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San Raffaele E Cal (MLM)

- 21/7/2011 14:00
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
Grafico Intraday: MolmedGrafico Storico: Molmed
Grafico IntradayGrafico Storico

MolMed: precisazioni sui rapporti con il San Raffaele

Milano, 20 luglio 2011

 

spin-off

 

Il presente comunicato è stato redatto in ottemperanza agli obblighi informativi verso il pubblico

previsti dalla delibera CONSOB n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche.

MolMed

MolMed S.p.A. è un’azienda biotecnologica focalizzata su ricerca, sviluppo e validazione clinica di terapie

innovative per la cura dei tumori. Oltre a NGR-hTNF, il portafoglio-prodotti di MolMed comprende un altro

antitumorale in sperimentazione clinica, TK - una terapia cellulare che consente il trapianto di midollo osseo

da donatori parzialmente compatibili con il paziente - in Fase III per la cura delle leucemie ad alto rischio.

L’azienda ha sede a Milano, presso il Parco Scientifico Biomedico San Raffaele. Le azioni di MolMed (MLM.MI)

sono quotate al segmento Standard (classe I) del MTA gestito da Borsa Italiana.

Per ulteriori informazioni:

Holger Neecke

Direttore

MolMed S.p.A.

telefono: +39 02 21277.205

fax: +39 02 21277.325

e-mail: investor.relations@molmed.com

Elena Lungagnani

Responsabile Comunicazione

MolMed S.p.A.

telefono: +39 02 21277.207

fax: +39 02 21277.325

e-mail: media.relations@molmed.com

DISCLAIMER

forward-looking statements

). Benché la Società

 

ritenga che le proprie aspettative siano basate su assunti ragionevoli, le dichiarazioni previsionali sono

soggette a diversi rischi ed incertezze, ivi inclusi fattori di natura scientifica, imprenditoriale, economica e

finanziaria, che potrebbero causare differenze tangibili nei risultati rispetto a quelli anticipati nelle

dichiarazioni previsionali. La Società non si assume responsabilità legate all’aggiornamento delle

dichiarazioni previsionali o al loro adattamento ad eventi o sviluppi futuri. Questo comunicato non

costituisce offerta o invito alla sottoscrizione oppure all’acquisto di azioni di MolMed S.p.A.

Questo comunicato può contenere dichiarazioni previsionali (

 

 

Business Development & Investor Relations

accademico dell’Istituto Scientifico San Raffaele, ed a partire

 

dal 2000 si è evoluta in piena autonomia da società di servizi di terapia genica e cellulare ad

azienda di sviluppo di biofarmaci in proprio, con una focalizzazione primaria su nuove terapie per la

cura del cancro. La Società è quotata alla Borsa di Milano dal 2008.

– In merito alle recenti vicende che stanno interessando la Fondazione

 

Centro San Raffaele del Monte Tabor, MolMed precisa che la posizione creditoria commerciale netta

della Società nei confronti della Fondazione è irrilevante, e quindi MolMed non è nella condizione di

subire ripercussioni connesse alle ipotesi di piani di ristrutturazione circolate a mezzo stampa.

Per quanto concerne gli assetti proprietari e le partecipazioni della Fondazione stessa, MolMed

ribadisce di non essere controllata né tantomeno posseduta dal Gruppo che fa capo alla Fondazione,

azionista fondatore della Società, che oggi detiene una partecipazione pari al 10,488% del capitale

sociale di MolMed.

MolMed è nata nel 1996 come



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37 Commenti
1 
1 di 37 - 21/7/2011 14:03
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
MF-Dow Jones News
MolMed: Consob, entra Banca Arner con il 2,010%MILANO (MF-DJ)--Banca Arner detiene, dal 5 marzo scorso, una
partecipazione del 2,010% nel capitale di MolMed.

Lo si apprende dalle comunicazioni societarie alla Consob rese note
oggi, dove si specifica che l'1,914% e' in conto terzi.
red/vz

marzo 2008
2 di 37 - 21/7/2011 14:04
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
MolMed: la societa' di biotech presenta domanda di quotazione in Borsa -2-
VENERDI' 9 NOVEMBRE 2007
Advisor finanziario e' Banca Arner, il legale Cleary Gottliet (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 09 nov 2011 - MolMed nel processo di quotazione ha come advisor finanziario Banca Arner mentre coordinatori dell'offerta globale sono Banca IMI e Societe' Generale' Corporate & Investment Banking. Responsabile del collocamento per l'offerta pubblica e sponsor e' Banca IMI. Advisor legale di MolMed e' lo studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP. Advisor legale dei coordinatori dell'offerta globale sono invece Chiomenti Studio Legale e Sherman & Sterling LL. MolMed, nata nell'ambito del parco scientifico del San Raffaele di Milano, opera nel campo delle biotecnologie mediche con particolare riguardo alla ricerca, sviluppo e validazione clinica di terapie innovative per la cura dei tumori.



Visualizza altro http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-579107/molmed-societa-biotech-presenta/#ixzz1Sjz7BSme
3 di 37 - 21/7/2011 14:08
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
La Banca Arner? Chiedete a Berlusconi e ai suoi famigliari
Si scrive Arner, si legge Berlusconi - La ragnatela "off shore" di Silvio e dei suoi cari
(di Paolo Biondani e Luca Piana - l'Espresso)

L'inchiesta dei pm per riciclaggio. Il tesoro di Ciancimino. Il Grand Hotel di Acampora. E un paradosso: nella banca rinnovata soci e manager legati al Cavaliere

I misteri attorno alla Berlusconi Bank non svaniscono. Tutt'altro. Anzi, si infittiscono e la magistratura avrà ancora da lavorare parecchio per capire cosa ci sia dietro la ragnatela delle off shore. L'istruttoria, nata da una denuncia-choc della Banca d'Italia, ha portato le procure di Milano e Palermo ad accusare di riciclaggio la filiale italiana della Banca Arner. E ha condotto alla ribalta le cucine e saloni vista mare delle case di Antigua, comprate dalla Flat Point, la scatola esotica in cui Silvio Berlusconi ha versato 22 milioni di euro per acquistare terreni e ville sull'isola.

Il piccolo istituto di Lugano aveva fatto fortuna nei primi anni novanta, come spiegano le sentenze dei processi Mills e All Iberian, gestendo fondi neri del premier. E la sua controllata milanese, con uffici in corso di Porta Venezia, era nata sette anni fa raccogliendo capitali e intrattenendo rapporti proprio con molti fedelissimi del Cavaliere, dalla famiglia dell'avvocato Cesare Previti a Ennio Doris, l'uomo che, con il sostegno finanziario della Fininvest, ha costruito e lanciato il gruppo bancario e assicurativo Mediolanum.

Ma un aspetto che forse non tutti conoscono è che oggi, ottobre 2010, la Banca Arner (sotto inchiesta) viene pilotata da uomini del mondo berlusconiano. Soci e presidente della filiale milanese, tuttora guardata a vista dalla Banca d'Italia, vestono la maglia del Cavaliere e giocano nelle sue diverse squadre. Dalla Fininvest alla Publitalia e alla stessa Mediolanum. Un paradosso dal quale vale la pena iniziare se si vuole raccontare gli intrighi della Arner. Partiamo quindi dall'epilogo della vicenda, da cosa sta succedendo oggi.

Per riprendere l'attività a Milano e uscire dal commissariamento, la Arner Italia ha dovuto dare alle autorità di vigilanza una dimostrazione di aver cambiato registro, accogliendo nuovi azionisti e dando spazio al vertice a manager arrivati dall'esterno. Proprio in questi passaggi, però, si è confermata la vicinanza alla galassia Berlusconi. Presidente della "nuova" Arner Italia è infatti diventato Ferdinanzo Superti Furga, un commercialista che ricopre numerose cariche nelle società del premier e, in particolare, presiede il collegio sindacale di Fininvest, Mondadori e Mediolanum. Tra i soci della filiale di corso di Porta Venezia, poi, ha fatto il suo ingresso la CPartners, che ha rilevato una quota del 9,5 per cento e si è garantita un'opzione per salire fino al 30 per cento. Il nome dice poco: la CPartners è una minuscola società di consulenza nata appena nel luglio 2008. Tra i suoi azionisti, però, spicca Maurizio Carfagna, 63 anni, un manager vicinissimo a Doris. Tra le altre cariche nel suo gruppo, infatti, è anche il numero uno di H-Invest, la società che cura la diversificazione e gli investimenti della famiglia del patron di Mediolanum.

LE INCHIESTE. La Arner, dunque, è al centro di numerose inchieste sul mondo off shore di persone del giro berlusconiano. In particolare i magistrati ipotizzano che alcuni clienti della banca abbiano usato una cortina di società estere per nascondere, da una parte, soldi sporchi di Cosa nostra (in particolare una fetta del tesoro di Vito Ciancimino, il sindaco mafioso del sacco edilizio di Palermo) e, dall'altra, il bottino di gigantesche corruzioni.

Uno dei protagonisti è Giovanni Acampora, ex militare della Guardia di finanza, poi avvocato d'affari e amministratore fiduciario del comparto estero Fininvest, quindi condannato con sentenze definitive per aver corrotto il giudice civile di Roma che, tra il '90 e il '91, costrinse la banca statale Imi a versare 670 miliardi di lire netti agli eredi Rovelli. E che negli stessi mesi, con un'altra sentenza comprata (questa volta con fondi off shore targati Fininvest), regalò a Berlusconi la casa editrice Mondadori.

I MISTERI DI VIA VENETO. Nel 2001, tra un rinvio a giudizio e l'altro, l'avvocato-imputato Acampora compra due palazzi storici a Roma. L'acquisto nasce male: un suo cliente, Simone Chiarella, genero di Gaetano Caltagirone, lo accusa di avergli rubato l'affare e lo denuncia per truffa contrattuale. Acampora viene assolto. Poi si ritrova inquisito per presunti abusi edilizi, ma alla fine ottiene i permessi per ristrutturare e unire i due immobili, creando un albergo di lusso, inaugurato nel 2009. "l'Espresso" ha verificato che, all'inizio, la proprietà del Grand Hotel di via Veneto 155 era intestata a un primo nucleo di società lussemburghesi, che Acampora ha italianizzato. Il suo primo alleato era Amedeo Ottaviani, noto albergatore romano imparentato con Gianni Letta, ma l'intesa si è rotta dopo alcuni mesi. A quel punto l'intera struttura proprietaria cambia. I palazzi di via Veneto finiscono a due società lussemburghesi (Karsira e Centocinquantacinque) intestate a un fiduciario canadese di origine italiana, Charles Bisante, notaio a Beaconsfield, Montreal. Chi è il "fiduciante", il vero proprietario? Un mistero ancora irrisolto: la Corte d'Appello ha infatti bloccato la richiesta di sequestrare l'albergo. Proprio perché il vero proprietario è ancora coperto dall'off shore.

Quando nel 2006 la Cassazione lo ha proclamato colpevole, Acampora si è dichiarato nullatenente, evitando di risarcire le vittime. In compenso il castello societario che controlla il Grand Hotel in quegli anni è diventato sempre più ricco: nel 2005 un anonimo finanziatore versa 23,4 milioni, nel 2008 altri 8,5. A gestire il patrimonio, ancora intestato al fiduciario canadese, è la Arner, che attraverso l'Italia può spostare soldi senza problemi nei paradisi fiscali. Un sistema che entra in crisi nel 2008, quando negli uffici di corso Venezia irrompono Bankitalia e l'antimafia.

IL TESORO DI DON VITO. Francesco Zummo è un costruttore siciliano condannato per "favoreggiamento reale" di Ciancimino: l'istruttoria di Giovanni Falcone lo identificò come il "prestanome" che nascondeva 36 dei 43 miliardi di lire che furono sequestrati al sindaco mafioso negli anni Ottanta. Due anni fa un pm di Como, indagando su un giro di spalloni, intercetta Nicola Bravetti, presidente e cofondatore della Arner: il banchiere sta spostando soldi per un signore che gli telefona dalla Sicilia, sempre e solo da cabine pubbliche, presentandosi come "Moro". L'inchiesta passa a Palermo, dove i pm smascherano il chiamante: è Zummo, che vuole portare alle Bahamas 13 milioni di euro, depositati su un conto off shore intestato a sua moglie e gestito da Bravetti. L'incontro decisivo si tiene nello studio di un avvocato-manager milanese, Paolo Sciumè. E per questo il processo ora viene trasferito a Milano. Dove i pm stanno cercando di verificare se ci siano soldi sporchi dietro le "sistematiche violazioni delle norme antiriciclaggio" che, dopo l'arresto di Bravetti, avevano portato al commissariamento di Arner Italia e al clamoroso rapporto di Bankitalia che ha fatto scoppiare tutto l'affaire.
L'impero delle 97 off shore
Sono almeno 97 le società off shore attribuite a Silvio Berlusconi nei processi milanesi. Le prime sentenze definitive, che hanno dichiarato la prescrizione del reato di falso in bilancio (modificato nel 2002 dalla sua maggioranza), riguardano un sistema di 64 off shore, scoperte a partire dal '94 e finanziate da una società-cassaforte chiamata All Iberian. Attraverso quei conti "occulti" le aziende di Berlusconi avrebbero mosso circa 1.550 miliardi di lire, secondo l'accusa, usati per scalate occulte (Standa), per aggirare le leggi anti-monopolio (Telepiù, Telecinco), per finanziare Craxi e per versare tangenti ai giudici di Roma corrotti dagli avvocati Previti, Acampora e Pacifico. La Bridgestone Properties avrebbe scaricato sull'azienda pure le spese della villa alle Bermuda.

I processi ancora aperti riguardano altre 33 società off shore (ma l'elenco è incompleto) che secondo i pm De Pasquale e Robledo avrebbero custodito fondi neri "personali" di Berlusconi: oltre 360 milioni di dollari che, secondo l'accusa, sarebbero usciti dalle casse aziendali comprando a prezzi gonfiati i diritti televisivi per i film americani, grazie a un accordo ventennale con il mediatore Frank Agrama. Da qui è emersa anche la corruzione del testimone David Mills: condannato in primo e secondo grado, ha ottenuto la prescrizione in Cassazione grazie alla legge ex Cirielli.


4 di 37 - 21/7/2011 18:11
protomega N° messaggi: 23982 - Iscritto da: 02/3/2007
CIAO Duca,ti ringrazio di aver aperto anche se per altri motivi questa discussione...
sono incredulo di quanto accade in questa istituzione,essendoci passato in qualità di degente e rimesso a nuovo grazie a luminari che colgo l'occasione di ringraziare pubblicamente dopo averlo fatto personalmente,credo i migliori in circolazione...


ciò che ho respirato in quella settimana di degenza è di un azienda che al contrario di ciò che si descrive FUNZIONA ....
i motivi percui è entrata in crisi non oso discuterli poiché non ne sono all'altezza...
il consiglio che posso solo darvi è che se ne aveste mai bisogno e non sapete a che santo implorare,prima di Lourdes,bussate a questa porta,sono certo che sapranno aiutarvi....


A ME POSSO DIRVI CHE è SUCCESSO....



ed auguro lunga vita a colui che ha fondato quest'ospedale ed ai suoi sostenitori.....


ROBERTO P.
5 di 37 - 23/7/2011 10:34
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006



LA MERDA TRACIMA ....


MILANO - Undici milioni di euro inghiottiti nel buco di una società dall'altra parte del mondo. «Assion nz», scrive su un foglio un dirigente del San Raffaele. L'argomento è: le operazioni sospette di don Luigi Verzé, il fondatore dell'ospedale milanese, e Mario Cal, il vice suicida. È inutile girarci intorno: occorre dare un volto alle voci. A quelle che dicono quanto il San Raffaele sia stato generoso con il mondo politico, in modo tutt'altro che disinteressato. Tangenti, per capirci. E anche a quelle che raccontano di una contabilità parallela e di una diffusa prassi a gonfiare le fatture dei fornitori per creare una disponibilità extra. Il «nero», per essere chiari. Un mare di soldi che in trent'anni avrebbe alimentato conti esteri ben coperti, in parte per uso «istituzionale», in parte personale. In sostanza il tesoretto fuori confine di cui Cal e don Verzé avevano la combinazione e la disponibilità.
Illazioni? Cattiverie? Forse. E certo non aiuta a chiarire i dubbi la riservatezza maniacale con cui i bilanci della Fondazione vengono tenuti sotto chiave. Ma le voci adesso hanno le facce di «raffaelliani» vicini a Cal e a don Verzé. Escono timidamente allo scoperto e quelle operazioni dicono di conoscerle. Hanno paura e non fanno finta. Ovviamente chiedono di non essere identificati.

Operazione Auckland
Una delle nostri fonti insiste su «Assion nz», cerchia il nome sul foglio: «Vada a vedere quell'operazione». Il suicidio di Cal ha smosso l'omertà che circondava il San Raffaele. Si coglie un senso di ribellione verso la cappa di potere esercitata dal prete-manager.
«Sì, Assion, l'aereo - picchia l'indice sul foglio un altro ex fedelissimo -; in Nuova Zelanda con quella transazione è stata creata disponibilità per un uomo politico lombardo molto importante». Una mazzetta, insomma. Prove? Nessuna. Però in effetti le anomalie dell'affare sono molte.
L'operazione parte nel 2007. A farla è la Airviaggi controllata indirettamente dalla Fondazione Monte Tabor (al vertice del gruppo). «La controllante - si legge in un documento - ci ha finanziato l'acquisto dell'intero capitale di una società di aeronautica (Assion Aircraft & Yachting Chartering Service ltd di Auckland-New Zeland) titolare di un contratto di acquisto di un aeroplano Challenger CL604 in locazione finanziaria...». Da Milano a Auckland spediscono 8,5 milioni che aumentano inspiegabilmente a 12 milioni l'anno successivo. Però nel 2009 improvvisamente si scopre un buco da 11 milioni che la Fondazione deve coprire inviando altri soldi. Per la cronaca uno dei due amministratori della Assion è tale Reinhard Kurz delle Seychelles. Cioè un signore delle Seychelles amministra una finanziaria neozelandese utilizzata da una società italiana per acquistare un jet che va e viene da Milano.
Ultimo passaggio: Assion Aircraft viene chiusa il 28 aprile scorso. Non è un'operazione normale ma da qui a sostenere che è stata pagata una mazzetta ce ne passa.

Cassaforte a Vaduz?
E il tesoretto estero? Il deputato del Pdl Enrico Pianetta, secondo una delle fonti interne, avrebbe favorito in passato il flusso di fondi dall'Italia verso l'estero (soprattutto Brasile dove il San Raffaele ha molte attività). Ma prima di arrivare a destinazione quel patrimonio avrebbe fatto «sosta» in Svizzera, per poi ripartire più leggero. Illazioni anche queste? Forse. L'anno scorso parlò di cose simili ai pm di Palermo, sebbene in termini piuttosto confusi e generici, la pentita di un traffico di droga, Perla Genovesi, già assistente parlamentare di Pianetta quand'era senatore. Raccontava di finanziamenti a suo dire poco trasparenti procurati al San Raffaele dall'onorevole tramite la Commissione del Senato sui Diritti umani, da lui presieduta tra il 2001 e il 2006.
All'arcipelago estero apparterrebbero oggi fondazioni con funzione di casseforti occulte. Si fa il nome della Joseph Foundation di Vaduz in Liechtenstein che avrebbe in portafoglio, tra l'altro, proprietà e terreni a Gerusalemme.


6 di 37 - 17/8/2011 19:37
tommy05 N° messaggi: 967 - Iscritto da: 17/8/2009
cosa ne dobbiamo pensare????????
7 di 37 - 17/8/2011 19:38
cascella N° messaggi: 283 - Iscritto da: 17/11/2010
vendute con più 30%
8 di 37 - 17/8/2011 19:48
tommy05 N° messaggi: 967 - Iscritto da: 17/8/2009
complimenti personalmente non sono entrato vediamo domani come apre
9 di 37 - 19/8/2011 19:52
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
Quotando: tommy05complimenti personalmente non sono entrato vediamo domani come apre

10 di 37 - 21/8/2011 11:38
tommy05 N° messaggi: 967 - Iscritto da: 17/8/2009
bo aspettiamo ancora ma mi sembra che siamo in pochi ad occuparcene
11 di 37 - 29/8/2011 15:16
tommy05 N° messaggi: 967 - Iscritto da: 17/8/2009
non vorrei apparire noioso ma mi pare malgrado il nome pochi siano interesati positivamente a tale titolo
12 di 37 - 29/8/2011 20:41
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
San Raffaele: F. Tabor, si aggrava situazione, debiti a 1,5 mldCda si riconvoca il 5/9 per primo esame piano risanamento (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 29 ago - Debiti a 1,5 miliardi e patrimonio netto negativo per 210 milioni. Questa la fotografia che emerge dalla situazione economico finanziaria e patrimoniale della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor al 30 giugno, predisposta da Deloitte. "Dal documento - si legge in una nota - e' emerso un quadro chiaro sullo stato dei conti della Fondazione.
Rispetto alle stime presentate in passato, sono state rilevate variazioni legate principalmente all'emergere di potenziali passivita' relative a garanzie concesse dalla Fondazione per conto di societa' del gruppo". In particolare, quindi, "le passivita' ammontano a 1,476 miliardi, di cui 431 milioni legati a leasing, factoring e alle garanzie concesse. Il patrimonio netto - prosegue il comunicato - e' stato altresi' rettificato da Deloitte sulla base dei principi contabili riferiti alle societa' per azioni, e risulta negativo per 210 milioni", mentre "nell'analisi precedente tale valore risultava invece positivo per 28 milioni". L'ebitda normalizzato riferito al 2010 "rimane invece positivo", aggiunge la Fondazione, notando che "tali principi contabili risultano prudenziali e considerano le attivita' del gruppo sulla base dei valori storici". Il cda della Fondazione ha poi conferito a Maurizia Squinzi la carica di direttore Amministrazione e Finanza, con decorrenza primo settembre. Il board, riunitosi sotto la presidenza di Don Verze', si e' quindi e' dato appuntamento al 5 settembre "per una prima analisi delle linee guida del progetto di risanamento, con l'obiettivo di definire nei tempi previsti una soluzione tecnica che consenta di marcare la necessaria discontinuita' gestionale, pur garantendo la continuita' dello spirito della Fondazione".
Com-Ppa-Y- (RADIOCOR) 29-08-11 17:30:08 (0218) 3 NNNN


13 di 37 - 30/8/2011 16:52
tommy05 N° messaggi: 967 - Iscritto da: 17/8/2009
ma nel cda non ci sono i figli di LUI?? e allora non vorranno ridursi in povertà ? SALIRE TITOLO
14 di 37 - 30/8/2011 19:04
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
Quotando: tommy05ma nel cda non ci sono i figli di LUI?? e allora non vorranno ridursi in povertà ? SALIRE TITOLO



il SAN RAFFAELE sarà Piazzale Loreto per molti ...
15 di 37 - 31/8/2011 14:33
tommy05 N° messaggi: 967 - Iscritto da: 17/8/2009
non vorrei che invece fosse solo attesa di qualche risposta !!!!!
16 di 37 - 04/10/2011 16:49
tommy05 N° messaggi: 967 - Iscritto da: 17/8/2009
si fallimento ma a noi non ci importa
17 di 37 - 05/10/2011 13:01
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

Con il collocamento di MOLMED , fatto da banca ARNER , su due conti correnti aperti presso la filiale milanese è successo che ...


Speriamo nei farmaci , vah ....
18 di 37 - 10/12/2011 16:33
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
«



San Raffaele, i ricercatori rispondono allo scandalo intercettazioni
La pubblicazione su Il Corriere della Sera delle intercettazioni che hanno messo in evidenza le pressioni e i contatti diretti coi politici di don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele, e di Mario Cal per ottenere più fondi a favore dell’ospedale da parte delle istituzioni ha messo in forte imbarazzo gli ambienti del centro di ricerca. Tanto che Maria Grazia Roncarolo, direttore scientifico del centro di ricerca del San Raffaele, ha inviato una lettera al giornale sottoscritta dai membri comitato dei direttori di divisione e centro ricerca. Una nota in cui si snocciolano cifre e dati sulle ricerche del San Raffaele e dove si parla di “procedura trasparente e meritocratica” per l’accesso ai fondi ministeriali. Ma dove non si affrontano le questioni sollevate dalle intercettazioni e si percepisce una presa di distanza dalla gestione del San Raffaele. “La comunità scientifica del San Raffaele intende continuare a lavorare secondo il modello rigoroso e trasparente di cui si è dotata e in nessun modo si sente responsabile degli errori che hanno portato all’attuale crisi finanziaria dell’istituzione”, conclude la lettera.

Segue breve e tagliete risposta dei due giornalisti che hanno firmato l’articolo: “Se la procedura è rigorosa ‘trasparente e meritocratica’ perché allora don Verzè e Mario Cal per ottenere soldi s’affannavano tanto con voli a Roma, cene, pressioni sui politici amici?”.

19 di 37 - 10/12/2011 16:34
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
Finalmente una Procura si interessa della storia delle ville del San Raffaele di Mostacciano, uno scandalo denunciato due anni fa dal Fatto. Due delle tre ville sono state comprate nel 2009 dall’Ifo di Roma (ente regionale che gestisce l’ospedale Regina Elena) al prezzo stratosferico di 10 milioni. Quei soldi, stanziati dal ministero diretto da un dirigente del San Raffaele, Ferruccio Fazio, potevano essere usati per curare i malati di tumore con macchine e sale operatorie più moderne e invece sono finiti nel buco nero del crac del San Raffaele. Il direttore dell’Ifo che firmò quell’acquisto inutile, Francesco Bevere, è stato promosso dall’ex ministro Ferruccio Fazio nel dicembre 2010 direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della salute, un ruolo di prestigio.

20 di 37 - 12/12/2011 07:15
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006


Ieri sera a REPORT hanno dato l'ultima botta al castello Berlusconi ...

Anche Renato Pozzetto e Al Bano ....cazzo ! Il personaggio ZAMMARCHI è fantastico ...
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