Tutto pronto per il Cda di B.Mps di domani dove il ceo Guido Bastianini presenterà una proposta di Piano strategico.

Il documento, che costituisce il presupposto necessario per l'avvio dell'interlocuzione con Dg Comp, conterrà diversi scenari di fabbisogno patrimoniale. Entro la fine del mese di gennaio 2021 la banca sottoporrà alla Bce il capital plan comprensivo delle misure propedeutiche al necessario rafforzamento patrimoniale.

Per Rocca Salimbeni sembrano ancora aperte due strade. Da un lato quella in ottica stand alone (di cui MF-Dowjones ha dato conto lunedì 1 dicembre) e dall'altro quella in uno scenario di M&A. Sul tavolo rimane l'ipotesi di fusione con Unicredit che è attualmente alla ricerca di un nuovo ceo. Il Cda della banca di Piazza Gae Aulenti ha fatto sapere nei giorni scorsi tramite un portavoce che "non accetterà mai alcuna operazione che possa danneggiare gli interessi del gruppo e in particolare la sua posizione patrimoniale". Molto quindi dipenderà dalle condizioni, compreso lo scorporo dei circa 10 mld di rischi legali e il peso delle Dta, le cosiddette imposte differite.

Fatto sta che negli ultimi giorni si sono fatti più fitti i rumors relativi alle nozze con Unicredit. La banca rimane ancora alla ricerca di un Ceo ed è difficile pensare che - in assenza di un nuovo top manager - sia l'a.d. uscente, Jean Pierre Mustier, a intavolare il negoziato. I tempi sono stretti, si punterebbe a un'operazione contestuale di aumento di capitale e fusione per non incappare nell'"aiuto di Stato" e senza un ceo in accordo con la strategia è difficile pensare a concreti passi avanti.

I sindacati sono sulle barricate. "Quello che ci attendiamo è un piano stand alone che confermi il radicamento di B.Mps sui territori. Siamo assolutamente contrari a una privatizzazione della banca in tempi stretti perchè avrebbe riflessi negativi tanto sull'occupazione che sulle finanze pubbliche e non darebbe alcun valore aggiunto al Paese. Il Tesoro è chiamato a una ricapitalizzazione per 2,5 miliardi e non può cedere il timone", ha dichiarato Riccardo Colombani, segretario generale di First-Cisl. "Quando si creeranno le condizioni legate alla soluzione del contenzioso da 10 miliardi, Generali, già oggi secondo azionista, potrà aumentare la sua partecipazione al fine di assumere la governance, mantenendo l'integrità della banca e preservando la rete distributiva oltre che l'occupazione. Quanto alle voci di esuberi che circolano da settimane bisogna essere chiari: ci opporremo a qualsiasi ipotesi di uscite forzose".

Le organizzazioni sindacali hanno la sponda del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che nei giorni scorsi ha lanciato l'appello per lavorare insieme e fermare la fusione.

cce

MF-DJ NEWS

1618:57 dic 2020

 

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December 16, 2020 13:01 ET (18:01 GMT)

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