Nel 2020 Gas Plus ha realizzato una perdita netta di 34,2 mln contro una perdita di 0,6 mln del 2019.

A livello consolidato i ricavi del 2020 sono risultati complessivamente in calo (-19,3%) per la forte flessione degli scenari energetici causata dalla diffusione della pandemia (75,5 mln rispetto a 93,5 mln del 2019). Nel 2019 i ricavi comprendevano tuttavia componenti positive non ricorrenti relative per 1,1 mln all'attività caratteristica della B.U. E&P e per 1,6 mln all'area Retail.

Una minore riduzione (-8,8%) hanno invece registrato i costi operativi che sono passati dai 71,8 mln del 2019 ai 65,4 mln del 2020, avendo dovuto scontare componenti negative non ricorrenti dell'area E&P (2,4mln) e dell'area Retail (0,6 mln).

Ne è conseguita pertanto una riduzione dell'Ebitda che ha raggiunto i 10,1 mln rispetto ai 21,8 mln del 2019. Tale andamento ha risentito in particolare della forte riduzione di marginalità delle attività E&P.

La B.U. E&P ha conseguito infatti un Ebitda di -0,6 mln contro +10,3 del 2019 sul cui livello hanno inciso sia l'eccezionale calo degli scenari energetici sia l'ulteriore aumento delle corresponsioni a favore dello Stato e, in particolare, quello delle royalties sulle produzioni di idrocarburi per effetto della Legge di Bilancio 2020 (Legge 27/12/2019 n.

160 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30/12/2019).

Ne è conseguito pertanto un Ebit che ha registrato una forte flessione passando da 2,5 mln del 2019 a -107,7 mln del 2020.

L'a.d. Davide Usberti in una nota ha dichiarato: "Nell'ultimo biennio le attività E&P italiane del gruppo sono state interessate non solo dai pesanti effetti sui prezzi energetici derivanti dalla pandemia nell'anno 2020, ma anche, a partire dall'anno 2019, da un aumento delle corresponsioni allo Stato e da un provvedimento volto a individuare le aree del Paese in cui sia consentita ovvero preclusa la prosecuzione dell'attività stessa. Cogliendo già nel documento di consultazione del febbraio scorso su tale piano, il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee 'PiTESAI', elementi di particolare criticità per le produzioni minori, il gruppo, pur in presenza di riserve producibili su tali concessioni per circa 400 milioni di metri cubi di gas naturale, ha quindi prudenzialmente azzerato il valore di carico della più parte delle proprie concessioni minori al momento non produttive, sulla base di determinate soglie dimensionali, ipotizzando di non metterle più in produzione, e questo spiega l'elevata incidenza delle svalutazioni appostate nel Bilancio 2020. A fronte di tale iniziativa, tenuto conto che il gas naturale rappresenta la primaria fonte che dovrà accompagnare la transizione energetica in atto, auspichiamo, in vista della conclusione del relativo iter normativo, da un lato che, in particolare per le concessioni con infrastrutture già realizzate, vengano attentamente valutati gli impatti socio economici conseguenti al pregiudicare la prosecuzione dell'attività per le concessioni medio- piccole, con soglie adeguate al contesto produttivo italiano, dall'altro che venga data certezza sulla prosecuzione nel tempo delle concessioni ritenute idonee".

com/cce

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2018:41 apr 2021

 

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