Quarantatré miliardi di euro non sono pochi se si pensa che fanno un paio di leggi di bilancio e che possono sempre servire per tenere in piedi l'Italia, perennemente in emergenza, così come i decreti aiuti del governo Draghi. Eppure è la cifra del valore che da inizio anno è evaporato a Piazza Affari per via dei tanti delisting che si sono registrati. Chi per essere libero di stabilire il destino della propria azienda, come i Friedkin per la AS Roma Calcio, i Benetton con Atlantia o Diego Della Valle con Tod's. Chi invece per mettersi in viaggio verso Amsterdam, città dove tasse, borsa e burocrazia sono molto più friendly.

Lo hanno fatto i Berlusconi, i Ferrero, i Garavoglia della Campari e infine anche gli Agnelli, che hanno optato con Exor anche per la quotazione. Le famiglie che hanno scritto parte della storia di questo paese, scrive Mf-Milano Finanza, su questo paese sembrano non voler scommettere più, almeno dal punto di vista finanziario. Ma è colpa loro o del sistema poco accogliente? C'è una speranza di trattenere il meglio del made in Italy alla borsa di Milano, che ora è una borsa europea essendo inserita nell'agglomerato Euronext? Ovvero ci si deve rassegnare alla legge del mercato che vuole che il capitale vada dove è tassato meno? E ancora: il governo ha una strategia per Piazza Affari, al fine di convogliare maggior risparmio e aziende in borsa, considerando che l'Italia ha anche ricomprato l'asset dalla City di Londra con i soldi della Cassa Depositi e Prestiti?.

MF-Milano Finanza ha posto tutte queste domande a chi lavora dietro le quinte al ministero dell'Economia e quello che segue è un dossier esclusivo. C'è dentro tutta la filosofia che portano avanti gli uomini e le donne di stretta collaborazione del ministro dell'Economia Daniele Franco e del direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera. Si snoda in quattro punti cardine e sei azioni mirate. Eccoli di seguito.

Perché è importante avere mercati finanziari efficienti. Promuovere la finanza di mercato è un obiettivo strutturale avvertito da tempo, non solo in Italia ma in tutta l'Europa: porre rimedio al cronico sottodimensionamento dei mercati azionari europei rispetto, ad esempio, agli Stati Uniti è fondamentale per accrescere la resilienza dei mercati, raggiungendo una migliore condivisione dei rischi e una diversificazione delle fonti di finanziamento per le aziende. Questi elementi sono essenziali per rendere il sistema capace di affrontare gli shock e le crisi, come nel caso della pandemia o dei recenti eventi ucraini.

Lo sviluppo del mercato dei capitali rappresenta perciò per il Mef un tassello «fondamentale per la realizzazione degli investimenti in digitalizzazione, innovazione e sostenibilità necessari per raggiungere gli obiettivi strategici posti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)». L'impulso dato alla crescita dal Pnrr deve essere necessariamente accompagnato e supportato da mercati di capitali efficienti che operino in maniera complementare e in sinergia con il settore pubblico e il canale bancario, per colmare il funding gap della transizione al digitale e alla neutralità climatica.

Il contributo del Mef a supporto della competitività dei mercati finanziari italiani. Due le direttrici attorno le quali si snoda il lavoro di Via XX Settembre per arginare la fuga da Piazza Affari: ammodernamento del quadro regolamentare e di enforcement: le regole (e come sono applicate) fanno la differenza, usano ripetere al ministero dell'Economia e ricordano tutte le azioni messe in campo.

Ancor prima del Libro Verde sono state promosse importanti iniziative per rafforzare i mercati dei capitali quale fonte complementare al canale bancario. Si sono a tal fine introdotte negli ultimi anni misure ordinamentali, cercando di rimuovere costi e vincoli non necessari (per menzionare un tema, l'introduzione della record date e l'impatto sulla partecipazione dei fondi in assemblea), e misure di carattere più marcatamente fiscale, dirette ad agevolare ed incentivare la finanza di mercato. Più di recente su impulso del Ministero dell'Economia e delle Finanze è stato pubblicato il rapporto "Capital Market Review Italy 2020" redatto dall'Oecd con l'obiettivo di procedere ad una ricognizione delle macro aree di miglioramento dei mercati finanziari Italiani in termini di competitività rispetto alle altre realtà europee o internazionali ed al loro ruolo a supporto della crescita.

La pubblicazione del Libro Verde di marzo rappresenta così, negli auspici di cjhi comanda all'Economia, la seconda fase, in senso sia logico sia temporale, del percorso avviato con il rapporto Oecd. Le misure e iniziative discusse nel Libro Verde non prevedono oneri per la finanza pubblica (sono "a costo zero") e prefigurano un'azione "di sistema". Le iniziative coinvolgono molteplici attori (istituzionali e di mercato) e insistono su piani diversi: dall'insieme delle regole nelle sue varie articolazioni (norme primarie, secondarie, autoregolamentazione) a quello applicativo e delle prassi amministrative e di giustizia. Il buon funzionamento di un'economia di mercato non dipende infatti solo dall'adeguatezza del quadro regolamentare. Accanto a norme chiare e di qualità è altrettanto essenziale che i mercati finanziari possano fare affidamento su un sistema giudiziario e di enforcement amministrativo che sia efficiente ed efficace. L'area di maggior interesse del Mef per ora è rappresentata dalle misure di miglioramento del processo di listing e di efficientamento dell'accesso e della permanenza nei mercati in particolare delle pmi, con riferimento tra l'altro alla questione del gold plating, la possibilità di intervenire su quegli istituti - e connessi oneri - che presentano un livello di regolamentazione superiore a quello "minimo" richiesto dalla normativa europea, al fine di verificare se continuino a sussistere le motivazioni e le considerazioni che ne determinarono l'introduzione.

Quella del listing è anche l'area dove si iniziano a registrare i primi risultati concreti nel senso auspicato dal Libro Verde. I tecnici del Mef forniscono alcuni esempi di come Borsa Italiana ha semplificato i requisiti di quotazione previsti dal proprio Regolamento del mercato: alleggerimento, a determinate condizioni, di alcuni obblighi documentali degli emittenti, considerati eccessivamente "gravosi o non più indispensabili". Ad esempio è stata ridimensionata la portata del Piano industriale ed è venuto meno l'obbligo di deposito della Relazione contenente il confronto del sistema di governo societario dell'emittente con le raccomandazioni proposte dal Codice di Autodisciplina delle Società Quotate (entrambi documenti già noti al mercato). Non è più richiesto inoltre il deposito di copia dei fascicoli relativi agli ultimi tre Bilanci annuali, di esercizio o consolidati, ove l'emittente sia tenuto alla loro redazione in quanto già contenuti nel prospetto; Semplificazione della disciplina dello Sponsor attraverso una riduzione delle responsabilità e degli oneri precedentemente posti a carico di tale soggetto. Consob in questo senso ha recentemente approvato le modifiche al Regolamento Emittenti in materia di semplificazione della procedura per l'approvazione del prospetto (di cui ha dato conto MF-Milano Finanza); Soppressione della verifica preliminare sulla completezza della documentazione e rendendo certi i termini per l'avvio dei procedimenti amministrativi, previsti sin dalla data di invio delle relative domande alla Consob e non più dalla data di completezza della domanda. Si è così eliminato uno spazio di incertezza applicativa generato da prassi di vigilanza non sempre conformi al dettato del Regolamento Prospetto; Riduzione della documentazione da allegare alle bozze di prospetto; Introduzione della facoltà di compilare il prospetto in inglese (come avviene in altri Paesi Eu), provvedendo alla traduzione in italiano solamente della nota di sintesi per le offerte presentate in tutto o in parte in Italia, o quando venga richiesta l'ammissione alle negoziazioni nel mercato regolamentato italiano. Altri importanti risultati, come lo stesso Libro Verde ricorda, si sono raggiunti in materia della promozione degli investimenti di lungo periodo in economia reale. Il riferimento è al recente decreto ministeriale del 2021 che ha abbassato le soglie di accesso ai Fondi di Investimento Alternativi Riservati con cui i parametri del nostro sistema sono stati allineati a quelli europei al fine di sostenere l'investimento di medio-lungo periodo (tipico di chi investe in questi prodotti) pur preservando adeguati presìdi per gli investitori e, infine, valorizzazione delle infrastrutture di mercato italiane nello scenario europeo e globale.

Dopo la Brexit, l'ingresso di Borsa Italiana nel gruppo Euronext rappresenta un'opportunità di integrazione del mercato azionario italiano in un progetto europeo che possa valorizzare le eccellenze presenti sul listino italiano, con riflessi positivi sia per gli investitori che per gli emittenti maggiormente attenti alle esigenze del mercato.Il successo del trasferimento del Core Data Center dal Regno Unito a Bergamo e l'accelerazione nell'integrazione di Mts e Euronext Securities Milan sono risultati tangibili, assicurano sempre al Tesoro, che, proprio grazie anche alla moral suasion del Mef, stanno portando al raggiungimento delle prime sinergie di fatturato, come i risultati di bilancio Euronext confermano.Al pari la decisione di rendere la Cassa di Compensazione e Garanzia la controparte centrale di scelta di tutto la federazione di Borse di Euronext per i suoi mercati di cash equity, derivati quotati e commodity del Gruppo renderà centrale il sistema italiano di compensazione in una fase storica particolarmente importante per l'industria del clearing (dove è in corso, in esito alla Brexit, la migrazione dei servizi di

clearing dal Regno Unito verso le piattaforme europee).

L'intervento sulle norme primarie prefigurato nel Libro Verde è pronto e insiste su quattro aree: semplificazione dell'accesso e della permanenza sui mercati da parte delle imprese; semplificazione dell'accesso ai mercati da parte di fondi e investitori; regime sperimentale per applicazione Dlt agli strumenti finanziari; interventi mirati per meglio regolare responsabilità dei funzionari in linea con gli standard internazionali e creare un regime di enforcement più efficace ed efficiente. Si tratta di norme largamente condivise da operatori e autorità. Si tratterebbe quindi di un "quick fix", come dicono gli addetti ai lavori, già pronto, che potrebbe essere tradotto in norma già nell'ultima parte del 2022 se fosse condiviso anche dalla politica ad ampio raggio, così come è condiviso dalle autorità e dai mercati. Una volta completata questa fase, sarebbe necessario aprire un cantiere per "fare il tagliando" al Tuf, alla luce dei tanti interventi di questi anni, per capire cosa ancora funziona e cosa va aggiornato dei tanti interventi compiuti in questi anni. Qualche esempio lo portano disfide finanziarie recenti come quella che ha visto protagonista Generali e il gruppo Caltagirone: capire se e come il voto di lista vada aggiornato, se e come il voto plurimo vada rivisto, per inglobare il concetto e le regole della finanza sostenibile.

In conclusione, il quadro delle strategie del governo Draghi, che sta passando la mano, è chiaro; la speranza è che venga portato avanti con pragmatismo e senza burocrazia di sorta. Amsterdam non aspetta chi si avviluppa in centinaia di cavilli.

alu

MF-DJ NEWS

0808:28 ago 2022

 

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August 08, 2022 02:29 ET (06:29 GMT)

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