Per l'Italia è arrivato il momento delle infrastrutture. Ne è convinta Intesa Sanpaolo che giovedì scorso ha organizzato un evento con rappresentanti di istituzioni, enti pubblici, imprese e mondo della finanza dal titolo «Infrastrutture sostenibili: un bene comune». I segnali di ripresa non mancano, ha sottolineato Mauro Micillo, Chief della Divisione Imi Corporate & Investment Banking della banca, anche se c'è ancora moltissimo da fare.

Domanda. Nel corso del convegno ha parlato di segnali positivi per le infrastrutture, quali sono?

Risposta. È così, vedo segnali di ripresa incoraggianti, ad esempio il rinnovato interesse per gli investimenti da parte dei principali operatori industriali e finanziari internazionali. In questo senso anche il governo e le istituzioni hanno fatto e stanno facendo un lavoro eccellente.

D. In che senso?

R. Cito, a titolo esemplificativo, la dinamica dell'attività di merger & acquisition: se mantenessimo lo stesso ritmo registrato nei primi 9 mesi dell'anno, il volume delle operazioni realizzate in Italia potrebbe raddoppiare rispetto all'anno scorso; e aggiungo che gran parte dei volumi sono trainati dall'interesse da parte di sponsor finanziari italiani ed esteri.

D. Come si sposa questo sentiment con il contesto del Pnrr?

R. Perfettamente. Quello italiano è un tessuto imprenditoriale ricco che può esprimere grandi potenzialità e il Pnrr rappresenta una leva straordinaria per avviare un percorso di ammodernamento e rilancio della rete infrastrutturale italiana.

D. Voi però avete parlato di infrastrutture aggiungendo la parola «sostenibili». Perché?

R. Come ha chiarito bene il Ministro Giovannini, non possiamo più parlare solo di infrastrutture. O sono anche sostenibili o non sono infrastrutture. Sul tema della sostenibilità, peraltro si è soffermato anche il Chairman di Imi Cib, Gaetano Miccichè.

D. Cosa resta da fare?

R. Molte cose, penso al partenariato pubblico-privato, alla tutela della filiera italiana nello sviluppo dei progetti, al sistema normativo che deve essere sempre più semplice e funzionale o alla tassonomia. Questo se vogliamo continuare a rendere attraente l'Italia per gli investitori internazionali nei prossimi anni, anche quelli successivi al 2026.

D. Per realizzare le infrastrutture i capitali privati sono necessari, intende questo?

R. Dico che pubblico e privato non sono antagonisti, ma devono lavorare insieme per accelerare la realizzazione dei grandi e diversi progetti previsti dal Pnrr. Un rilancio duraturo e sostenibile degli investimenti passa per questa collaborazione ed è la via per migliorare il Pil potenziale del paese.

D. Cosa intende per tassonomia?

R. Vogliamo infrastrutture sempre più sostenibili, questo ormai è chiaro e lavoreremo in tale direzione. Ma sarà fondamentale definire quali sono le metriche di sostenibilità, da imporre ex ante e da misurare ex post, sulla base delle quali potrà essere eventualmente riconosciuta la remunerazione per il capitale privato. La gestione della transizione verso gli obiettivi di lungo termine sarà impossibile senza questo approccio.

red

MF-DJ NEWS

2609:10 ott 2021

 

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