Il debito privato promette di essere uno dei fronti caldi del 2022. Con la scadenza delle misure di sostegno messe in campo dal governo, molte aziende dovranno gestire le passività accumulate in questi ultimi anni, normalizzando la leva finanziaria. Per Enrico Chiapparoli, country manager di Barclays per l'Italia, il tema - scrive Milano Finanza - andrà gestito con attenzione anche se almeno un paio di elementi giocano a favore delle imprese: l'interesse degli investitori stranieri per il mercato italiano e la solidità del sistema bancario che negli ultimi anni ha fatto progressi importanti.

Domanda. Chiapparoli, che segnali sta raccogliendo dall'economia italiana in queste ultime settimane dell'anno?

Risposta. Il livello di ripresa dell'attività economica è ben rappresentato dal tasso di crescita del pil che dovrebbe restare molto buono 'anno prossimo. Bankitalia a dicembre ha tagliato le stime passando dal 4,4 al 4%, mentre l'Ocse si mantiene ancora al 4,6%. Rispetto agli zero-virgola che abbiamo registratodal 1990 al 2020 restano percentuali di rispetto, attribuibili al rimbalzo congiunturale e all'effetto del Pnrr. Ci sono ancora elementi di incertezza, come la recrudescenza invernale della pandemia, la salita dell'inflazione e la carenza di semiconduttori, ma nel complesso il quadro mi sembra positivo.

D. Il contesto favorevole si è tradotto in un maggiore volume di transazioni per Barclays in Italia?

R. Nel 2021 le nostre attività di investment banking in Italia hanno registrato il fatturato più alto di sempre. Il balzo maggiore si è avuto nel m&a grazie a un'euforia del mercato che ha fatto del 2021 uno degli anni migliori in assoluto. Bene sono andate anche le attività del debito investment grade con livelli molto alti di rifinanziamento e del debito high yield. Meno vivace si è rivelato invece l'equity, che pure ha dato risultati rispettabili.

D. Sul m&a che ruolo hanno avuto gli investitori internazionali?

R. A livello di settori abbiamo registrato un ottimo livello di attrattività del Paese sia sulle infrastrutture sia sulle società industriali, con molti investitori stranieri disposti a investire. Gli esempi non mancano; abbiamo per esempio lavorato con Macquarie per l'acquisto della quota Enel in OpenFiber. Ardian ha stretto un'alleanza con A2A nell'ambito della transizione energetica, a testimonianza della grande attenzione che le strategie green stanno assumendo per i gruppi internazionali. Pensiamo anche all'acquisto di Reno de Medici da parte di Apollo, altro deal nel quale Barclays ha giocato un ruolo di primo piano e che ha visto nell'economia circolare uno dei punti di forza. Ma se molti soggetti hanno deciso di investire in Italia, non sono mancati casi di imprese italiane che hanno approfittato della congiuntura favorevole per espandersi sui mercati esteri. Basti citare l'acquisto del brand canadese Catelli Dry Pasta da parte di Barilla o quello di Cnh sull'americana Raven Industries, leader nelle tecnologie per l'agricoltura di precisione.

red/cce

MF-DJ NEWS

2708:44 dic 2021

 

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