Sulla scelta dell'head hunter per il nuovo cda di Bpm e soprattutto del partner assicurativo per il ramo danni, i tempi si allungano: le proposte di Axa e Credit Agricole sono considerate insoddisfacenti. Ieri il cda in piazza Meda non ha preso decisioni.

Lo scrive il Messaggero spiegando che il giorno prima il comitato nomine è tornato a riunirsi per esaminare la rosa dei papabili head hunter che dovrà affiancare il board nell'iter che porterà ad aprile 2023, alla nomina del nuovo organo, attraverso la lista del cda prevista dallo statuto. Lista che dovrà eleggere 12 membri su 15.

La rosa si è assottigliata a tre: Egon Zehnder, Spencer Stuart, Russell Reynolds Associates. Ancora non si sarebbe coagulato il consenso su un nome per motivi strategici ma anche di prezzo. Tutto rinviato alla riunione del cda di Bpm del 18 ottobre che avrà un argomento più delicato: la scelta del partner assicurativo nei danni, dove corrono Credit Agricole Italia che è anche azionista con il 9,18% e Axa. Advisor del venditore Lazard e Citi. Il gruppo italo-francese preme perchè la partnership nelle polizze è allo stato l'obiettivo prioritario dal punto di vista strategico anche se la sua posizione va vagliata con attenzione per evitare conflitti.

Sul tappeto c'è la maggioranza di una newco dove Bpm trasferirà la parte danni di Bipiemme vita e di Vera vita. La prima è di proprietà di piazza Meda, nella seconda Cattolica ha il 65%, quota sulla quale la banca milanese ha un'opzione call esercitabile entro giugno 2023. Sembra che le offerte di entrambi i pretendenti siano inadeguate e Axa leggermente avanti.

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MF-DJ NEWS

2808:41 set 2022

 

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