ROMA (MF-NW)--È un continuo su è giù. Un giorno il titolo sale del 15%, il giorno dopo scende del 10%. E così via, quasi ogni seduta di borsa con oscillazioni molto violente. Non sono pochi i titoli quotati a Piazza Affari preda di una volatilità esasperata e soprattutto in mancanza di notizie che possono determinare quei balzi in avanti e i crolli successivi.

Milano Finanza ha messo in luce (tabella) i cosiddetti «ottovolanti» di Piazza Affari. Sono 60 i titoli che hanno una volatilità su base annua superiore al 40%, un indicatore ben lontano dalla normale fisiologia delle oscillazioni di mercato. Come si può constatare, il fenomeno della iper-volatilità si concentra sulle società quotate all'Egm (l'ex Aim Italia), il listino delle pmi, deregolato quanto a requisiti e norme rispetto al listino principale.Tanto per fare un esempio che tutti possono verificare nella sola giornata di giovedi scorso, mentre scriviamo: un titolo come Illa ha perso per strada il 14%; Fenix Entertainment il 10%. Motivi razionali o eventi che hanno determinato la caduta non ce ne sono. Così come non ce n'erano neanche due giorni prima, quando il titolo Illa è volato verso l'alto del 30%.Stesso copione per Fenix Entertainment o per Visibilia, la società sotto inchiesta da un anno da parte della Procura di Milano e guidata fino al 2021 dal ministro del Turismo Daniela Santanchè.

L'elenco potrebbe continuare all'infinito. Se non l'avete mai fatto, basta consultare per qualche giorno le performance con i rialzi maggiori e ribassi peggiori dell'Egm per rendersi conto delle brusche oscillazioni di molti titoli che si ripetono giorno dopo giorno. Un fenomeno che non a caso riguarda azioni cosiddette «sottili», cioè a bassa bassissima capitalizzazione e con flottanti risicati. Bastano pochi acquisti e poche vendite per far impazzire le quotazioni. Con un evidente pericolo per molti ignari investitori retail, che, ammaliati dai +20 e +30% di qualche seduta, si mettono in coda per comprare. Subendo così subito dopo i contraccolpi delle cadute.

Gli investitori istituzionali, quelli che ci capiscono, stanno lontani da questi titoli; poca liquidità, poco flottante, andamenti bizzarri che non permettono di capire il reale valore della società. Sono territorio di caccia di aggressivi day trader che speculano sui differenziali di prezzo in un'unica giornata.Non certo investitori di medio lungo periodo. Del resto quei violenti saliscendi giornalieri non hanno alcun valore segnaletico. Anzi, se si guarda a medio-lugo termine si scopre che la gran parte delle società ballerine sono in genere in forte difficoltà economico-finanziaria. Tanto che le loro performance a uno, tre o cinque anni dicono che sono spesso titoli zombie che hanno perso quasi tutto il loro valore.

Qualche esempio può essere d'aiuto. Visibilia ad esempio ha presentato fin dal 2016 bilanci in perdita, è sotto inchiesta giudiziaria per falso in bilancio e bancarotta, sta saltando debiti non pagati tuttora e in borsa l'azione negli ultimi 5 anni si è azzerata.Illa ha chiuso il primo semestre con ricavi dimezzati a soli 5 milioni ed è in perdita per 2,6 milioni. Fenix a marzo aveva debiti finanziari netti per 17 milioni e il revisore ha bocciato i bilanci.Go Internet a giugno aveva un debito finanziario netto di 7,5 milioni a fronte di un fatturato di soli 5,1 milioni e di un ebit negativo per 1,5 milioni; niente flussi di cassa e un debito che è costato di soli interessi quasi tutto il margine operativo lordo. Come si vede, tutti titoli in forte stress finanziario, complicato dal fatto che tutti e tre per arginare la crisi di liquidità si sono rivolti al misterioso fondo emiratino Negma. Il fondo concede prestiti obbligazionari convertibili in azioni della società per poi convertire il prestito in azioni e venderle sul mercato speculando sulla differenza di prezzo delle azioni ricevute con uno sconto. Il fondo guadagna, la società ottiene liquidità, ma il risultato finale è che le vendite del fondo fanno crollare il prezzo del titolo in borsa.

Ma tra i 10 titoli più volatili su base annua ci sono anche azioni del listino Mta. Come Bioera, guidata per anni dalla coppia Mazzaro-Santanchè e anch'essa in profonda crisi, e poi ePrice. La società è la ex Banzai di Paolo Ainio ed è da anni in profonda agonia di risultati. Eppure fa spesso strappi verso l'alto del tutto ingiustificati, salvo poi crollare subito dopo.

Del resto parlano le performance di medio lungo termine. ePrice ha fatto un -25% nella seduta di giovedi 26 ottobre, vale in borsa un numero indecifrabile (0,0009 euro), ha perso su base annua l'88% del suo valore e a 5 anni ben il 99%. Azzerata. E che dire di Eems, anch'essa su listino principale e sotto scacco di Negma. Anche Trevi, che sta sul listino principale, è estremamente volatile e le sue ampie oscillazioni non devono trarre inganno i piccoli investitori: è una società che sta avviando con molta fatica una profonda ristrutturazione ed è normale che i progressi o anche le battute d'arresto nel percorso di ripresa incidano molto sulla volatilità del titolo. Così come è quasi ovvio trovare anche Mps tra i titoli con frequenti e profondi bassi e alti. Provocati non certo dai risultati di bilancio, che anzi hanno svoltato dopo un decennio di crisi, ma dalle incertezze sul destino del 64% in mano al Tesoro, che deve andare a dismettere e che non ha ancora trovato un candidato alle nozze con Mps.

Anche Saipem, che sale e scende con frequenza sul listino, sta ritrovando nuova vita dopo gli anni di perdite e maxi-svalutazioni.

Resta, guardando nell'insieme a quel plotone di titoli ballerini, il tema dell'affidabilità dei saliscendi. L'importante per i piccoli investitori è capire che quelle escursioni il più delle volte non hanno base razionale né tantomeno riflettono lo stato di salute delle società. Di fronte agli sbalzi giornalieri va tracciato un grafico del titolo almeno a un anno se non di più. Il più delle volte il grafico sarà orientato a un lento, inarrestabile, continuo ribasso. Questo è il solo segnale affidabile. I titoli da ottovolante sono territorio di speculazione del day trader, mestiere per pochi e ad alto rischio.

alu

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3009:29 ott 2023

 

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