No, Enel non si sente più chiamata in causa ora che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, afferma che contro il caro-bollette «occorre chiedere a chi ha fatto grandi profitti da questo aumento del prezzo del gas, di condividerli con il resto della società».

C'è il precedente del premier spagnolo Pedro Sanchez, che aveva minacciato la stessa misura, salvo poi fare dietro-front perché, almeno sul fronte delle utility elettriche, questi extra profitti non si sono trovati. Risparmiata la controllata Endesa, Enel in Italia conta perciò sulla stessa equazione: prezzi del gas più alti uguale extra costi anche per le utility elettriche, certo non super profitti. A spiegarlo a MF-Milano Finanza è Nicola Lanzetta, da poche settimane a capo di Enel Italia.

«Il presidente del Consiglio, rispetto alle dichiarazioni precedenti, ieri (lunedì, ndr) ha parlato chiaramente di profitti derivanti dal gas, e questa per noi è una precisazione importante, perché la tempesta perfetta che si è abbattuta sul mercato deriva proprio dall'aumento sproporzionato di questa commodity. Dal momento che oltre il 50% della generazione elettrica italiana si regge ancora sul gas, che l'Italia importa per il 90%, ne deriva che questi aumenti non avvantaggiano ma semmai colpiscono chi, come Enel, utilizza anche il gas per produrre energia, nonostante la quota crescente di fonti rinnovabili». Su quest'ultima strada non si torna indietro. Anzi, Enel ha scelto di rilanciare. «Oggi è chiaro che le rinnovabili sono la scelta più efficace non solo dal punto di vista della sostenibilità, ma anche per scongiurare aumenti shock dei prezzi», conferma Lanzetta. «Qualche numero per fare chiarezza: con una quota maggiore di produzione da fonte rinnovabile, vicina al 70% che è l'obiettivo per il 2030, il costo dell'energia sarebbe stato inferiore di oltre il 35%. Ma già oggi, che in Italia la quota di produzione green è ancora inferiore al 50%, le rinnovabili hanno contenuto i rincari di almeno un 10%». Per Enel il percorso è chiaro: quella della transizione ecologica è «una scelta obbligata, che avrà benefici per tutto il sistema Paese, perché l'Italia si renderebbe autonoma dalle importazioni. Ci sono le tecnologie, ci sono i capitali, non è un sogno ma un obiettivo realistico, a patto di accorciare i tempi delle autorizzazioni», afferma Lanzetta. Rispetto alle dichiarazioni della Bce sulla greenflaction, l'inflazione verde, sostenuta cioè dal costo della transizione ecologica, la replica di Enel, perciò, non può che sostenere l'opposto: «più investiamo in rinnovabili, maggiori saranno le possibilità di abbassare il costo dell'energia, e quindi dell'inflazione, che innegabilmente è trainata dai prezzi dell'energia, e del gas in particolare».

fch

 

(END) Dow Jones Newswires

January 12, 2022 02:12 ET (07:12 GMT)

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