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Se Mille Son Le Storie Che Il Vento Porta Via ... (MON)

- 22/7/2013 11:14
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006
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Ve lo "regalo" a puntate ... l'ho scritto di getto , in un momento "rabbioso" e pieno di sconforto ideologico ...ed era il 2007 ...poi è morto mio padre ed è finito nel cassetto , per pubblicarlo nel 2009 ( sempre a mie spese , ovviamente ...gli scrittori "emergenti" sono come il Brasile ...)

 

racconto di un padre che si ritrova "figlio dell'odio politico " e sposato alla coscienza più a posto possibile ...non sopravvissuto , ma sempre vissuto fino al limite della "sciocchezza" ...

 

"Meglio un brutto processo che un bel funerale " ...

 

 



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8 Commenti
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1 di 8 - 30/7/2013 20:03
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006


Io scrivo e non deve restare in un cassetto, lontano dagli occhi della verità assoluta. "Scrivo al diavolo, a nostro Signore, a chi non mi vuole ascoltare, ad un figlio cocciuto e alter ego, ad una moglie paziente e, allo stesso tempo, amante perduta, a chi non mi capisce, a chi non vuole capirmi, a chi non capirà mai, a chi non potrà mai perdonare, a chi non sa perdonarmi, a chi non sa e neanche vuol sapere. Scrivo perchè quello che ho dentro raggiunga mente e cuore di tutti; a ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, al mio futuro e al mio passato, a chi non sa guardarsi dentro, a chi danneggia sè e gli altri, a chi regala silenzio nell'intimità, a chi invece parla troppo, al cammino della vita, per rivendicare il diritto alla comprensione..."
Scrico perchè ho bisogno di evadere da questa vita in maschera, eterno carnevale ed esistenza al contrario. Scrivo e ciò che scirvo lo devo inviare ai direttori dei giornali, anche sapendo che non possono pubblicarmi, sperando che qualcuno mi ascolti e , soprattutto, comprenda, per discutere tranquillamente, partecipare alle idee degli altri; forse bucherò le anime o forse no, ma almeno il mio pensiero è scritto e non è rimasto nel cassetto più ermetico della mia coscienza. SCRIVO; DUNQUE SONO , urlano in un "caffè" su internet, l'inferno dei grafomani come me. Leggere e scrivere, parlare e farsi ascoltare: non toglietemi anche questo, vi prego .
2 di 8 - 30/7/2013 20:51
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006


capitolo uno

La mattina è appena cominciata, nella stanza le penombre dominano quasi tutto lo spazio, impedendo alla fioca luce di esplodere come dovrebbe. I rumori sono ancora accettabili e la stanchezza del momento è tutta sulla schiena di Enrico. La lampadasul comodino illumina il suo volto e le pagine di un albun di foto, ormai ingiallite:
-" Eccoti qua, amico mio...anche quest'anno è passato e senza di te ne sono volati trentuno...Chissà come saresti invecchiato...pelato o "penna grigia" ? Si..grigio, come il tuo eroe "Aquila grigia". Eri bello...e troppo buono...con questi capelli lunghi sembravi un indiano d'America. Uno degli ultimi" . Con il pollice della mano destra sembra accarezzare i suoi ricordi.
La foto in bianco e nero, che la madre di Michele,donna Mary, ha voluto lasciare a lui, al suo miglior amico, li vede entrambi inginocchiati, sempre vicino, come in campo: Enrico terzino destro, con i piedi quadrati ma gradiatorio, e Michele mediano di interdizione, si dice così oggi.
I pensieri si fanno ancora più pesanti:
- "Oggi, 29 aprile 2006....trentun anni a pensarti e vederti in ogni giovane che incontro. Oggi avresti cinquant'anni..da compiere il sei luglio". Enrico è seduto sul bordo del letto, fra le mani i ricordi che non lo lasciano mai, fermi su una foto silenziosa.
Questa di oggi è la mattina che sopporto meno in un anno di trecentosessantacinque giorni, anche meno della mattina di Pasqua o di Natale, ormai giornate trionfali del consumismo e della rassegnata mediocrità feticista di un tempo sempre uguale. Sua moglie è già in cucina a scaldarsi un caffè pronto dal giorno prima, come se anche quei due minuti di orologio risparmiati la facessero star meglio. Tutto è veloce e uguale da tanto tempo, gestualità che si ripetono, ormai, da ventidue anni fra due persone che si amano ancora come in principio, fra gli alti e i bassi di una convivenza a due.
Enrico si è preso un giorno di ferie per andare al solito posto, immancabile visita al cimitero del Musocco a Milano, IV settore, ala sud, navate 17, posto 4652, alla tomba del suo amico ammazzato trentun anni fa: MICHELE RIBELLI.
Quest'anno c'è anche la novità dell'inaugurazione della via dedicata a lui, dopo anni di impedimenti politici.
- Dai , portami con te , pà! Ti prego! - Ettore, suo figlio, appare sulla scena all'improvviso, lo guarda dall'alto verso il basso, con addosso una maglietta bianca che esalta ancora di più una pancetta fuori ordinanza e una muscolatura fuori dal normale per un ragazzo di appena diciassette anni. Una montagna di pane e rabbia lo sta supplicando da alcuni giorni.
- Ne abbiamo già parlato Ettore.Sono cose che ancora non ti riguardano così da vicino. E poi c'è la scuola...lascia andare solo me, ti prego. La mamma non accetterebbe la perdita di un giorno di scuola per una...cosa del genere. E ha ragione, tu non c'entri niente.-
Enrico sa già la risposta, ma la vuole risentire.
- Non dire così! Lo sai che noi lo portiamo nel cuore come pochi altri...ci tengo ad esserci...non l'avrò conosciuto, ma ne porto i segni addosso anchìio. Certe cose le sto facendo anche per lui...mi è entrato nell'anima anhc egrazie ai tuoi racconti...dai, pà - Ettore si è seduto vicino al padre e lo strattona un attimo.
_ Ho detto di no! - gli occhi dei due si incrociano nella penombra.- la prossima volta avrai diciotto anni e deciderai da solo. Oggi no, decidiamo io e tua madre.-
Enrico si alza e si infola nel bagno con addosso gli occhi di un figlio arrabbiato ma rassegnato.
L'acqua bollente della doccia lo percuote dappertutto:
- " Aveva ragione Simona, dovevo tenerle tutte per me queste cose, non passarle anche a lui..."- I vapori della doccia caldissima disegnano sulle piastrelle caffèlatte un paesaggio surreale. Appoggiato alla parete, Enrico cerca la forza per non scoppiare a piangere.
Suo figlio, da alcuni anni, frequenta una formazione politica di estrema destra, Forza Nuova: ritenuta pericolosa da tutto il sistema democratico e odiata a morte da quello comunista per la sua arroganza violenta e menefreghista, questa manciata di giovani scontenti e disagiati attacca tutto e tutti, soprattutto quel progetto caotico e anti-italiano di integrazione multietnicache da anni impegna e mortifica tutta la penisola.
Ettore continua a dire a suo padre che " E' solo e soltanto con le maniere, con una rivoluzione e un nuovo ordine aristocratico, che si riusciràa riportare l'Italia a quel tanto auspicato e agoniato posto in mezzo alle nazioni integerrime", frase roboante pronunciata a tavola soltanto la sera prima. E come fa un padre, ormai cinquantenne ma anche lui "figlio venuto male", come diceva un certo Morsello nelle sue tristi ballate degli anni settanta, a non vedere in queste cose una verità plausibile? L'ultimo barlume di speranza, un'ultima frontiera contro un sistema mediocre e appiccicoso che lui combatte da più di trent'anni ?
Questo manipolo di matti asociali, più vicini all'anarchismo che al fascismo, a onor del vero, vorrebbe attuare e giudare una sollevazione popolare, orgogliosa e rivoluzionaria, usando, se necessario, le maniere forti. Un nuovo Risorgimento, quindi, per ridare in mano la situazione a chi davvero lo merita, una classe dirigente di èprovata e indiscussa qualità.
"Forza Nuova, vecchie merde!" hanno scritto sul muro della scuola di suo figlio e , forse, è davvero così: se si leggono gli otto punti fermi del movimento nato nel settembre del 1997, si pensa di avere a che fare con i reduci del ventennio fascista più che con dei giovani di età media intorno ai vent'anni ! Un vecchissimo programma a cui sono stati aggiunti soltanto tre punti "moderni" : il primo, abrogazione delle leggi abortiste; il terzo, blocco dell'immigrazione e avvio ad un umano rimpatrio, e il settimo, abrogazione delle leggi liberticide Mancino/Scelba.

La società moderna, immersa nell'ipocrisia del benessere ...




3 di 8 - 31/7/2013 07:18
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

...e nel consumismo di facciata, è spaventata da queste recrudescenze anticonformiste o, come dicono i giornali più duri e più "partigiani", di questi rigurgiti di "nazifascismo" e "razzismo".
Il movimento è sotto un controllo esasperato, perchè è palese, sono le parole di tutti i questori d'Italia, la sua intenzione di ripercorrere, passo dopo passo, lento ma inesorabile, la strada intrapresa dai movimenti ribellisti di estrema destra degli anni settanta/ottanta e la sua avanzata all'interno della società italiana. Oggi che, addirittura, un surrogato di comunismo, pesante e palancaio, inciccionito sulle poltrone del parlamento, si è adeguato alla bestiale situazione, l'unico e fastidioso nemico degli sporchi affari della politica è Forza Nuova.
Ed è proprio questo che Enrico teme: le nuove alleanze del Potere Occulto, disposto a perdonare anche ex brigatisti rossi, e l'atteggiamento dei "grandi" pensatori dell'emiciclo parlamentare, capaci di tutto pur di mantenere la loro posizione egocentrica, nel liquame più maleodorante.
Ecco perchè, a differenza dei suoi coetanei, genitori o meno di questo nuovo malessere generazionale, sta cercando di gestire al meglio il figlio e le sue idee rivoluzionarie. Sta cercando di gestire il fenomeno col l'intelligenza dell'esperienza personale, soprattutto senza troppi allarmismi ipocriti e qualunquisti. Ha già vissuto sulla sua pelle quelle cose ...
4 di 8 - 04/8/2013 16:18
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

...lacerazioni ed esaltazioni psicologiche indescrivibili che hanno segnato la sua gioventù, l'età più bella, in lunghe notti a parlare da soli incompresi da tutti e senza genitori attenti e in grado di caòpire la politica e le parole onore, tradizione e rivoluzione. Vuole stare vicino al figlio per evitare casini e strumentalizzazioni meschine da parte di un sistema che non vuole fastidi di alcun tipo.
No, non è stato capace di scappare da quelle cose, come vorrebbe fargli fare sua moglie, con cui per queste cose litiga quasi ogni giorno: vuole gestirle al meglio, con suo figlio e i suoi amici, in tutta trasparenza, sicurezza e serietà. Questi giovani, continua a ripetere a chi lo considera un pazzo, hanno bisogno di lui, perchè secondo Enrico sono nel giusto, anche se spesso lo dicono nel modo sbagliato e istintivamente fastidioso; per lui, nostalgico e appassionato di storia risorgimentale, stanno soltanto rimasticando rabbia e idee antiche, patriottiche, quelle che corrono attraverso i secoli per merito di chi non si rassegna mai e che, alla fine, si riassumo in quattro semplici espressioni di vita : DIO, PATRIA, FAMIGLIA e UMANITA' , tanto cari al massone Giuseppe Mazzini!

- " Maledetto il momento in cui gli ho aperto il mio animo e...la mia stanza delle reliquie ! " . Stringendo la cintura sui fianchi sempre più gonfi, Enrico vorrebbe usarla come cilicio peccatorio. ha paura . Non c'è forza d'urto per attuare questi propositi pindarici di rivoluzione nazionale e...avrebbe voluto vivere in rassegnazione i suoi ultimi anni di italiano. Sconfitto, piegato su sè stesso, anacoreta in perenne malinconia .E invece...
Lo specchio riflette un volto segnato dalla rabbia e dall'amarezza, incapace da troppo tempo di serenità e qualche sorriso sincero, non forzato. In cucina l'odore di caffè non batte quello del sugo di pesce della sera primae il iscuglio stropiccia lo stomaco come se fosse lo strofinaccio di un lavaggio auto. Il bacio in fornte a Simona è sforzatissimo, Sa che è arrabbiata e l'atmosfera non rientra nella norma con un bacio così.
- Ci vediamo stasera, non preparare niente. Sai come vanno a finire queste "rimpatriate". Non voglio avere impegni che mi facciano dire no a priori. Rassegnati Simona, è una cosa più grande anche del nostro matrimonio perfetto...si chiama dovere !- Enrico si gioca tutto con questa frase ad effetto, ma quello che ottiene è proprio il contrario .
- lascia fuori mio figlio, poi il resto ..vaffanculo, ormai tu sei irrecuperabile. Lui, però, no... me lo devi strappare uccidendomi.- Simona sta già fumando dal nervoso. non vuole capire e apprezzare lo sforzo del marito, impeganto anche ad evitare il peggio. Nessuno lo capisce, anzi, molti ritengono il suo comportamento la logica conseguenza delle sue idee: causa ed effetto, Ettore è il prolungamento del suo braccio, dicono gli "amici benpensanti" .
- Bum ! Ti prego, guarda meno telenovele, per favore. Ti capisco, ma non esagerare..fra una settimana ci siamo già dimenticati tutto. Almeno tu,.- Enrico le gira le spalle e se ne va in camera dal figlio .
5 di 8 - 04/8/2013 16:19
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

http://www.youtube.com/watch?v=6djs_gvZ9ZA
6 di 8 - 05/8/2013 19:55
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

- Mi raccomando, fai il bravo almeno tu e tieni buona la mamma .- gli accarezza i capelli cortissimi e resta a guardarlo una decina di secondi. Ettore è tornato a sdraiarsi in attesa del suono della sua sveglia.
- L'anno prossimo vengo anch'io!- girandosi dall'altra parte ha già salutato suo padre così, divincolandosi dalla ruffianeria paterna.


" Sarebbe bello amore piantar tutto e scappare via lasciare qui i problemi, la nostra lotta i nostri affanni...
E scappare via lontano, non ha importanza dove, dimenticare tutto, scappar via da questa terra...
E arrivare in un luogo baciato dal sole, bagnato dal mare, sfiorato dal vento, e ricostruire un nuovo domani, nessuna battaglia nessun ideale...
Sarebbe bello amore aspettare le stagioni, rincorrersi, giocare, far l'amore, riscoprire le cose che da tempo non possiamo più provare, dimenticare tutto, scappar via da questa terra...
Noi due in quel luogo baciati dal sole, bagnati dal mare, sfiorati dal vento, noi due costruire un nuovo domani, nessuna battaglia, nessun ideale...
Sarebbe bello, amore mio ma non posso chiuder gli occhi e fuggire la realtà, no non voglio rinunciare alla mia lotta, dentro il cuore sento un urlo, un qualcosa che mi sprona, sento un coro nella mente...
BOIA CHI MOLLA! BOIA CHI MOLLA!...
No amore, io non mollerò, sono un uomo, non mi arrenderò, tu mi ami e ami anche il mio ideale, meglio morto che vigliacco, meglio morto che venduto, tu mi ami e ascolta l'urlo...
BOIA CHI MOLLA! BOIA CHI MOLLA!...
No amore, tu non puoi voler che io ceda, no amore, tu conosci il mio destino, si lo so che io potrei finire male, all'ospedale o sotto terra, in tribunale o in prigione, ma cosa importa ascolta l'urlo...
BOIA CHI MOLLA! BOIA CHI MOLLA!...
Tu amore, devi aiutarmi a darmi forza, se ho paura devi darmi il tuo coraggio, e se cedo fammi vedere il tuo disprezzo, ricorda sempre questa frase, se occorre gridamela in faccia, questa frase è una bandiera...
BOIA CHI MOLLA! BOIA CHI MOLLA!

7 di 8 - 07/8/2013 19:10
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

L'auto di Enrico corre tranquilla sulla statale 239 per Milano, i pensieri un pò meno. La mattina è fresca e solare, beffarda se si pensa che i quattro amici nell'abitacolo stanno andando ad un "Presente!" nel cimitero più grande di Milano. Dall'impianto stereo, che Enrico ha ancora "mangianastri", arrivano le parole di una musica "alternativa" che piace a tutti i presenti, ma che conoscono in pochi. Parole come macigni di retorica : " ...se scioglieranno il nodo che oggi ci tiene uniti, andremo in altri posti a costruire nidi. Se la maledizione ce la portiamo addosso, la bruceremo insime al primo straccio rosso...han fatto leggi e imbrogli per chiuderci la bocca, dei nostri nomi il muro del carcere ribocca..."
- A cosa stai pensando? - domanda Diego guardando il profilo di Enrico che, con le mani strette al volante, sembra voglia strapparlo via.
- Le solite cose idoìiote. Continuo a farmi consumare dai "se"...è tutta la vita che vivo con i "se" e con i "ma", con i "forse", ma quello che mi arrovella in questo preciso istante è...- si volta a guardare negli occhi l'amico :- se lo avessi accompagnato a casa quel maledetto 13 marzo di quella maledetta ultima settimana d'inverso del millenovencentosettantacinque ...se ci fossi stato anch'io ...- torna con lo sguardo sul cruscotto pieno di lancette e rumori razionali. Quella dei giri del motore si impenna all'improvviso e la velocità dell'auto cresce proporzionalmente al rammarico.
- Lo abbiamo pensato tutti più volte , Enrico. Quel giorno potevamo accompagnarlo tutti. ma l'unico che lo ha davvero fatto è stato il destino e con quello c'è poco da fare. Credo che anche Michele lo sapesse e, forse, gli è andato solo incontro. Per difendere le sue idee, le nostre idee, era pronto a tutto.- Diego dice questo sofrastando le parole e la musica di Morsello.
- Non dire stronzate!- interviene da dietro Matteo: - A diciannove anni non pensi al destino o a quelle fregnacce lì. Per la politica, poi...stiamo scherzando? Io non c'ero, perchè li ho fra due mesi i dicannove anni, ma la morte di Michele Ribelli, estrapolata o lasciandola immersa nel suo contesto socio-politico, è stata la più traumatica e la più indifendibile anche per quelli dall'altra parte. Ecco perchè giocano a nascondere la verità o la semplice discussione nelle scuole, alle nuove generazioni come la mia. Non si ammazza un ragazzo di diciannove anni così, come un cane...a sprangate...per un tema di merda, per la politica.- Matteo l'ultima frase l'ha quasi urlata, e dopo lo sfogo improvviso si è messo a guardar fuori dal finestrino il paesaggio che scorre monotono: i primi capannoni di una Milano già in fermento, la strada intasata, le luci degli "stop" chiamati al solito lavoro snervante, in coda. Il bitume sotto le ruote suda maleodorante, mescolato al piombo di marmitte catalitiche solo di nome.
8 di 8 - 08/8/2013 15:35
duca minimo N° messaggi: 38149 - Iscritto da: 29/8/2006

- Sentite- dice Andrea, il quarto passeggero- non ricominciamo. Sono trentun anni che nel nostro ambiente si parla di queste cose. E' andata così, punto e a capo. La storia è carta stampata, il fiato che si spreca è prezioso e...perve per gridare al cielo il nome di Michele, in questo ennesimo anniversario. Non parliamone più. Michele è più contento così...che qualcuno, in questo paese di merda, lo ricordi ancora. Pochi possono vantarsi di questo. In quegli anni ci sono stati più di 300 morti e mille feriti...vi rendete conto? Una guerra civile che molti, soprattutto gli assassini ancora in giro per l'Italia, vorrebbero far passare via senza tanti rimorsi.- Andrea fa il giornalista a tempo perso- intanto studia Filosofia all'università- per un giornale anticonformista, definito " di destra" dai suoi denigratori, e frequenta l'ambiente dell'estrema destra da alcuni anni. E' uno dei primi accorsi in Forza Nuova Brescia, lui quello che ha trovato la sede e che ha più esperienza politica nel gruppo, essendo un fuoriuscito di Alleanza nazionale, deluso dell'abiura fascista e della mentalità modernizzante e filo-americana, se non anche sionista , di Gianfranco Fini.
Andrea e matteo hanno la stessa età, anche se il secondo frequenta ancora l'ultimo anno di liceo, e sono gli "storici" di questo movimento bresciano. Diego, invece, ha soltanto due anni meno di Enrico e ai tempi della scuola abitava anche lui a Milano, in via Palladini numero 15, a poche centinaia di metri dallo stabile del Michele e dell'Enrico, in VIa Amadeo al numero 40. A quei tempi frequentava un liceo non molto distante da quello dove andavano gli altri due, il Molinari. Oggi abita anche lui a Brescia, perchè il destino ha voluto che anche suo padre, dipendente della FIAT-IVECO come quello dell'Enrico, venisse trasferito nello stabilimento che si trova in questa citt-: era il 1982. Ai tempi milanesi i tre si conoscevano anche perchè frequentavano la stessa sezione del Movimento Sociale. Diego era il più coinvolto, essendo uno dei dirigenti la sezione, uno dei più fanatici e rissosi.
A Milano, quindi, hanno vissuto più di vent'anni e la conoscono come le loro tasche, anche se queste erano tante e pericolose.

Si parcheggia a Cascina Gobba e si prende il metrò . Conviene, perchè Milano è impraticabile cone le auto, soprattutto la zona dove devono andare loro. La liena verde, invece, li deposita proprio davanti al cimitero.
I quattro si accoppiano per non essere ingombranti sul marciapiede. Alla biglietteria la coda è sopportabile e l'orario permette di prendersela comoda. Quella periferia di Milano mette tristezza, ma apre anche lo stomaco.
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