ROMA (MF-NW)--La decisione di vendere la rete Tim a Kkr, senza passare dal voto in assemblea, rientra nelle prerogative del cda, lo stabilisce la legge italiana. Anche per questo la telco non teme nè ritardi nè il blocco dell'operazione ed è certa che anche un Tribunale confermerà questa impostazione. E' quanto sottolineato dall'ad di Tim, Pietro Labriola, durante la conference call con gli analisti sui risultati del 3* trimestre che "confermano appieno il trend positivo del primo semestre e di questo siamo molto orgogliosi". Tim ha inoltre confermato la guidance per l'intero anno: Sulla base dei fattori "positivi che finora si sono manifestati come previsto, e che accelereranno nel quarto trimestre a livello nazionale, le previsioni per l'intero anno sono confermate", ha continuato il manager sottolineando che "sarà il secondo anno consecutivo in cui manteniamo ciò che abbiamo promesso. Cosa mai accaduta in diversi anni".

NESSUN OSTACOLO A VENDITA NETCO

Sulla vendita di NetCo, ha spiegato il ceo, non c'è alcun ostacolo. La firma relativa alla vendita di NetCo "è avvenuta lunedì scorso e il closing avverrà nell'estate 2024. Non ci sono scostamenti rispetto al calendario indicativo che avevamo indicato in precedenza perchè non prevediamo alcun ostacolo alle approvazioni", ha precisato il manager aggiungendo che "ci sono solo due condizioni - l'Antitrust e il golden power - per le quali riteniamo che il rischio di esecuzione sia gestibile".

VENDITA NETCO PREROGATIVA DEL CDA

La decisione assunta dal cda lo scorso 5 novembre, sulla vendita di NetCo, "si è basata su diversi pareri legali indipendenti che indicano che la materia rientra chiaramente nella competenza esclusiva del consiglio stesso. Non è possibile ai sensi della legge italiana trasferire tale competenza agli azionisti", ha ulteriormente chiarito Labriola spiegando che sull'operazione "non prevediamo rischi che la

transazione venga bloccata o ritardata. Il closing avverrà nell'estate

2024". L'operazione NetCo "non è altro che l'esecuzione rigorosa

del piano di delayering approvato nel 2022. Il closing è previsto tra

fine maggio e fine luglio", ha aggiunto l'ad sottolineando che "spiegheremo agli azionisti, che ritengono che il cda non fosse autorizzato a eseguire la transazione, perchè si sbagliano e, nel caso, siamo pronti a farlo in tribunale, dove siamo certi che le conclusioni del nostro cda saranno confermate".

SOLO ATTO INGIUNTIVO TRIBUNALE PUÒ BLOCCARE VENDITA NETCO

In termini di realizzazione della vendita di NetCo, "non prevediamo ritardi o problemi, a meno che non riceviamo un'ingiunzione dal tribunale di Milano che dica, a livello cautelare, e quindi non come decisione sul merito, che dobbiamo fermarci perchè c'è stato un processo autorizzativo scorretto. Al momento non abbiamo ricevuto nessuna notifica: sono passati quattro giorni dall'operazione e tre dal signing e non abbiamo ricevuto nessuna notifica su questo tipo di misura provvisoria", ha dichiarato Agostino Nuzzolo, general counsel di Tim, spiegando che "le nostre conclusioni sono basate su una profonda analisi tecnica e legale della rete e siamo sicuri che continueremo a gestire infrastrutture di rete-sia fisse che mobili. Come sottolineava Labriola, non venderemo l'intera rete fissa di cui manterremo la parte strategica. Peraltro, nel nostro statuto non c'è nulla che indichi la necessità di possedere la rete. Francamente, siamo fiduciosi che la nostra visione sull'operazione sarà confermata anche in Tribunale", ha proseguito Nuzzolo. "Anche se il cda dovesse essere revocato, questo non avrà alcun impatto sull'esecuzione dell'operazione, che è stata firmata ed è vincolante. La sola situazione in cui possiamo immaginare un impatto è il caso in cui il Tribunale decidesse che il processo autorizzativo non è stato corretto e per farlo deve emettere un'ingiunzione nei nostri confronti. È l'unica

situazione in cui l'operazione potrebbe essere bloccata", ha continuato il manager.

OFFERTA KKR PER NETCO MIGLIORATA DI 3 MLD

"Vorrei sottolineare il significativo miglioramento dell'offerta di Kkr durante il processo competitivo: il NetCo Base enterprise value è aumentato di 3 miliardi e questo miglioramento è avvenuto nonostante il peggioramento delle condizioni macroeconomiche", ha aggiunto Labriola mettendo in evidenza che la vendita della rete risolverà il problema del debito "che l'azienda si trascina da oltre 20 anni" e "permetterà anche di trasformarla in un gruppo sostenibile con un profilo normativo più leggero nella Domestic Unit e con la possibilità di allocare risorse sui business in crescita in Italia e in Brasile".

INFRATEL ANTICIPA 30% FONDI PNRR, INCASSEREMO 700 MLN

Buone notizie anche sul fronte del Pnrr. "Abbiamo una grande notizia positiva: Infratel anticiperà nel 2023 il 30% del totale dei fondi che ci spettano nei prossimi anni, cioè circa 700 milioni invece dei 500 milioni inizialmente indicati, e verrà incassato entro fine anno", ha detto l'ad.

SERVCO RIMARRA' PLAYER PIU' INFRASTRUTTURATO

Una volta venduta NetCo, ServCo "sarà ancora il player più infrastrutturato del mercato italiano, possederá e gestirà la rete mobile abbinata al miglior portafoglio di spettro, alla piú grande infrastruttura di data center, al backbone IP, agli IRU per il P2P, il

trasporto e il backhauling".

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0915:00 nov 2023

 

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November 09, 2023 09:00 ET (14:00 GMT)

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