A metà settembre sembrava che fosse tutto pronto per l'offerta di Open Fiber su NetCo. Oggi invece la sensazione è che l'operazione potrebbe diventare una telenovela invernale e non perché il progetto non abbia senso industriale o perché ci siano problemi rilevanti. Di fatto, l'offerta che molti si aspettavano sarebbe arrivata entro il 30 settembre probabilmente finirà sulla scrivania dei vertici di Telecom Italia più in là nel tempo. Quanto? Difficile dirlo con certezza.

Le tempistiche, scrive Milano Finanza, dipenderanno da alcune variabili tecniche e da altre politiche. Le uniche date inserite all'interno del memorandum of understanding sono quelle del 31 agosto e del 30 ottobre.

La prima, come noto, è stata disattesa anche per una sorta di sensibilità istituzionale, visto che avrebbe implicato avviare una trattativa sul finire della campagna elettorale in vista delle elezioni del 25 settembre. Adesso le elezioni ci sono state e l'esito è stato anche abbastanza netto con la vittoria del Centrodestra trainato da Fratelli d'Italia che ha conquistato la palma di primo partito d'Italia.

Dunque tutto pronto per l'offerta? In parte. Oggi si dovrebbe tenere un cda di Cassa Depositi e Prestiti che tra i punti all'ordine del giorno avrà anche la questione NetCo. Ma per la non-binding offer ci sarà comunque da aspettare. L'iter procedurale affinché Open Fiber possa inviare la proposta prevede infatti che entrambi gli azionisti della società diano il via libera all'operazione. Oltre a Cdp, che possiede il 60% della società guidata da Mario Rossetti, c'è anche Macquarie che detiene il restante 40%. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il fondo australiano dovrebbe tenere un comitato sull'offerta la prossima settimana e già solo questo aspetto comporterà più tempo per l'invio della proposta. Oltre a questi aspetti tecnici ci sono poi tutte le valutazioni e le sensibilità politiche che potrebbero portare alla scelta di inviare l'offerta solo una volta che sarà composto il nuovo governo, capendo quindi chi siederà ad esempio al ministero dell'Economia, ma anche se i piani dell'esecutivo continueranno a prevedere l'operazione della rete unica così come era stata immaginata mesi fa. Non è un mistero, ad esempio, che il mercato ora aspetti di capire se FdI procederà con il progetto alternativo che prevedeva l'acquisto di Tim da parte di Cdp e il successivo spezzatino con la separazione della rete. Una scommessa che sta sostenendo il titolo che anche ieri ha chiuso in rialzo del 3,41% a quota 0,191 euro. Insomma, l'allungamento dei tempi è quasi scontato, ma capire quando arriverà la proposta è ancora complesso. Il tutto ricordando poi che quella che arriverà al cda di Tim sarà un'offerta non vincolante, primo passo per capire se effettivamente ci sarà margine per una trattativa.

Ieri intanto Tim ha comunicato che il consigliere indipendente Luca de Meo ha rassegnato le dimissioni dall'incarico con effetto a partire dal termine della riunione del cda convocata per domani. De Meo ha espresso il «sincero dispiacere per questa decisione, motivata dall'impegno diretto che deve ora dedicare alla profonda trasformazione di Renault Group, impegno che non gli consentirebbe di contribuire in modo adeguato alle sfide che Tim sta affrontando».

alu

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MF-DJ NEWS

2809:32 set 2022

 

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September 28, 2022 03:34 ET (07:34 GMT)

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