi per utilizzare un servizio automatizzato ben collaudato, esternalizzando l'operazione a una banca depositaria, di norma preparata attivamente ai cambiamenti.

IL RUOLO IMPORTANTE DELLE BANCHE DEPOSITARIE

Per supportare i clienti, le banche depositarie stanno valutando la possibilità di estendere gli orari e definire partnership con fintech per fornire soluzioni integrate per il flusso di lavoro Forex. Inoltre alcune, come BNY Mellon, stanno estendendo gli attributi della loro soluzione di istruzione permanente ai clienti supportando l'esecuzione efficace e programmata delle valute e il regolamento di attività detenute in custodia altrove. Quest’offerta di direct dealing è abilitata con l'uso di messaggi Swift copiati, sistematicamente attraverso la pipe Universal FX.

FINESTRA PIÙ STRETTA, MA SI APRONO OPPORTUNITÀ

In conclusione, l’esperto di BNY Mellon sottolinea che la transizione al T+1 richiede molta più attenzione delle precedenti e risorse per essere pienamente preparati. L'adozione di un approccio di partnership per affrontare il T+1 è una strategia semplice ed efficace, che consente ai gestori di scaricare le pressioni e adattarsi ai tempi più stretti. Inoltre i gestori possono concentrarsi sull'aggiunta di valore per i clienti e sfruttare le potenziali opportunità dei cambiamenti, il che potrebbe portare a un miglioramento dei prezzi alla chiusura del mercato USA. Se la la finestra di regolamento si è ridotta, la finestra di opportunità è molto aperta.

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