A dieci giorni dalle elezioni l'assemblea degli azionisti di B.Mps è chiamata, oggi pomeriggio, ad approvare l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, il settimo nella storia recente della banca che ha una capitalizzazione di borsa di 360 milioni (di sette volte inferiore rispetto alla cifra richiesta).

Si tratta del primo appuntamento in presenza da due anni a questa parte e anche se il tema è al centro del dibattito politico e finanziario l'esito è quasi scontato visto che il Mef è il primo azionista con una quota del 64%. Dunque anche se i piccoli soci hanno già detto che voteranno contro, la potenza di fuoco del primo socio rende il via libera assai prevedibile.

L'attenzione del mercato è infatti puntata sulle mosse di Anima e Axa e sull'eventuale tavolo negoziale che Mps dovrebbe aprire con i partner commerciali che sarebbero disposti - come anticipato da MF-Dowjones - a sostenere l'aumento nell'ambito dell'estensione e ampliamento degli accordi commerciali in essere. Nel dettaglio Anima sarebbe disponibile a mettere una quota compresa tra i 150 e i 250 milioni di euro ma non in qualità di anchor investor. Si vedrà quali contorni assumerà la trattativa.

Intanto I proxy advisor Glass Lewis e Iss nei giorni scorsi hanno raccomandato agli azionisti di votare in favore dell'aumento di capitale da 2,5 mld di B.Mps. Secondo i proxy l'operazione è fondamentale per la redditività a lungo termine. "Ed è dunque nel migliore interesse degli azionisti ", scrive Glass Lewis. Iss ricorda che il prezzo sarà determinato dal consiglio al momento dell'emissione.

Nei documenti assembleari la banca scrive di ritenere che "l'aumento di capitale possa completarsi tra fine ottobre e inizio novembre 2022", qualora "le condizioni del mercato lo consentano". Il successo, come detto, dipende in maniera imprescindibile dalla partecipazione del Tesoro, che dovrà sottoscrivere azioni per 1,6 miliardi corrispondenti alla propria quota del 64%. Le banche del nutrito consorzio di garanzia, che ha visto di recente quattro nuovi ingressi, si sono impegnate fino a un massimo di 900 milioni.

L'ad Luigi Lovaglio, commentando i risultati del semestre - chiuso con

un utile di 27 mln di euro, a fronte di un utile di 202 mln di euro

conseguito nel primo semestre 2021 - ha rassicurato gli analisti sulla

"convinzione" della banca di procedere nonostante le condizioni di

mercato. L'ultima semestrale, che ha certificato il miglioramento della

situazione finanziaria di Rocca Salimbeni - nessun deficit al 30 giugno e

buone prospettive di miglioramento - non permette comunque di ridurre

l'importo dell'aumento o di dividerlo in più tranche.

Il ceo ha già escluso che la quota del Tesoro possa aumentare. "Non

prevediamo - ha affermato Lovaglio nel corso di una conference call con

gli analisti- che il Mef possa aumentare il suo sostegno all'aumento di

capitale. Nonostante le difficili condizioni di mercato procediamo per

arrivare nelle migliori condizioni possibili all'operazione".

Nonostante le incognite - forte del via libera della Commissione Ue

- il pool di banche si prepara: a Banco Santander, Barclays Bank Ireland,

Societè Generale e Stifel Europe Bank, in qualità di Joint Bookrunners,

nei giorni scorsi si sono unite Bofa Securities Europe, Citigroup, Credit

Suisse e Mediobanca (in qualità di Joint Global Coordinators e Joint

Bookrunners).

cce

MF-DJ NEWS

1510:06 set 2022

 

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September 15, 2022 04:08 ET (08:08 GMT)

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